Mar

09

Apr

2019

SOPRAVVIVENZA

Sfogo di Avatar di Paradiso InfernaleParadiso Infernale | Categoria: Altro

Mi accanisco a voler sopravvivere a questo inferno, non capendo che se sopravvivo mi resta comunque una vita d’inferno, un caldo perenne, non so più da dove ricominciare, non ho più niente, sono passati quasi 3 anni, e io non vedo più nulla che abbia senso.

 

Sono diventata cieca, sorda e spesso anche muta, per la paura di perdere tutto, questa è vita?

 

E’ vita scegliere quello che fa più comodo agli altri? La strada più semplice, quella spianata.

Quella che fa meno scalpore, quella che non richiede troppe domande, ma soprattutto troppe risposte in cambio.

 

Dovrei pensare alla mia felicità, forse dovrei allontanarmi per un pò, cambiare città, cambiare vita, cambiare storia, e costruirmi un futuro che mi garantisca la felicità o che almeno mi prometta che ci proverà a rendermi felice, qualcuno che possa prendersi l’impegno di stare con me, perchè stare con me è un vero e proprio impegno, lo so, un carico pesante sulle spalle di chi solo con l’amore può reggere il peso e il dolore di ogni passo in più, giorno per giorno.

 

Ci sono persone fatte per essere amate, e persone fatte per amare senza ricevere mai niente in cambio, se appartieni alla prima categoria, hai ragioni per credere che la tua vita sarà felice, ma se come me, sei condannato alla seconda categoria probabilmente la tua strada è un’altra, non è la felicità come la intendono tutti, è la consolazione della felicità del dare, senza mai ricevere nulla in cambio.

Dare ci fa sentire a posto con la nostra coscienza, con il nostro Super-Io più rigido che mai, con la nostra vita, con il conto da presentare alla fine di questo percorso, un conto che non andrà mai in rosso, e probabilmente saremo in credito per sempre di amore, o forse no, un giorno verremo ripagati per tutto quello che abbiamo dato a qualcuno... eccomi qua sempre a sperare anche quando è chiaro che le cose stiano diversamente, anche quando palesemente la vita mi sta sbattendo la porta in faccia, io sono così, spero ancora che da qualche parte possa trovare una chiave per riapririla, e se non la trovo continuo a dare spallate, calci e pugni, a quella porta più dura del marmo, e nel frattempo ne esco sempre più dolorante, con un livido in più addosso, con dolori che faccio finta di non sentire, ma che mi lacerano dentro.

Mi sento frammentata, a pezzi talmente piccoli che nessuno si accorge più neanche che esisto, sono polvere rarefatta, impercettibile, sono polvere nel vento, persa nel gelo di un inverno che non vuol finire, freddo che brucia più di una mano poggiata sul Sole .

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