Ven

21

Giu

2019

Amara tristezza e dolce odio

Sfogo di Avatar di ArtiglioArtiglio | Categoria: Altro

Avete mai notato come i bambini vengono cresciuti dai genitori come se il mondo fosse una favola? Un mondo delle fiabe? Dove il giusto regna sempre...e chi ha un cuore buono può aiutare tutti...Io sono uno di quei bambini. O lo ero. Sono timido, ma mi ricordo che quando ero piccolo non potevo fare a meno di nascondermi dietro la gonna di mamma quando vedevo tante persone fissarmi tutte insieme...e fargli passare tante figuracce con i miei capricci stupidi. Ma nonostante ciò, cercavo sempre di rispettare le regole, di aiutare gli altri, a prescindere che lo meritassero o meno...fino all'arrivo alle medie. Tre anni di medie, o tre anni di inferno? Non sono mai stato picchiato...ma lo avrei preferito rispetto a quello che mi veniva detto a parole...e piano piano sentivo una crepa dentro di me formarsi, aprirsi ogni giorno di piu', finchè non mi rinchiusi in Internet e sui forum/chat online con altra gente nella mia stessa situazione: reclusi, ma con una via di fuga tramite Internet. Sarò sincero: quando la gente critica Internet non dico che sbaglia, ma non posso nemmeno darle ragione, perchè Internet mi ha salvato la vita, mi ha permesso di conoscere persone della mia stessa età con gli stessi problemi, permettendo a tutti quanti di sfogarsi...ancora ricordo la famosa sera, in cui, di nascosto, tentai di uccidermi nella maniera piu' semplice...ma la mia mano tremava mentre reggeva il manico del coltello. Non avevo coraggio di morire. Ma neanche di vivere. Da pazzi, vero? Col liceo andò meglio, ma rimasi dentro la mia bolla online, sopratutto perchè la gente della mia classe non era gente che avrei potuto considerare amica al 100%. Perciò, conoscendo gente nuova online, piu' matura, piu' simile, piano piano ho cominciato anche ad incontrare qualcuno dal vivo...persone che sanno dare un calore umano immenso, e che se penso che hanno una situazione di reclusione sociale come la mia mi viene a male sapere che se non ci fosse questa distanza, potrei essere capace di rendermi un buon amico per loro...o almeno, lo credevo. Sono arrivato a un punto che tra esami di maturità, pensieri sul futuro, tentare di andare avanti nonostante la mia depressione perenne, ho dovuto chiudere contatti con molta gente...molti hanno capito, ma molti no. E' incredibile che come fai qualcosa di buono per qualcuno, al primo errore poi ti puntano il dito, facendoti stare male, facendoti avere sensi di colpa...però poi sono le stesse persone che in necessità ti aiutano, ma che con poco ti voltano le spalle...te ricevi consigli, aiuti e sostegno, poi se aiuti loro, a momenti rischi che veramente ti potrebbero uccidere...poi decidi di cambiare modo di agire, modo di fare, atteggiamento e stile e subito dicono che sei stronzo...ma io sono stato costretto. Essere stronzo e fregarmene di tutti per il mio bene personale, oppure essere disponibile sempre e comunque ma col rischio di crollare come un castello di carte...ma io stronzo non lo sono. Non lo sono con chi lo merita. Magari sbaglio a fare qualcosa, pensando prima a me piuttosto che a quello che potrebbero pensare gli altri. Poi chiedonoi spiegazioni, dici la verità, e poi magari si assumono loro la colpa, dicendo che l'hai fatto per colpa loro, mettendoti nella posizione di spiegare ancora e ancora che non è così, sapendo già che altrimenti quelle persone se ne andrebbero per sempre...Sarò sincero...sono solo un ragazzo di 19 anni che non riesce piu' a provare nulla. Ne sentimenti, ne voglia di aiutare gli altri o se stesso, ne voglia di vivere, ma costretto a farlo perchè codardo alla morte...non capisco piu'...non capisco piu' come le persone si relazionano, perchè mentono, perchè hanno questo orgoglio personale, perchè mettono il broncio per niente...non capisco piu'...sono io rotto oppure è questo mondo a esserlo? A volte durante la notte guardo il cielo e mi chiedo se sarà mai possibile per una persona come me avere una vita normale un giorno, amici normali...ho 19 anni...ma il tempo sembra così poco, sembra che stò già alla fine della mia avventura nella "Vita"...io non sono stronzo, io ci tengo alle persone, ma fraintendono sempre...eppure ho imparato ad avvisare a chi mi vuole conoscere come posso essere, cosa rischio di combinare, e nonostante ciò...poi mi ritrovo sempre diti puntati contro, addii, bugie...poi dicono che sono stronzo se me ne frego...ma devo soffrire e fregarmene oppure cosa? Non so piu' cosa fare, che devo fare. Mi dicono una cosa, la faccio, e poi dicono che è sbagliata. Faccio di testa mia ed è sbagliata lo stesso. Mi sento utilizzato...stanco, molto stanco e tradito. Posso dire che è bello non fidarsi piu' di nessuno e solo di se stessi, perchè almeno so che se mi succederà qualcosa, ho solo me stesso, e nessun'altro DA CUI DIPENDERE...rende forti, anche se ciò significa rinunciare a godersi la vita appieno, ma non voglio viverla soffrendo. Piu' che uno sfogo sembra un mezzosfogo/mezzastoria, ma erano ore che rimurginavo sui miei pensieri e su altre cose...non mi ha guarito totalmente, ma mi ha aiutato a portare un po' di serenità nel chaos che ho dentro di me, sperando che un giorno possa sparire totalmente. 

2 commenti

Hai fatto ciò che in letteratura viene definito "flusso di coscienza". Di solito tale flusso non ha un vero obiettivo, cioè non è una richiesta di confronto su un problema, è più che altro un rincorrersi solitario di pensieri. Comuqnue ogni individuo in giovane età si trova nei rapporti interpersonali di fronte una specie di grande matassa, che può creare in effetti smarrimento e confusione. Hai raccontato vari paradossi, un po' per la serie "con gli altri come la fai la sbagli". In effetti funziona proprio cosi, a tutte le età: se dai spiegazioni, non serviva darne; se non ne dai, passi nel torto; se sei egoista sbagli, se sei buono sbagli; ecc ecc. Eppure alla fine tutti più o meno trovano la propria chiave di lettura personale,  a patto però di continuare a cercarla. Qualcuno si convince che sono tutti egoisti, tantovale esserlo, qualcuno che sono tutti cattivi, altri che è meglio non dare mai spiegazioni, altri che la comunicazione è importante, ecc ecc. Ognuno maturando trova una propria "filosofia" e tiene quella -in linea di massima- come chiave di lettura e come approccio agli altri, nel lavoro, negli studi, nelle amicizie, in tutto. (Gli intelligenti tentano di usare invece molte chiavi di lettura diverse). Spero che questa considerazione vada in qualche modo a completare e riorganizzare i pensieri, un saluto

Avatar di AnonimoAnonimo alle 23:38 del 21-06-2019

Non ho capito come pensava di uccidersi con un coltello. È una cosa quasi impossibile, ci riescono solo i giapponesi che fanno harakuri, ma loro ci sono abituati da generazioni. Ce l'hanno nel dna. Si piantano il coltello o la spada nel basso buzzo e tirano verso l"alto. Funziona ma ci si vuole una determinazione della Madonna e è dolorosissimo.

Noi occidentali ci buttiamo dai ponti oppure ci impicchiamo, ma i coltelli li usiamo sugli altri, è moolto più facile usarli a quel modo. E funzionano egregiamente. Basta colpire la giugulare. Ma farlo su se stessi è troooppo difficile.

Avatar di OldJoeOldJoe alle 01:06 del 22-06-2019

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