Lun
29
Apr
2019
Caro papà e carissimi parenti. Mamma è morta
Caro papà e carissimi parenti. Vi scrivo solo adesso e mai più vi scriverò.
Come mi chiamo e quanti anni ho, credo che tu lo sappia, per tutto il resto ne tu e ne chi porta il mio cognome sa più nulla. Invece io di voi tutti non conosco nemmeno un volto, questo perchè sono un germoglio reciso, o meglio lo ero,questo perchè il tempo che è passato e la terra che mi ha accolto, mi ha trasformato comunque in un albero, un albero grande e rigoglioso, un albero che tiene cari i suoi germogli. Oggi la terra che mi ha cresciuto è stata spazzata via dal vento, da un vento che da tempo minacciava il mio dolce amore, e adesso le mie radici sono nude e bruciano, e molte foglie sono cadute. Ma il mio fusto è ancora in piedi, e non sono anora legna da ardere. Ma adesso le belle parole sono finite, questo è il momento dello sfogo. Non credere che questo serva a rassicurarti e non sentirti nemmeno minacciato, perchè quello che farò per te e quello che sempre ho fatto, ovvero nulla, perchè questo è ciò che meriti, la mia totale apparente indifferenza, certo apparente, perchè negare il male profondo che mi hai inflitto, mai saprai nulla di me, mai vedrai il mio volto, mai sentirai la mia voce. Fino a quando morirai con l'angoscia che quel figlio che hai abbandonato forse lo hai ammazzato. Per quanto riguarda il resto di loro che porta il mio cognome, la vostra vigliaccheria vi sta punendo da soli, che pena che mi fate, abbandonare un bambino di appena un anno e disinteressarvene per tutta la vita, ma che vite di merda che avete. Mi inorridisco al solo pensiero che quel sangue scorre nelle mie vene. per la vostra colpa sono cresciuto come un reietto, un rinnegato, sono cresciuto con un demone dentro che ogni giorno chiede la mia vita, e per questo vi siete maledetti. Il mio odio, il mio rancore, la mia ira, la mia vendetta, sono poca cosa rispetto al flagello che vi siete inflitti da soli. Resterò a guardarvi cadere uno ad uno, nutredo così il mio demone fino a quando poi cadrò anch'io, e che Dio abbia pietà di me.
6 commenti
@otello
Ma davvero difendi chi per puro egoismo ha abbandonato un figlio? Solo uno che ha fatto altrettanto può pretendere che un ragazzo abbandonato se la risolva da solo dicendogli 'fattelo passare' come fosse un problema suo nato dalla sua mente malata.
Sfogante, mi spiace per te. Spero che tu possa avere una rivalsa nella vita. Hai fatto a meno di loro fino adesso, lo farai anche in futuro. Mi spiace davvero. È brutto essere soli a questo mondo.
Il perdono non e un semplice atto di volontà dire ad una persona di perdonare è come dire ai propri capelli di crescere più in fretta... Il perdono si soffre si matura si partorisce, chi deve perdonare lo deve meritare, non mi sono sbagliato... Ho scritto che chi deve perdonare deve meritarlo non chi deve ricevere il perdono, in questo caso serve a lui non a chi lha rifiutato, quando arriverà a questa conclusione solo allora potrà, liberarsi del rancore perdonandoli...
Ognuno vive i suoi drammi a modo suo ...
Credo anche il
che il perdono sia liberatorio ma è il finale ultimo di un percorso interiore e di confronto con il nostro antagonista.
Il perdono (quello vero) è il più ambizioso e nobile degli obbiettivi.
Leggendo ciò che ha scritto lo sfogante mi rendo purtroppo conto di non essere riuscito a perdonare gesti molto più insignificanti di quello che ha dovuto subire lui, per cui comprendo anche il suo profondo odio, anche io al suo posto probabilmente lo nutrirei.
Ciononostante mi auguro che un giorno lui riesca a trovare la pace.
L'anno scorso sono riuscita a perdonare una persona che mi aveva fatto molto male. Non certo ai livelli dello sfogo, ma si trattava comunque di fatti abbastanza gravi.
È stato un processo abbastanza lungo, e molto complicato. La cosa particolare è che, nel momento in cui ho deciso di affrontare il discorso a 4 occhi, pensando di iniziare un percorso, mi sono resa conto di come in realtà dentro di me tutto fosse già compiuto.
Alcune persone mi hanno elogiata per la mia generosità nei confronti di questa persona, in realtà è stato un atto di sano egoismo, perché sono io ad aver giovato maggiormente della cosa.
Prima di allora non avevo ben chiara la potenza del perdono, il senso di libertà che si può provare nello sciogliere definitivamente nodi che credevamo indissolubili.
Certo la rabbia può servire in certi frangenti, per andare avanti senza crollare. Ma se sedimenta poi rischia di trasformarci davvero in qualcosa che non siamo.
Poi come arrivarci, al perdono, immagino sia diverso per ogni persona. Probabilmente di base occorre accettare il passato come già compiuto, e decidere che non può più farci male.
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ciao
troppa rabbia, troppo rancore. Scrivi qui e a questi "loro" non frega niente. Sarò durissimo con te: Ti hanno abbandonato? se si perchè domani dovranno soffrire per aver forse uccisio un figlio? Non vedi che in tutto ciò quello che scrivi è solo un rancore che tu ti porti dentro? Dici che loro si sono inflitti il loro flagello, ma perchè mai lo dovrebbero provare?
Scusa non ti conosco ma stai sbagliando tutto! perdona chi ti ha fatto del male è l'unica vera rivalsa che potrai mai prendere. L'odio porta odio sempre! spezza la catena fai qualcosa di diverso e vedrai che salverai te. Finchè avrai questa rabbia dentro non avrai mai una rivincita e se mai avrai una rivincita a te non interesserà. Quindi stai sbagliando ragionamento. Ammetti che chiuque faccia le proprie scelte per i loro motivi che tu non vedi, che tu non capisci o che tu proprio non sai spiegarti. Ma è cosi. ognuno fa quello che fa per il motivo che ha in testa. Chiunque ti abbia fatto quello che dici avrò avuto i suoi motivi e se tu potessi mai entrare nella loro testa potresti anche comprenderli. Quindi la rabbia dove sta? sta solo dentro di te e prima riesci a risolvere questo conflitto e meglio starai.
ciao