Mer
26
Giu
2019
Senza titolo
Sì parla tanto del mondo virtuale che è diverso dalla realtà . Per quanto riguarda la mia esperienza devo ammettere che non c'è molta differenza: sia nel mondo reale che nel mondo virtuale ho incontrato uomini arroganti e che mi hanno insultata e denigrata anche in modo completamente gratuito e ingiustificato. Gentili ed educati praticamente nessuno.
11 commenti
Ma non ci rompere i coglioni
cambia amicizie, sia dal vivo che sui social. non capisco chi dovrebbe denigrarti così, a caso.
@Sfogante, ecco che l'anonimo delle 16:18 si rivela essere il perfetto esempio di quanto riportato al commento sopra da @Evelyn. E comunque sono d'accordo con te. Ma bisogna non farcisi trattare a pesci in faccia da questa gente, bloccare e sfanculare, sempre.
Invece per me il virtuale si confonde col reale. Dipendenza da internet e poi le cose sono cambiate tanto. Rivorrei internet di 20 anni fa. Il gioco mi è sfuggito di mano, la vita è andata per il verso sbagliato.
Mi divertivo molto a chattare nei primi anni 2000, poi è cambiato tutto e si è perso lo spirito di allora.
Ho troppi brutti ricordi. Me la passo male e mi annoio.
E rimpiango una donna perduta.
Fanculo. E Rita si è sposata. Come cantava Rino Gaetano.
imperativo categorico! bisogna solo frequentare persone ignare dei social, possibilmente con il nokia e windows millenium. meglio se tra i 70 e gli 80 anni di età. viva le persone veramente belle.
@Anonimo delle 16:18:. Come Volevasi dimostrare...
Secondo me hai ragione, non è tanto diverso, solo che dietro internet hanno il coraggio di parlare anche quelli che magari nella vita reale stanno zitti perche non hanno le palle per dirtelo in faccia
io ho un'età che mi ha permesso di vederla tutta l'era di internet, da quando ancora se ne parlava sui giornali ma rimaneva quest'oscuro oggetto, ad oggi che l'abbiamo nelle tasche dei pantaloni, al polso, nelle macchine fotografiche nel frigorifero lavatrice lampadaricaldaieinterruttoriautomobilipalineautobus... devo dire che la facilità di contatto è la cosa che mi sorprende di più, averla avuta ai miei tempi na cosa così... per contro... i profili di plastica con facce sorridenti h24, cibi (ma che cavolo me significa), ubriacature, slinguazzate, porni (plurale di porno) aforismi, stati, stati d'ansia tricche tracche e mostaccioli...
ma il grande valore aggiunto sono i "luoghi" come questo, dove l'anonimato ti permette di far cadere tutti i filtri, cosa che mai e poi mai succede nel real world... [tradisco mia moglie... ho una cotta per mia cognata... sono gay... ho il pipino piccino... ho le tette cadenti... vorrei che il mio collega mi "acchiappasse" ... ] qui è possibile, guardate che non è cosa da poco... adoro quest'epoca...
errata corrige: "... tricche tracche e ballacche..."
Condivido in parte quanto afferma gage.
Le chat ersno caribe oroorio per quello. Le donne si confessavano senza remore. E così gli uomini. Parlo di 20 o 15 anni fa.
Poi mi piaceva il porno amatoriale diffuso p2p. Finalmente gente che faceva sesso vero e non attori. Poi la facilità di accesso alle informazioni: testi musicali, brani np3, forum e Wikipedia.
Per alcune cose, passata la novità, è caduto l'interesse. C'è rimasta Wikipedia.
Però i cookies traccianti erano considerati virus, c'era un limite al profiling, i siti d'incontri e le testate giornalistiche erano gratuite, ora non è più così.
Poi è arrivato il monopolio e i cartelli commerciali, anche se già da Windows 95 ogni computer acquistati aveva la licenza OEM di Windows e a bill gates gli arrivavano 100 mila lire ogni PC venduto in tutto il mondo.
Sono state fatte speculazioni assurde.
C'era spirito partecipativo, si faceva hacking, si nanifestavano opinioni politiche, eravamo utenti attivi.
Tutto questo non esiste più. Pian piano siamo diventati fruitori passivi, come prima con la TV.
Google ha una potenza commerciale e conseguentemente politica, che supera molti stati.
I giganti come Apple non ganno pagati le tasse delocalizzando.
L'abuso è diventato la regola, e forse, chi è nato dopo gage e me non ne ha piena coscienza.
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No, il mondo virtuale è diventata un'amplificazione del mondo reale.
Se uno è scemotto, su internet si rivela un coglione totale. Non perché non lo sia nel mondo reale, ma almeno non lo fa vedere al mondo intero.