Gio

02

Mag

2019

Oltre

Sfogo di Avatar di FucktotumFucktotum | Categoria: Altro

Non capisco. Sono stati mesi difficili ma belli.  Se tiro le somme, il risultato mi piace, perché sa di felicità e di tranquillità.  Quello che mi stranisce un po' è l'equazione che porta a quel risultato.  Dovrei agitarmi per delle cose che mi lasciano invece stranamente tranquilla, sono felice in una relazione che non dovrebbe funzionare, però fatico ad archiviare questioni risolte già da tempo.

Guardo mio primogenito che smanetta con il computer, suo fratello che lo aiuta e penso a quanto sono belli :-) <3. Da quel che sento in giro, sarebbe periodo in cui dovrebbero mandarmi a cagare,  litigare tra loro e fare  le peggio cazzate adolescenziali.  Sarà che un po' di queste cose le hanno già fatte in passato quando ero più in forze, sarà che tra loro si vogliono un gran bene, sarà che siamo comunque riusciti a fare squadra anche quando buttava  male.  Ultimamente ripenso spesso a quella volta in cui il maggiore, nato da pochi giorni, aprì per la prima volta la manina per stringerla attorno alla mia. Vedere chiaramente le linee del palmo di quel minuscolo dolcissimo bambino mi fece tremare il cuore e allo stesso tempo mi fece capire che quel esserino fragile tutto da proteggere aveva già una sua forza e un suo destino.  Ripenso alle mattine in cui mi svegliavano le loro risate e li trovavo a giocare rannicchiati nello stesso lettino, e pure a tutte quelle volte, in cui quello grande spingeva quello più piccolo a stare al passo ignaro del fatto che fosse autistico, in cui fingeva di non saper parlare per essere uguale a lui, in cui faceva a botte per proteggerlo. Spero che in quelle sgridate con cui lo riprendevo trasparisse pure altrettanto affetto e gratitudine.  Ci ripenso spesso ultimamente , perché dovrei preoccuparmi per il loro futuro,  eppure prevale la sensazione che sono tutti e due in gamba, che andrà bene.  Mi bacio i gomiti per le cose belle che posso ancora vivere con loro e non riesco a preoccuparmi, anche se non so in che modo me lo permetterà la malattia in futuro.  Ripenso a mio fratello che ora sta bene, e al fatto che per scaramanzia evito di pensarci troppo :-). Ripenso agli screzi con mio ex marito che mi ha poi ringraziato e a quanto l'ho ringraziato io, non sempre ad alta voce, per le cose buone che ha fatto.  Ripenso all'altro pomeriggio passato a casa del mio attuale amore e mi stranisce ancora tanta felicità normale in un rapporto che può essere considerato strano.  

Tutto sommato sono soddisfazioni. Mi sono resa pure conto che devo ringraziare la malattia, perché mi ha liberato dalle corse e dalle aspettative, e mi ha reso consapevole del fatto che vivere e andare avanti è più che abbastanza e lo è sempre stato anche quando mi affannavo cercando di rimediare alle cose che dovevano comunque fare il loro corso. Ripenso al fatto che i medici si straniscono perché non peggioro come da copione, ma non sanno che con il mio corpo ho fatto un patto; non posso mollare finché servo. Eppure ci sono questioni chiuse che continuano a riaprirsi e che non riesco ad archiviare come incidenti di percorso e basta, anche se i conti sono pari e mi sono messa l'anima in pace da tempo. Eccetto mio fratello ho chiuso con quello che resta della mia famiglia d'origine anni fa. Di famiglia c'era solo il nome e penso che se non avessi tagliato di netto con loro, non sarei riuscita a sopravvivere figuriamoci ad aiutare mio fratello.  Una scelta che ha avuto un prezzo, ma della quale non mi sono pentita. Ogni tanto qualche tentativo dei miei cugini, perchè ....che peccato non frequentarsi....abbiamo figli praticamente della stessa età....gli zii moriranno senza rivedertvi.  Lo so io il perché. E anche nei momenti di massima comprensione dei motivi mondiali che potrebbero giustificare l'ingiustificabile,  prevale comunque il motivo che mi ricorda che sto bene dove sto, irrintracciabile, lontano da loro.  

Ho chiuso allo stesso modo col mio ultimo ex. Ho sentito il bisogno di sparire ed è una cosa che non mi è capitata in nessun'altro rapporto con un uomo. Non che abbia chissà quale rapporto di amicizia con gli atri miei ex, però lui è stato l'unico con il quale ho bloccato i contatti in modo che non potesse raggiungermi manco per un come stai ogni morte di papa o per eventuali auguri per le feste comandate. Certo, in gran parte per i motivi per i quali l'ho lasciato, ma c'è pure una dimensione che va oltre a che a sto punto non mi so spiegare. Quando stavamo insieme era come se ci fossimo già conosciuti in un'altra vita, cosa che ora trovo inquietante,  perché ora come ora non avrebbe più alcun motivo plausibile per cercarmi, eppure lo fa. A pasqua era nella mia città e io non so come, l'avevo intuito. Ero tranquilla da tempo, perché non mi poteva raggiungere ne per telefono ne altrimenti, visto che avevo chiuso i contatti tempo fa. Invece me lo sono ritrovato di persona, al lavoro, quindi in una situazione in cui non potevo defilarmi, ma la cosa inquietante è stato il fatto che quel giorno mi ero svegliata con la sensazione che sarebbe potuto succedere. Solo che non andare al lavoro per una vaga sensazione avvertita al risveglio mi sembrava da cogliona paranoica. In più avrei dato buca alla gente già prenotata. Ripensandoci, anche se sul sito web non c'è il mio cognome, credo che il fatto che lui sappia che dei corsi mi occupo solo io, l'abbia aiutato ad andare a colpo sicuro. Ma lì ci potevo fare poco o niente. Ha cercato di dirmi che mi sogna e che pur essendo consapevole del fatto che siamo nessuno l'uno per l'altra continua a sentire un legame con me, ma io avevo chiuso la conversazione e me n'ero praticamente scappata via. Anche perché poteva evitare di dirmi che ha pregato tanto per me, come se avesse influito sul fatto che mi ha visto stare ancora abbastanza bene. Non voglio mantenere nessun contatto con lui, però non riesco a liquidare sta cosa come una coincidenza, perché poco prima di Pasqua  l'ho sognato dal nulla pure io. In quel sogno ho sentito un legame quasi fraterno che va al di là di ogni logica, e ho fatto fatica a non darlo a vedere quando l'ho rivisto. Mi ha dato una busta che pensavo di buttare, ma poi ho letto il biglietto che c'era dentro. Poche righe, niente proposte di matrimonio stavolta, diceva di non volere nulla, solo sapere che sono viva, sto bene e non lo odio. Non l'ho mai odiato, avevo tagliato i ponti perché non voleva lasciarmi andare, però, e di questo mi rendo conto solo ora, anche perché mi spaventava il fatto che fosse riuscita ad entrarmi nell'anima proprio una persona come lui. Certo, sono incazzata perché non mi piace il fatto che continua ad apparire nella mia vita, ma lo sono anche per un altro fatto. Non voglio avere nessun legame con una persona che non è e non deve essere nessuno nella mia vita. Eppure sto cazzo di legame parallelo alla storia finita da tempo c'è, come se fosse possibile essere legati anche se non si è ne fidanzati ne amici ne parenti,  e lo avverto pure io, anche se sta cosa non ha nessun motivo di esistere.  Se devo pensare a lui , penso a qualcuno che per me non rappresenta niente  eppure se fossi sul letto di morte vorrei uno di quei abbracci che ci davamo, e penso che continua a cercarmi perché per lui purtroppo è lo stesso, perché essere avvolti in quei abbracci era come essere avvolti dalla vita stessa che ti sorride.  Infatti uno dei bei ricordi intatti è stato il momento in cui ha detto che in un abbraccio così si potrebbe anche morire e si morirebbe felici e io provavo la stessa identica cosa.  L'altro giorno ho aperto una scatolina nella libreria mentre sistemavo casa e dentro ci ho trovato una cosa che gli ha regalato suo padre e che lui ha poi regalato a me e mai voluto in dietro,  intrecciata ad un ciondolo di mia madre che conservo l' dentro. Da mesi non sapevo manco dove stava quel coso, ho chiesto a mio figlio che non sa la storia dietro e lui ha detto che ce l'aveva da un po' in camera e poi l'ha messo lì insieme al ciondolo di mia madre il giorno in cui l'ha fatto vedere alla sua ragazza che era passata a salutarlo prima di pasqua.  Chiaramente una coincidenza, ma fatto sta che da qualche settimana il mio ex al quale non ho ripensato praticamente mai per mesi, continua ad apparire nei miei sogni in un modo in cui ci appare ogni tanto giusto mia madre e mi rendo conto che quel cazzo di legame parallelo c'è anche se l'ho beatamente ignorato per tutto questo tempo. Ora che l'ho scritto sento che forse potrò continuare così ed ignorarlo tranquillamente per sempre a meno che da vecchi ( ma non troppo nel mio caso) non ci troviamo in un ascensore a morire insieme, in quel caso lo abbraccerei volentieri un ultima volta. Dopotutto sto legame inspiegabile appartiene ad una dimensione che inizia e finisce nel dormiveglia, con un qualcuno che realmente non è nessuno. Oltre c'è la realtà in cui vivo bene grazie ad altro.

 

 

5 commenti

Mi sono sinceramente commossa...

La prima parte dello sfogo mi ha toccato per ovvi motivi,per una somiglianza nel vissuto molto forte.

E la seconda,dove parli di questo legame con il tuo ex ,mi ha dato l'impressione che sia un legame irrisolto ma che tu non vuoi più affrontare...

Ma sicuramente avrai i tuoi buoni motivi.

Un abbraccio. 

Avatar di LetterascarlattaLetterascarlatta alle 08:57 del 03-05-2019

Incredibile...  Quante cose sei riuscita ad infilare in quel "oltre"...

 

Ma ho una sensazione strana...  Quella che può avere un perfetto sconosciuto che non sa e non può sapere niente di te... La sensazione che c'è ancora da dire... Cambio una vocale e diventa...  "altro"... Altro da dire e da fare, altro da sperare, altro da soffrire, sopratutto altro da perdonare e farsi perdonare. 

...  altro da vivere. 

Avatar di gagenoregagenore alle 10:13 del 03-05-2019

Ci ostiniamo a voler dare una definizione a certi rapporti, a tutti i costi, quando, alla fine, loro "esistono" a prescindere dal nome che decidiamo di attribuire. 

Il rapporto con il tuo ex mi ha ricordato una frase, che avevo letto da qualche parte, che diceva:

"Anche se non siamo niente, non vuol dire che non ci sia nulla."

Avatar di AuroraAurora alle 02:18 del 05-05-2019

ohi :-) Aurora, come stai te? E' una bella frase, ti ringrazio :-) No, da sveglia sento che non c'è niente, o meglio, che non sento niente. Trovo strano che nei sogni mi debba apparire proprio lui come un presenza rassicurante. Non mi spiego perché proprio una persona dalla quale nella realtà sono contenta di stare lontano. Quando l'ho rivisto ho avuto giusto un momento di sensazione simile a quella del sogno, penso perché il sogno fosse ancora fresco ed ero spiazzata dal fatto di trovarmelo davanti. Giusto un paio di secondi, poi era sempre lui, una persona con la quale non voglio ne parlare ne aver a che fare. Penso si sia accorto che non vedessi l'ora di chiudere la conversazione e tornarmene alle mie cose.

 

Grazieee Letterina <3, hai ragione, a prescindere dall'irrisolto o meno, non mi viene da spenderci tempo e pensieri . Il motivo è riassunto nell'ultima frase dello sfogo . Nella vita quotidiana vivo bene grazie ad altro, tipo i figlioli e ciò che mi resta della famiglia, un amore semplice, amici, un lavoro che mi piace, i gattini :-). Una vita che è sopratutto tranquilla, e voglio che resti così, quindi evito come la peste fonti umane che possono agitare le acque :-) Scrivendo si è comunque semplificato tutto. Ora so che quei abbracci erano una rappresentazione fisica di una bella sensazione che provo comunque quando guardo le cose belle che ho, un misto avvolgente della presenza di dio, vita e di mia madre che mi sorridono. L'ho provata l'altro giorno quando guardavo miei figli smanettare insieme al computer. Me la ricordo presente in quel momento in cui mio primogenito aprì la manina per la prima volta e in tanti altri momenti belli che ricorderò sempre. La sento anche quando butta male, o quando vivo qualcosa che va oltre le mie forze, perché si fa strada nel mio cuore per ricordarmi che se cado, la vita mi prende e andrà bene. Il fatto è che mi fregano i sogni, lasciandomi una bella sensazione al risveglio, ma poi apro gli occhi e mi rendo conto che non è. In genere mi capita quando sogno mia madre, tipo in situazioni che nei sogni sono una sorta di loop in cui più ti sforzi di rimediare e più va peggio; appare lei e mi parla facendo dissolvere tutto. Non ricordo mai cosa mi dice, però mi sveglio felice, convinta di averla con me, ed è una sensazione così reale che mi dimentico che è morta da decenni  finché non apro completamente gli occhi. Ora succede pure col mio ex, solo che al risveglio mi rendo conto che nella realtà lui non è la presenza rassicurante dei sogni ma una persona dalla quale devo solo stare lontano

Avatar di FucktotumFucktotum alle 12:02 del 05-05-2019

Zio, ti ho riletto ad alta voce e non hai idea quanto suoni bene quello che c'è scritto dopo Altro :-). Peccato che le mie questioni che girano attorno al perdono in famiglia dette ad alta voce suonano sempre di merda, in qualsiasi modo le formuli. Non ho perdonato e non lo farò. Perché sono cose fatte da persone che hanno vissuto una non vita, incapaci di vedere quella altrui come qualcosa di abbastanza reale che un comportamento sconsiderato può segnare o distruggere, quindi convinte di non aver sbagliato. Per capire dovresti immaginare i volti dei criminali che in tribunale restano impassibili e pure di fronte ai testimoni, di fronte all'evidenza e di fronte ai famigliari distrutti, restano così, convinti di non aver fatto nulla di così riprovevole. Una di queste persone ha condannato mio fratello ad una fine in manicomio, l'altra ha contribuito alla morte di mia madre violentandola. Ho realizzato queste cose in due momenti diversi della mia vita, in cui mi sono dovuta sorbire un faccia a faccia con loro, insieme al fatto che ho dovuto guardar soffrire chi amavo più al mondo perché questi potevano e volevano distruggere vite altrui. Sono vivi solo grazie al fatto che non volevo finire in galera. Nel primo caso perché dovevo salvare mio fratello, nel secondo perché dovevo crescere i figli. Erano quelle le uniche cose che mi hanno fermato, e il pensiero mi spaventa ancora. Il perdono non c'entra quando devi scegliere se soccombere oppure amputare il marcio e rinascere. Ho chiuso senza ripensamenti.  Non provo odio, non provo niente. A parte un senso viscerale di volerli accoppare appena saputo, non ho nemmeno mai desiderato che gli accadesse qualcosa. Però se fossi libera da vincoli e tipo prossima alla morte e mi ritrovassi all'improvviso a tu per tu con loro, credo che li ammazzerei, anche se mia madre mi fermerebbe la mano dal posto in cui veglia su di me. Non dubito che lì si possa perdonare.

Perdonare me stessa per quello che sono è un processo quotidiano. A parte un paio di stronzi, miei cugini compresi, non sa nessuno cosa potrebbe il nero imbrigliato che giace nei strati più profondi di quella parte dormiente, addestrata a sopravvivere che c'è in me, e che di fronte a certi tipi di maligno non prova alcuna pietà. Quel tipo di maligno che si legge negli occhi dei criminali impassibili per esempio.  Quando mi guardo allo specchio vedo una donna mingherlina che ama la vita e ama dare e ricevere cose belle. In quei occhi dei quali non è facile definire il colore non riesco a vedere nessuna traccia di nero, nemmeno se mi concentro, e so che non riuscirei a richiamarlo nemmeno per salvarmi la vita. Eppure c'è e mi ha segnato anche se non mi governa e nessuno a parte me lo avverte. Quei due momenti in cui si è formato definitivamente e manifestato, ha lasciato ricordi agghiaccianti ai parenti dei mostri. Ma non riesco a mettere a fuoco cosa ha fatto in quei attimi a me. E' come cercare di ricordare come suona una voce che ho sentito secoli fa.  Il fatto che da allora continuo a seppellirlo sotto strati e strati di cose belle può essere una consolazione, però...  Sono così, e sarò così finché campo , fatta di affetto che ho dato e ricevuto ma anche di nero profondo che si è formato in me dopo un ennesimo colpo di mostri impassibili , perché non esiste sciamano ne analista che può estrapolare quella parte di me senza che il resto vada in pezzi. Ho imparato quello che serve per tenerlo dormiente così com'è. Ho imparato ad evitare il maligno per non rischiare mai di doverlo risvegliare.  Ho imparato a perdonarmi, perché in questa vita, evitare è il massimo che riesco a fare. Per certe cose mi sono potuta perdonare solo perché chi è stato sfiorato da quella parte di me prima che imparassi ne è uscito abbastanza bene. L'unica cosa tangibile che resta è la finestra sul nero imbrigliato che giace lì in profondità. Lo sguardo, che ho sempre paura di avere quando sono arrabbiata, perché temo possa somigliare a quello che ho sfortunatamente posato in passato anche su qualche stronzo sbigottito che pensava di potere tale cosa con la vita altrui. Quello sguardo che non ha però scalfito più di tanto il maligno che mi ha segnato la vita. Cerco di farci pace, dopotutto il nero che si potrebbe intravede è imbrigliato, come una spada affilata nel fodero che ho chiuso a chiave tanto tempo fa. Neppure i figlioli che mi sono vissuti accanto tutti questi anni sanno, per loro sono la mamma che dice che se non è questione di vita o di morte, non serve manco agitarsi. Con loro la rabbia ho dovuto fingerla, soprafatta dalla tenerezza che mi facevano pure le peggio cazzate che riuscivano a combinare. C'era pure il ricordo dei miei anni da ragazzina, in cui ho combinato peggio cose di loro due messi insieme. Sono felice che non abbiano sentito il bisogno di farle, forse perché sono riuscita a dargli una vita migliore di quella che ho avuto io. Comunque, sarà ormai un annetto che fanno le loro cose senza che succeda qualche casino degno di nota. Alcuni invece dicono che un comportamento come il mio, sia tipico di chi è passato attraverso qualcosa di estremo.  C'è chi esagera e c'è chi non reagisce, fatica pure a sgridare, come me. Non so, a me il fatto che non ho mai provato una reale rabbia verso di loro sembra una cosa solo buona.  Eppure mi chiedo se sono riuscita a nascondergli  il nero che avevo negli occhi la sera in cui loro padre esagerò nel mancarci di rispetto e poi decise di andarsene. Smettila di fissarmi, mi sento soffocare, disse. Me ne riparlò molto dopo, quando eravamo da tempo riuniti come genitori, dicendo che se quello sguardo fosse stato un arma, l'avrei quasi ucciso. Negli anni si era molto pentito di quella sera e io mi ero pentita dello sguardo perché gli unici in cui avrei mai voluto affondarlo hanno due buchi neri al posto degli occhi.  Il resto è lontano da tutto ciò. Nel quotidiano non riesco ad avercela manco con gli stronzi, forse perché nei loro occhi fa capolino il bambino che ha sofferto. Sono occhi diversi da quelli vuoti dei maligni impassibili.  Ma forse c'entra anche il fatto che nella vita dopo i mostri, non mi sono più ritrovata in situazioni in cui uscirne sembrava questione di vita o di morte.  Il resto, per quanto difficile a volte, sembra comunque una passeggiata in confronto. Mi rendo conto della differenza tra l'esistenza che mi sono guadagnata e i regali della vita che ho solo potuto cercare di meritarmi. Tante volte sono stata fortunata, tante altre protetta e aiutata da qualcosa che va oltre i miei sforzi consapevoli. Non sapere quel che sarà non mi spaventa. Nel fra tempo vivo facendo un unico sforzo mirato, quello di perseguire e coltivare la tranquillità. Per me e per i miei figli, il resto è secondario. L'unica cosa che mi spaventa davvero è non sapere se riuscirei a tenere imbrigliato il nero se mi dovessi ritrovare all'improvviso faccia a faccia con il maligno. Forse non dovrei, ma trovo confortante sapere che la malattia che mi toglierà un giorno le forze per fare le cose belle, toglierà anche la forza all'affondo che in quel unico caso non sarei certa di riuscire ad evitare.  

 

 

 

Avatar di FucktotumFucktotum alle 14:45 del 05-05-2019

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