Mer
15
Mag
2019
Autodistruzione
Dico che la mia vita fa schifo ma sono io a renderla tale.
Prendiamo come esempio una cosa che è appena successa: un'amica mi ha mandato un messaggio che io ho letto male. Ho iniziato ad incazzarmi, ho avuto un semi attacco di panico, ho pianto fino a farmi mancare il fiato.
Rileggo la chat e scopro che intendeva tutt'altro.
La colpa è mia. Sono io che penso che il mondo ce l'abbia con me, arrivo a distorcere la realtà pur di far rimanere in piedi il teatrino in cui ogni personaggio vive con il solo obiettivo di mettermi i bastoni tra le ruote.
Alle persone non frega niente di me, eppure inconsapevolmente mi ritrovo sempre a pensare il contrario. Durante un'interrogazione penso che la gente non aspetti altro che un mio errore per poter ridere di me. Quando cammino fra una folla mi sento decine di sguardi addosso e mi sembra quasi di percepire i loro pensieri: che brutta quella, ma come cammina, guarda che faccia da culo.
Io lo so che questo non succede veramente, o meglio, non sempre. Il più delle volte passo inosservata. So che è tutto nella mia testa e questa consapevolezza rende tutto mille volte peggio.
Non riesco ad uscirne, Non riuscirò mai ad uscirne.
Non riesco a sostenere lo sguardo di nessuno, neanche di mia madre. Mi faccio schifo e mi faccio pena.
Queste insicurezze sono iniziate alle medie, quando quei commenti venivano realmente pronunciati da persone in carne ed ossa, quando i miei compagni hanno fatto di tutto per distruggermi l'autostima.
Ci sono riusciti talmente bene che ho passato cinque anni di liceo con le loro parole incise nella mente. Ci sono state persone che hanno provato ad avvicinarsi a me, che mi hanno trattata come un essere umano, ma io mi sono sempre sentita un alieno, convinta che fosse tutto finto, che in realtà ciò che pensavano fosse "mi fa pena e quindi cerco di non escluderla".
Cosa che alla fine ho fatto da sola, mi sono esclusa e ora, dopo cinque anni, sono diventata il pagliaccio della classe perché faccio ridere. La mia esistenza fa ridere.
E io rido con loro fino a quando non mi ritrovo nel mio letto a singhiozzare tutte le fottute sere.
3 commenti
Ci ho già provato ma non è servito a niente. Più avanti ci riproverò, ora sono troppo impegnata con la maturità che non so come riuscirò ad affrontare
La colpa è mia. Sono io che penso che il mondo ce l'abbia con me, arrivo a distorcere la realtà pur di far rimanere in piedi il teatrino in cui ogni personaggio vive con il solo obiettivo di mettermi i bastoni tra le ruote.
Ragazza, ti capisco bene perché sono fasi transitorie che sono capitate anche a me.
Posso dirti che è già tantissimo che tu ti stia accorgendo di essere la responsabile di questo atteggiamento (quando ci passai io mi autoconvincevo di avere ragione citando la famosa frase di Andreotti "a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca").
Hai anche capito quale fu l'esperienza che ti ha portato a questa malfidenza generale.
So bene che è difficile uscirne e non sarà certo il consiglio di qualcuno a farti avere fiducia nel prossimo, per cui quello che ti suggerirei, se proprio non riesci a fidarti di nessuno, è di non darne segnali, altrimenti farai terra bruciata intorno a te.
Cerca di porti in modo neutro senza far percepire il tuo scetticismo, cerca di essere gentile e ben disposta anche se temi il peggio. Questo è il primo passo e ti consentirà di preservare relazioni che altrimenti distruggeresti.
Il resto verrà da sé, perché con il tempo fra tutti i rapporti che avrai salvato riuscirai ad individuare quelli sani e quelli nocivi, questo ti aiuterà gradualmente a tornare a fidarti di chi lo merita.
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Fatti curare
Lo dico senza cattiveria.
Anche mia madre è così e mi ha quasi rovinato la vita con le sue fisse.
Sei ancora in tempo. Vai dallo psicologo.