Lun
25
Mar
2019
Blush - Wolf Alice
Una volta sapevo parlare con me stessa. Riuscivo ad entrare in contatto con quella matassa di sensazioni fuse insieme e, piano piano, districarmi tra di loro fino a tirare qualche filo e trascinarlo fuori con me.
Adesso no, adesso non ci voglio stare con me, e se ci sto mi annoio. Se non mi annoio, comunque non riesco più a scrivere, o quantomeno a "buttar fuori". Provo a darmi voce dopo mesi di ostinato silenzio, se non per brevi rimbrotti verso le cazzate che ho fatto in 31 anni.
Non ho nulla da dire, perché ho scelto di non essere felice. E non significa essere infelice, significa vivere in uno stato di quasi perenne neutralità emozionale.
Non c'è nulla che io desideri davvero, nulla per cui credo valga la pena sbattersi.
Frase da viziatella. Però provo a fare bene ogni volta che devo.
Non voglio scrivere "ma io che posso farci?". L'avevo fatto, stavo iniziando il periodo così ma poi, che cazzo, no. Posso farci tante cose, ma non voglio. Posso cambiare, posso rinascere, posso chiudere con un passato misero che ormai serve solo per giustificare tutti gli automatismi che mi appartengono.
Posso iniziare a fare. Posso iniziare a darmi valore, invece di arrendermi in partenza. E lo scrivo e mi sento piangere dentro ma fuori é tutto asciutto.
Non so che cazzo succede. Sto combattendo una lotta contro una parte di me, qualcosa che mi ha dominato per anni. L'ansia è sparita quando ho chiuso con il tipo dei miei sfoghi passati.
Dura lo è stata eh, ho buttato lacrime e sangue e rancori a gogo, ma sono felice di sentirmi meglio, questo me lo devo riconoscere.
Anche se ancora ogni tanto ci penso, ci sono due eventi che avverranno nel brevissimo tempo ed ho paura che in queste occasioni la mia fermezza venga messa alla prova. Dopo essere stata una pessima amica per tutto questo tempo, temo di deludermi un'altra volta.
Oggi è una giornata no, sarà anche questo. Ricordo che due settimane fa non ho fatto altro che pensare "Questa è stata un'ottima settimana!". Non mi sono raccontata frottole, qualcosa sta cambiando eppure mi spacco ancora le ginocchia ogni volta. Periodicamente ricado, a pause sempre più lunghe e durate sempre più brevi. Solo che le ginocchia sono fracassate all'osso ed io vivo di nichilismo. Du palle Multiverso.
Il pensiero senza azione però non serve a nulla. E quindi bene, in qualche modo sono partita con l'angoscia dentro pensando che non sarebbe mai più accaduta, questa cosa meravigliosa che è sentire le dita correre frenetiche sulla tastiera alla stessa velocità dei pensieri. Però è successa, e mi fa sentire bene. Ci sono ancora, da qualche parte. Ma devo concretizzare di più, ritornare a darmi delle regole perché rischio di cadere nell'oblio dell'insensatezza e del vano vivere.
Devo andare a compare un'agenda.
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