Dom
24
Mar
2019
Amicizia conclusa
Ho davvero bisogno di sfogarmi riguardo questa storia perchè la rabbia repressa e il rancore che provo al momento rischiano di farmi esplodere. L'anno scorso io e la mia migliore amica ci siamo allontanate. Verso gennaio ho conosciuto alcuni ragazzi della sua compagnia ad una festa e mi stavano tutti abbastanza simpatici (lei esce in una compagnia di soli maschi). A gennaio uscivo sempre con lei e questi ragazzi. Da febbraio ho iniziato ad uscire in amicizia con uno di questi ragazzi, anche da soli e a scriverci tutti i giorni. Verso marzo la cosa iniziava a farsi seria e siamo andati a letto insieme. Dato che non avevamo preso precauzioni ed io ero abbastanza agitata, su consiglio della mia migliore amica e suo ho preso la pillola del giorno dopo. Qualche giorno dopo sono andata in gita a Praga con la mia migliore amica (andavamo in classe assieme al liceo). Quando è arrivato il momento di scegliere con chi stare in camera le avevo proposto di stare con una nostra amica, con cui vado molto d'accordo, e altre due ragazze. Lei ha preferito andare con un'altra ragazza, sua amica, perchè non sopportava le due ragazze che dormivano con noi. Io ci sono rimasta male e mi ero abbastanza arrabbiata, ma poi ho lasciato cadere ogni discussione e mi è passato tutto. I primi giorni stavamo sempre assieme durante le escursioni e il tempo libero, poi ad un certo punto ha smesso di parlarmi. Mi sono avvicinata per chiederle qualcosa e mi ha risposto malissimo e allora l'ho lasciata perdere. Parlava con tutti tranne con me. Ogni volta mi chiedevo cosa avessi potuto farle ma, nonostante mi scervellassi, non riuscivo a trovare una spiegazione. Ho parlato anche con la sua amica, con cui era in camera assieme, e lei mi ha semplicemente detto "è nervosa, non so cos'abbia". Il punto è che nervosa o meno, con lei e con altre nostre compagne di classe ci parlava, io venivo ignorata totalmente. Il penultimo giorno di gita ho avuto una specie di crollo emotivo, non ho cenato e sono tornata su in camera. Poco dopo lei è venuta a chiedermi cosa avessi ma ho evitato di dirglielo. Abbiamo chiacchierato un po' e pensavo che tutto si fosse sistemato. Mi sbagliavo. Torniamo in Italia e io non vado a scuola per qualche giorno perchè avevo un mal di gola terribile. Lei neanche mi manda un messaggio per sapere come stessi. Lo manda al mio ragazzo (che sarebbe suo amico), lui le chiede se per caso avessimo litigato e lei risponde di no. Una domenica l'ho vista e mi ha quasi totalmente ignorata. Poi, non ricordo esattamente come, abbiamo ripreso a parlare normalmente come se non fosse successo nulla. Io ho evitato di chiederle spiegazioni al rigurado perchè avevo timore che tornasse ad ignorarmi come prima. Tutto procede tra alti e bassi fino a maggio circa. Nel frattempo ad aprile ho preso un'altra pillola del giorno dopo che mi ha causato attacchi di panico frequenti (anche tre a notte) e forti giramenti di testa. Ho smesso di fumare e di bere perchè avevo paura di stare peggio. Sono arrivata ad un punto in cui avevo persino paura ad uscire di casa e allontanarmi troppo dai miei "posti sicuri". Facevo sempre venire il mio ragazzo a casa mia, anche se per lui era scomodo, perchè avevo paura ad allonatnarmi. Lui mi ha consigliato di non dire nulla a lei della seconda pillola altrimenti avrebbe iniziato a fare storie e mi avrebbe agitata ulteriormente. A maggio lei mi chiede se volessi andare al lago con lei e altri due nostri amici e io ho detto che forse era meglio rimandare perchè quel giorno non avevo tanta voglia e lei ha accettato senza discutere. Il mio ragazzo (mannaggia a lui) le ha scritto qualche ora dopo se voleva venire al lago con NOI (me e lui). Il punto è che io non avevo acconsentito. Io quel maledetto giorno non volevo andare al lago con nessuno. Lei se l'è presa ma non mi ha detto nulla. Il pomeriggio l'ho vista ad un parco intenta ad ascoltare audio al cellulare e manco mi ha guardata. Io non l'ho salutata. Non ci siamo parlate per giorni fino a quando ho deciso di parlarle e chiarire le cose. Lei era arrabbiatissima per il fatto che non l'ho salutata e mi ha fatto intendere che io l'avevo trascurata più volte per il mio fidanzato. Cosa ASSOLUTAMENTE non vera. Non le chiedevo più tanto spesso di uscire semplicemente perchè avevo tantissima ansia e continui attacchi di panico e mi girava la testa. Ho deciso di vuotare il sacco e le ho detto tutto. Lei ha detto "io ti perdono ma non sarà più come prima". Questa frase mi ha buttato un sacco a terra. Ho passato giorni a piangere e ,anche se poi lei il giorno dopo ha ripreso a parlarmi, ero giù di morale. Arriva giugno e si avvicinano gli esami di maturità. Lei dice che non vuole nessuno ad assistere al suo orale ma se c'era per forza bisogno di un testimone avrebbe voluto me perchè l'ho sempre sostenuta e la mia presenza la rassicura. Qualche giorno prima del suo esame c'era della tensione tra noi. Il sabato prima voleva organizzare un'uscita al lago con alcuni ragazzi della sua compagnia, me e la sua amica (quella di Praga) che a me sta enormemente antipatica. Io ho accettato ma poi, a mia insaputa, hanno cambiato programma e hanno deciso di andare alla Silent Disco (idea geniale venuta all'amica di Praga e ad un ragazzo con cui mi sentivo prima del mio attuale ragazzo). Io mi sono arrabbiata un sacco soprattutto perchè lei non mi ha detto nulla del cambio di programma e si è fatta trascinare da quei due. La sera l'ho vista la sua amica: era totalmente diversa! Non riconoscevo la MIA amica. Aveva atteggiamenti simili a quell'altra sua amica che mi facevano venire voglia di strozzarla. Vi lascio solo immaginare chi ha assistito al suo orale. Me la sono presa ancora di più perchè ci tenevo veramnete. Mi sentivo messa da parte, sostituita e questa cosa mi faceva infuriare. Ho messo da parte l'orgoglio un centinaio di volte perchè avevo paura di perderla. Le ho chiesto di fare la famosa uscita al lago con i nostri amici. Lei rispondeva molto scazzata ma ha accettato. Ci siamo viste e sembrava tutto come prima ma c'era qualcosa che non quadrava. Per tutta l'estate non ci siamo nè viste nè sentite. Lei è uscita TUTTA l'estate con la sua amica di Praga e altra gente che non potevo (e posso tutt'ora soffrire), diventando come loro. La rabbia che ho provato è inquantificabile. A lei tenevo come una sorella, sentivo che lei potesse capirmi, è la persona più simile a me che ho incontrato fin'ora e ne abbiamo passate veramente tante insieme. Ho pianto un sacco. A ferragosto l'ho vista, l'ho salutata e poi l'ho ignorata. Qualche gionro dopo mi ha scritto e voi non sapete quanto ero felice. Come se mesi di rabbia e rancore fossero svaniti. Si era espresso il mio desiderio più grande del momento. Non ci sentiamo fino a Natale quando mi scrive di sua iniziativa e mi invita al suo compleanno che sarebbe stato qualche giorno dopo. Purtroppo mi sono ammalata proprio in quei giorni e volevo evitare di stare in giro la notte. Però ci tenevo a vederla e a farle capire in qualche modo che ci tenevo a lei; così le ho chiesto se potevamo vederci il pomeriggio, ma lei aveva un impegno. A capodanno ci siamo riviste. Io ero un po' imbarazzata e titubante ma sembrava tutto tornato come prima. Poi il giorno dopo non era già rimasto più nulla della complicità della sera prima. A gennaio, facendo uno sforzo enorme, le ho scritto. Abbiamo parlato un bel po' e lei mi dice "ho trovato questa amica all'università, è fantastica, la adoro, è un po' come me e mi piace proprio come persona. La amo tipo. Mi fa sempre ridere prima degli esami ed è favolosa". La rabbia e il rancore sono tornati ancora più forti di prima. Ho pianto per tre giorni consecutivi. Nonostante ciò le ho chesto se le avrebbe fatto piacere vederci e lei ha detto che sarebbe stato meglio quando avrebbe finito gli esami. Li avrebbe finiti il 12 febbraio. Oggi è il 24 marzo e ancora non si è fatta sentire. Nel frattempo però (in piena sessione) è uscita con la sua amica di Praga e altre sue nuove amiche. Ha delle nuove amiche totalmente diverse da lei che la stanno cambiando. Sembra quasi che abbia una doppia personalità: una per la sua compagnia, una per le sue amiche. In tutto ciò sono sempre più convinta che a lei di me non freghi prorpio nulla. Al giorno d'oggi non provo tristezza ma quasi odio. Mi fa quasi paura questo sentimento. Evito di uscire con gli altri se so che c'è lei. Lei ha tutto: lavora, guida (anche a lunghe distanze), non ha problemi di salute, ha un sacco amici e amiche su cui può sempre contare, le piace il suo percorso universitario ed ha magra e carina.
Io sono perennemente stressata, torno a casa stanca morta la sera dopo un'intera gionata all'uni, non sono sicura di aver fatto la scelta giusta all'università e quando guido ho paura di fare disastri. Soffro di ansia e a volte ho giramenti di testa debilitanti. Non ho tanti amici e con alcuni di loro non mi apro totalmente, sono un po' rotondetta e sto passando un periodo in cui non faccio altro che mangiare(ho sempre crampi dalla fame). La invidio.
Penso che la nostra amicizia si sia rovinata perchè non ci siamo mai affrontate. Ci tenevamo sempre tutto dentro e ognuna è rimasta nelle sue convinzioni: lei che io l'ho trascurata per il mio ragazzo; io che è una grandissima stronza egoista e menefreghista che mi ha trascurato per l'altra sua amica. Un'egocentrica che ha preferito rimanere nelle sue convinzioni invece di cercare di chiarire (molte cose le sono veunuta a sapere dal mio ragazzo. A volte troppo tardi) e che non mi è stata accanto nei momenti più difficili per me. Sono profondamente ferita e delusa.
A volte vorrei dirle tutte queste cose, urlargliele in faccia e prenderla a sberle. Puroppo non trovo mai il coraggio
1 commento
Inserisci nuovo commento
Iscriviti!



Che due palle con ste storie da "migliori amiche"
Invidie, gelosie... Bleahh
Ma farti i cazzi tuoi e lasciarla perdere? Pare così difficile? Piuttosto che lamentarti e piagnucolare, agisci, cazzo!!