Dom

05

Mag

2019

Notti in bianco

Sfogo di Avatar di JaradJarad | Categoria: Altro

Allora, cominciamo con una premessa. Questa sarà una storia lunga, uno sfogo di proporzioni bibliche (almeno per me) che racchiude gli ultimi 7 anni della mia vita. Non siete costretti a leggerla, sopratutto perchè non sto cercando una soluzione, un consiglio e nemmeno una spalla su cui piangere: voglio solo, per una volta nella mia vita, poter urlare al vento ciò che mi detta il cuore (o almeno la parte più irrazionale del mio cervello se non volete passarmi il paragone) e questo richiederà un bel po' di impegno, veleno e lacrime da parte mia, mentre da voi utenti non richiede assolutamente nulla, dato che io mi sentirò un pelo più sollevato anche solo potendo esprimere ciò che sento, mentre richiederebbe un certo sforzo da parte vostra immedesimarvi in me, non solo per la quantità di informazioni e ragionamenti che andrò ad elargire, ma anche per cercare di seguire il nesso, logico o meno, tra di loro, con il rischio di ritrovarvi senza niente in mano se non una sincera confusione e la sensazione che siano state spese troppe parole su di un "problema da primo mondo", della serie che se fossi nato in un paese del terzo mondo a quest'ora avrei ben altri problemi e forse dovrei essere più critico sulla mia posizione da privilegiato maschio caucasico.

Ecco, ora possiamo incominciare.

 Ho 22 anni, sono in perfetta salute (a parte una pancetta che non riesco ad eliminare per mie debolezze) e sono vergine. No, non il segno astrologico, nel senso che non esperienze sessuali di alcun tipo, non ho nemmeno mai dato un bacio ad una ragazza o avuto un appuntamento. Può sembrare una stupidaggine, probabilmente lo è, ma da qualche anno a questa parte, questo mi ha fatto sprofondare in un periodo nero dal quale non riesco a riavermi. 

Ma procediamo con ordine e compostezza, come sono abituato a fare: è stato al liceo che in effetti ho cominciato a provare attrazione per quelle che potevano essere le mie compagne di classe o ragazze viste in giro per l'istituto e, lungi dal voler confrontarmi su ciò con i miei genitori, ormai separati, ho messo in conto di dovermi "fare le ossa" anche in questo campo, andando quindi a mischiarmi con quel meccanismo mai trovato appagante o ben compreso, cioè quello del corteggiarsi: potremo anche avere un cervello alla pari di un computer e il pollice oppobile, ma la natura è comunque riuscita ad intrufolarsi negli anfratti dei nostri costrutti sociali facendoci erigere regole e postille non scritte necessarie al potersi interfacciare con i nostri potenziali partner. Se fino ad ora vi è sembrata una puntata di Superquark non vi preoccupate, non c'è nulla di più lontano da ciò: l'attrazione mi ha sempre colpito con una violenza pari circa a quella di una mazza da baseball che incontra una palla lanciata dritta e veloce, smuovendo i miei pensieri e le mie azioni ad una velocità tale da dovermi pizzicare la mano e mordere le labbra per smettere di concentrarmi sulla tale ragazza. Accumulando i primi fallimenti non mi sono scoraggiato, fiducioso che quella fosse l'età giusta per compiere quelle esperienze: in fondo sono basso, castano e pure troppo amante del cibo per non essere cicciottello, dovevo trovare altri punti di forza come il mio umorismo, sensibilità e originalità per poter lasciare il segno. Ho cominciato quindi a sfruttare quel periodo come banco di prova per le mie stesse emozioni, cercando di distinguere le semplici "cotte" dalle "infatuazioni" (perdonatemi l'uso di termini tanto simili, ma sono ancora convinto che l'amore sia un sentimento che si costruisce nel tempo, non può crearsi dal nulla) ovvero tra quelle che sono attrazioni passeggere (al massimo di un mese circa, il tempo di esaurire la scorta di eventuali fantasie da consumare tra le lenzuola) e quelle che invece spingono ad immaginare scene di vita quotidiana insieme, come condividere un caffè la mattina appena svegli, correre sotto la pioggia litigandosi lo stesso ombrello o addormentarsi l'uno abbracciati all'altra alla luce di un computer che proietta un film avviato solo per il piacere di stare insieme. E qui veniamo al mio primo problema, ovvero la mia incapacità di soffocare la mia natura masochista, talmente elevata che, fallimento dopo fallimento, continua a farmi ignorare le "cotte" e a farmi concentrare unicamente sulle "infatuazioni". Ma questo è perfettamente sensato: dopo anni passati a non raccogliere alcun tipo di esperienza, come potrei abbandonarmi ad una semplice avventura di una notte? Anche se fosse possibile raccogliere un consenso, l'inesperienza non è qualcosa che puoi nascondere a letto, considerando anche il fatto che l'età in cui i ragazzi scoprono il sesso continua ad abbassarsi. Ho speso così tanto tempo a ragionare su queste mie sensazioni che si sono radicate come parte di me, come un inestinguibile cancro che infetta anche le cellule sane: perfino se trovassi nuovamente il coraggio di mettermi in gioco e rischiare di finire ancora con il cuore in pezzi, i miei terrori e paranoie mi renderebbero...macabro? Inquietante? il termine perfetto viene dall'inglese e sarebbe "creepy", "che fa accapponare la pelle" ma mi manca una buona controparte in lingua italiana. Il punto è che si tratta di un carico emotivo impossibile da nascondere e al contempo troppo ampio e pesante da scaricare su di un'eventuale partner senza avere prima stabilito un rapporto che ormai non esiste più. è finito il tempo degli inviti a cena, dell'uscire a vedere un film o incontrarsi sulla spiaggia d'inverno per godersi la distesa di sabbia deserta. Non ridete a questa mia confessione, ma mi sento vecchio, nato in un tempo sbagliato e che non capisco, condannato per questo schifo di lotteria genetica che è la nascita a vivere una vita che non ho mai chiesto e che forse avrei volentieri rifiutato.

Scusate, ora cercherò di riprendere il filo del discorso, anche se la vedo piuttosto dura. Volevo arrivare al punto di confessare che questa mia solitudine di cui non ho mai avuto il coraggio di parlare mi ha letteralmente svuotato l'anima una volta arrivato a circa 20 anni: non riuscivo più ad alzarmi dal letto, convinto di dover trascorrere la vita in solitudine, di morire vecchio e senza nessuno che mi amasse, di non potermi mai aprire completamente con nessuno perchè con nessuna avrei mai potuto costruire quel tipo di rapporto che trova nelle sua fondamenta l'essere il ciascuno la colonna portante dell'altra persona. Per questo, una volta accortomi che nonostante singhiozzassi silenziosamente quasi ogni sera prima di addormentarmi ormai non usciva nemmeno una lacrima, iniziai a praticarmi dei tagli sul corpo. Non mi vergogno a dirlo, perchè se lo facessi negherei ciò che sono stato: quel bruciore mi dava un sollievo balsamico, mi faceva rendere conto che qualunque cosa pensassi, per quanto sentissi il cuore e lo stomaco stringere ad ogni respiro, il mio corpo voleva resterare vivo. Ma ero troppo stupido per fermarmi e mi sono procurato cicatrici che spero le persone a me care non noteranno mai, perchè sono ancora troppo codardo per confessargli ciò che ho fatto. Ma alla fine trovai sollievo. Mi convinsi a cercare di stare bene con me stesso, di prendere la vita con più leggerezza e lasciarmi alle spalle qualunque trascorso che potesse trattenermi dal provare le esperienze che ritengo necessarie a rendermi felice: tutto ciò ha funzionato fino a che l'anno scorso non ho conosciuto Lei, che chiamerò R. giusto per una mia paranoia.

R...come descriverla senza farla apparire angelica per colpa dei miei occhi da infatuato? Forse l'unica maniera è descrivere brevemente quali sono le qualità, legate da nessun filo logico, che l'hanno portata al centro dei miei pensieri: è minuta, con i capelli lunghi. è tenace, porta l'apparecchio e sorride sorniona come una bambina che ha appena scoperto che il padre sta per graziarla da una punizione che si meriterebbe.

E dopo questo sproloquio, ci troviamo di nuovo qui a scrivere del motivo del mio sfogo: volevo solo che sapeste che non rischierò di nuovo. Nonostante stia perdendo sonno, appetito e anche qualche lacrima dietro a quelli che sono inutili pensieri melensi, non permetterò mai che trovino riscontro al di fuori della mia mente. Perchè dopo aver trovato questo triste e precario equilibrio, sono troppo codardo per scommettere di nuovo. Ho paura di cosa rimarrebbe del nostro rapporto se dovessi scoprire che non mi ricambia. Ho paura che, anche se ricambiasse, ricordandosi della mia inesperienza (sì, lei lo sa che sono vergine) potrebbe andare tutto alla malora. Ho paura che, se dovessi andare di nuovo in pezzi, non riuscirei più a tornare insieme. E mi odio per questo: mi odio per pensare come un 50enne pluridivorziato quando non ho nemmeno 30 anni. Mi odio per tanti altri motivi, tra i quali c'è anche il non aver mai smesso di pensare a R. anche mentre era impegnata con un ragazzo con il quale ho stretto un rapporto bellissimo, quasi fraterno, e a quale non ho mai "voluto male" per la sua relazione con R. Eppure non ho potuto fare a meno di esultare meschinamente quando ho saputo che si sono lasciati. Meglio che la finisca qui, altrimenti chissà quanto potrei scrivere ancora: grazie per avermi ascoltato, spero non leggiate più di questo mio nick in bacheca, perchè vuol dire che vi toccherebbe un altro ghirigoro di periodi e concetti ingarbugliati come un un quadro di Escher. Grazie per avermi ascoltato, e buonanotte.

3 commenti

"Questa sarà una storia lunga, uno sfogo di proporzioni bibliche. Non siete costretti a leggerla"

Ok, allora non la leggo

Avatar di WormWorm alle 09:31 del 05-05-2019

Bravo werme, mostra un attimo di coerenza e vai in cameretta a schiacciarti i punti neri sul tuo cazzetto, scio'.

Allora Sfogaiolo, di primo acchito posso dirti che quello che provi è "normale". Sei in una fase leggermente depressiva, ma attento a non finirci dentro del tutto. Arrivare a più di 20 senza alcuna esperienza con l'altro sesso è frustrante per tutti, specie ora come ora che pare che l'età media del primo rapporto sia sempre più bassa, anche se non è proprio sempre così, anzi sembra che l'overdose di contenuti sessuali espliciti che si trovano liberamente online stia contribuendo a determinare il fenomeno opposto. Cmq da come scrivi, e non solo, si capisce che sei una persona intelligente, estremamente sensibile e molto pretenziosa con te stesso e di riflesso con gli altri. Non ti accontenti della prima scuaquetta che passa, ma pari (o quasi) attitudine. Tipico dei caratteri come i tuoi ruminare troppi sulle cose e dall'overthinking si passa all'overloop e infine si cade in depressione. Fra l'altro per uno dei motivi più ricorrenti ovvero mancanza di rapporto umano/sentimentale e sessuale, alla tua età poi che hai gli ormoni che spingino come una mandria di bisonti imbufaliti! Anche il fatto che tu sua autolesionista si inserisce perfettamente in un quadro di disagio psicologico: ovvero quando si sta male di testa è un dolore fortissimo (da non sapere dove sbattere la testa appunto) ma è immateriale e addirittura ti senti in colpa per stare così male senza alcuna motivazione CONCRETA. E allora inizi a pensare a chi è più sfortunato nato in posti sfigati, chi ha gravi malattie CONCRETE, e questo ti manda ulteriormente in loop ossessivo ed è un cane che si morde la coda, altri pensieri, altri sensi di colpa etc etc....pensa anche io in una fase depressiva di media entità (forte per fortuna non ci son mai arrivato, e spero MAI di arrivarci) provavo sollievo quando avevo dolore fisico perché mi distraeva da quello psicologico! Mi dicevo: oh finalmente qualcosa per il quale vale la pena soffrire DAVVERO!

Ora delineato il quadro proviamo ad estrapolare una linea guida per trovar una soluzione....ma mi sta facendo tardi, devo andare al cinema, facciam così se mi passano questo commento vedo di continuare col consiglio costruttivo....niente di personale ma qui sono sotto battuta dalle moderatrici😝😚 e a volte mi censurano anche se non ce ne sarebbe bisogno, allora ok scrivere mi piace (infatti prima o poi voglio buttar giù un libro vero) mi sfogo cmq, ma se metto giù un papiro per cercare di aiutare un giovane amico che è qui per cercare un minimo di conforto e perché no qualche consiglio spassionato da chi ci è già passato, allora mi girano un po' le balle...quindi per ora la chiudo qui, faccio la cucina e vado al cinema!

Hyper☔ 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 14:45 del 05-05-2019

Purtroppo sei una persona sensibile e gli uomini sensibili hanno successo con le donne solo nei film...

Il mio consiglio è di non idealizzare troppo una singola donna come “la donna del tuo destino”....fai esperienze, prova ad uscire con altre non fosse altro per curiosità di conoscere varie sfaccettature dell’ altra metà del cielo.

In buona sostanza salvati prima che sia troppo tardi...te lo auguro di tutto cuore.

E non preoccuparti di arrivare “al dunque”, l’ istinto ti teleguiderà. E poi se frequenti da un po’ questo sito dovresti aver capito che non sono tutti Rocco Siffredi e Cicciolina...😉 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:08 del 05-05-2019

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