Dom
07
Apr
2019
Notte profonda
Dato che non ho ancora sonno scrivo. Le cose per me sono state sempre complicate. Non so da quanti mesi non esco a divertirmi la sera. L'ultima ragazza con cui ho scopato risale a 4/5 mesi fa, ma non ho nemmeno voglia di conoscerne di nuove perché so già i finali possibili. Ad un certo punto ti trovi a lottare tu da solo contro tutto, e come probabilisticamente succede spesso, perdi. Ti raccontano sempre le belle storie, quelle che hanno un happy ending (che non è la sega che ti fa la cinesina dopo il massaggio), ma non ti raccontano quelle della maggioranza che sono storie di sofferenza e dolore. Non te le raccontano perché non vogliono nemmeno sentire parlare delle cose tristi, oppure non hanno il coraggio. Ho rifiutato e respinto tutto ad un certo punto della mia esistenza, perché tutto quello che la vita mi offriva non mi soddisfava. Sono puro, cristallino, e ho vissuto battaglie interiori. La coerenza per me è motivo di esistenza, definisce chi siamo. Per questo motivo mi sono rotto di fare il finto amico ed ho tagliato le mie conoscenze/amicizie. Sono una persona profonda, ma non disprezzo la materialità. Mi piace la semplicità ma non la banalità. Ho la nausea della superficialità e frivolezza. Non ho un bel carattere, o forse lo avevo ma non più ora. Sono un tipo di poche parole, ma preferisco due parole con un significato immenso a tante parole senza senso. Non è facile entrare in sintonia con il mondo che ti circonda quando sei diverso. Avrei voluto essere come il resto per godere della loro beata spensieratezza o ignoranza.....poi ci penso meglio e no....rimango me stesso disilluso, in solitudine, con un dolore tramutato in senso di vuoto, incapace di nutrire speranza verso il prossimo, ma leggermente fiero di chi sono.
11 commenti
Ciao,io invece comprendo il tuo sfogo.So molto bene quanto sia difficile essere persone introspettive e riflessive ,in un mondo superficiale e fatto di apparenze...A volte ti ritrovi i a doverti adeguare agli altri,ai discorsi vuoti,a le chiacchere di convenienza,a snaturare il tuo essere... Ma perché poi?!
Allora io ho imparato ad apprezzare la compagnia di pochi,e soprattutto la mia,con me stessa,che non ha prezzo ...
Ma ho scoperto che frequentando certi ambienti,dove la cultura e l'arte ne son fulcro,allora li ho trovato un mucchio di persone interessanti .
Se hai delle passioni usale per conoscere persone come te.
Un abbraccio
Oh anch’io capisco lo sfogo. Spesso ho pensato di essere io il problema, ma se poi mi annoio, che ci posso fare? Se a fare certe uscite non mi diverto, che ci posso fare? Se ad ascoltare certe storie...non me ne faccio nulla, che ci posso fare? Eppure ascolto tutti...ma chissà perché quando ho bisogno io 99/100 si defilano. Se propongo io allora vanno bene i posti, se non propongo mi lasciano tranquillamente a casa. Cattiveria? Non credo. Penso che ognuno guardi il suo piccolo tornaconto e basta. Mi piace la compagnia, ma cercherò di non farmene un cruccio se non ne avrò. Ma sinceramente...non ho ancora deciso se è meglio stare in compagnia e adattarsi a qualcosa che con noi non c’azzecca, oppure se è preferibile stare soli è fare qual che ci piace (ma solo). To be continued...
...non credo sia giusto fingere di essere cio che non si è!
Per compiacere chi poi? Sìcuramente non te stesso!E a chi si sente sempre in difetto chiedo,avete mai trovato persone pronte a capire voi?!Ad ascoltare?!
"....rimango me stesso disilluso, in solitudine, con un dolore tramutato in senso di vuoto, incapace di nutrire speranza verso il prossimo, ma leggermente fiero di chi sono"
Questo è un tratto comune di tutti gli sfoghi in cui ci si lamenta della solitudine, della superficialità dei falsi amici, del deserto intellettuale delle persone apparentemente appagate che sembrano le uniche ad avere successo con le donne. Al contempo ci si erge ad eroi solitari della coerenza ad un sistema di principî e valori non meglio definiti.
Il problema invece è abbastanza banale. Bisogna imparare a leggere la realtà e a comportarsi di conseguenza perché il contrario non avviene mai: la realtà se ne frega abbastanza di noi.
Il taglio delle amicizie è il tratto più indicativo di questo atteggiamento. Ti taglio fuori perché tu non sei come secondo me dovresti essere e perché il tuo atteggiamento mi ferisce. Non possiamo chiedere ad un'amicizia più di quello che ci può dare e siamo noi che dobbiamo imparare a non farci calpestare. I difetti delle persone intorno vanno accettati. Molto meglio una sana e bonaria ironia che non un atteggiamento di chiusura in nome di una insulsa purezza e autenticità. Altrimenti poi si finisce con il sedersi appartati da tutti facendo sfoggio al vento (e solo a quello) della propria armatura di cavaliere senza macchia e senza paura.
@Coleridge
io mi ritrovo nelle parole dello sfogante, ma non per superbia. Proprio perché poi uno si stufa di rapporti vuoti che non ti danno nulla. L’essere buoni a tutti i costi se poi quando TU hai bisogno di un amico ti ritrovi solo, a che serve? Ma sì, per uscire a bere una birra, per una pizza o un cinema, non si fa mica fatica a trovare qualcuno. Però mettici gli originali, quelli che ti rispondono all’ultimo perché aspettano l’invito migliore, quelli che dopo una certa preferiscono stare da soli perché per solitudine si sono riempiti la vita con mille attività... insomma du’ palle!! È un circolo vizioso (e magari lo fosse veramente vizioso, ci divertiremmo di più!!) in cui tutti diventano sempre più incazzati col mondo, meschini, scialbi. Che fare? Oh le soluzioni ci sono, ma serve tanta buona volontà. Nei miei alti e bassi e schiaffi dalla vita, io non sempre c’è l’ho.
Questo sfogo รจ stato scritto dal mio riflesso allo specchio mi sa
"La coerenza per me è motivo di esistenza, definisce chi siamo. Per questo motivo mi sono rotto di fare il finto amico ed ho tagliato le mie conoscenze/amicizie. Sono una persona profonda, ma non disprezzo la materialità. Mi piace la semplicità ma non la banalità. Ho la nausea della superficialità e frivolezza. Non ho un bel carattere, o forse lo avevo ma non più ora. Sono un tipo di poche parole, ma preferisco due parole con un significato immenso a tante parole senza senso."
Ti capisco, ti capisco fin troppo bene. Questo sfogo avrei potuto scriverlo io.
Chi non è così non potrà mai capire. E non perchè qui ci stiamo inserendo nella cerchia elitaria degli eroi solitari, ma perchè è uno stato mentale che in pochi vivono. Non pretendiamo, ma gradiremmo quel poco di autentico necessario ad esser sereni. Ne abbiamo bisogno forse perchè ci siamo rotti di tutti gli atteggiamenti a cui abbiamo assistito nel corso di questa vita (nel mio caso è stato così), dei teatrini, della convenienza. Personalmente mi sono rotto anche delle dinamiche sociali di provincia che sono qualcosa di vomitevole, sembra di vivere nel feudalesimo.
Tempo fa lessi dei commenti ad uno sfogo, il concetto era "Alzati la mattina e non aspettarti nulla dagli altri". Forse è un concetto un po' nichilista, io lo modificherei con :
"Non aspettarti niente dal prossimo, ma aspettati tutto dalla vita", che è tanto banale ed inflazionata quanto veritiera.
Abbiamo riposto troppa fiducia in certe persone, siamo noi ad aver esagerato idealizzando il tutto.Nel mio caso,questa è una colpa che mi sono riconosciuto in uno dei tanti momenti di introspezione. Ho letto moltissimi libri, visto film, ascoltato canzoni. Tutte cose nelle quali i sentimenti vengono idealizzati, niente corrisponde alla realtà o quasi (alla mia realtà, almeno).
Anche io ho tagliato i ponti con diverse persone per il semplice fatto che mi sono stancato di partecipare ad uscite che non mi davano niente, nè leggero divertimento nè relax, confronto, nulla. Persone che si riuniscono in nome di cosa? Me lo chiedo spesso.
Ti consiglio però di non esser troppo superbo. Se si vuol vivere sereni bisogna "sporcarsi le mani", confrontarsi anche con ciò che detestiamo. Senza confronto continuo non si va avanti. Io sto smontando pian piano molte mie convinzioni. E' dura ma è necessario, e sto iniziando a sentirmi meglio. Per chi è abbastanza orgoglioso poi è ancora più difficile.
E credimi, forse è meglio lanciarsi in quella melma. In fin dei conti, che alternative si hanno?
Bello @Tars, anche se non ho scritto io lo sfogo. Io ci proverò, quando mi sentirò di farlo. Condivido tutto quello che avete scritto tu e lo sfogante. Per me, grazie.
In ogni persona, anche nella più "banale", c'è sempre un pozzo a cui possiamo attingere.
Il segreto è riconoscere questa fonte, e avere la lungimiranza di capire che nello stesso individuo possono coesistere realtà diversissime tra loro. Qualcuna trascurabile e qualcun'altra che magari potenzialmente potrebbe davvero arricchirci.
Dipende sempre dalla voglia che abbiamo di mettere in gioco le nostre certezze, e dal tempo che siamo disposti ad investire.
PS. Qualcuno francamente non serve davvero a un ca@@o, ma a mio modo di vedere è una percentuale minima.
@TARS
Ma Tars di Interstellar o altro?
@Fata del porto
Non ho fatto l'accesso e ho risposto già, comunque si è proprio quel Tars lì!
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A me sembra che tu nemmeno faccia lo sforzo di entrare in sintonia col mondo che ti circonda
E potrebbe anche darsi che tutte quelle persone che reputi "banali" magari non lo siano così tanto come pensi. A dispetto di ciò che scrivi nel descrivere te stesso, vedo una certa superficialità nel giudicare queste ultime. Senza contare che gli altri avranno le loro ragioni per essere ciò che sono, così come tu hai le tue per essere ciò che sei. Per forza i tuoi rapporti vanno male, se ti aspetti che tutti ti comprendano senza però fare alcun passo verso di loro. La tua sofferenza è comprensibilissima, ma devi sempre tenere a mente che non sei l'unica persona che ha sofferto nella vita. Pure gli altri possono aver avuto delle battaglie interiori di cui tu ignori l'esistenza. In sostanza, posso capirti ma smetti di fare lo special snowflake.
In caso desiderassi trovare una persona che ti dicesse le cose come stanno beh, l'hai trovata :)