Lun

28

Gen

2019

Carenza normativa per il parto in sicurezza

Sfogo di Avatar di OzymandiasOzymandias | Categoria: Altro

Ciao a tutti,

Scrivo questo sfogo sperando di avere da voi qualche spunto utile.

Qualche giorno fa ho avuto una discussione accesa con la mia compagna in merito alla possibilità di partorire in casa senza neppure l'ausilio delle ostetiche. In Italia al momento questa cosa (salvo miei errori) sembra si possa fare e  non esiste alcuna norma/regolamentazione.


PREMESSA:
Per la nascita di nostro figlio siamo andati in ospedale: avevamo due ospedali più o meno equidistanti da casa e abbiamo optato per quello con il reparto neo-natale, in modo da disporre della maggiore sicurezza possibile.


DIFFERENZA DI VEDUTE:
Entrambi siamo d'accordo sul fatto che sia meglio andare in ospedale, tuttavia lei è dell'idea che imporlo tramite una normativa sarebbe sbagliato e occorre lasciare la libertà di scelta alla madre.

Io invece ritengo che su questo argomento la legge sia decisamente lacunosa:  Nella mia azienda ho dovuto fare millemila corsi per la sicurezza (pur essendo solamente un ufficio), ed ho dovuto farli fare anche a tutti i miei dipendenti.
Pensate che addirittura per l'utilizzo dell'ascensore servirebbe un aggiornamento del DVR (documento di valutazione dei rischi) ed ogni minima cosa è normata all'inverosimile.

Per contro invece, in tema di parti non esiste alcuna norma e la sicurezza del feto e della madre non sono minimamente tutelati. A me questo sembra sbagliato!! Con quale logica e per quale ragione, disponendo gratuitamente delle moderne ed avanzate tecnologie mediche, si può scegliere di sottoporsi ad un rischio di gran lunga maggiore e che potrebbe avere  drastiche conseguenze (morte del bimbo o della mamma)??


CONSIDERAZIONE IMPORTANTE:
Su tutto il resto riguardo la questione parto ritengo assolutamente giusto che sia la donna ad avere l'ultima parola! d'altronde è lei a sobbarcarsi tutta la fatica ed il dolore del parto e quindi è sacrosanto che sia lei a decidere (e sono d'accordo che l'uomo non possa intromettersi più di tanto).

Il discorso sicurezza però costituisce una valida eccezione (motivo dello sfogo), primo perché scegliendo di partorire in casa e da sola la donna mette a repentaglio la propria incolumità. Secondo perché mette a rischio anche la vita del bambino.

I discorsi da vecchi duri del tipo "una volta facevano tutte così" non mi convincono affatto! Questo è vero ma è anche vero che su 10 parti sopravvivevano 5 bambini.
Se la mettiamo su questo tono è anche vero che una volta si poteva girare senza casco, si poteva addirittura uccidere se si scopriva di essere traditi (delitto d'onore) ecc ecc.....
Il fatto che una volta si facesse così non implica che anche oggi sia la cosa migliore da fare.


ALCUNI DESIDERATA
Non posso costringervi a farlo, tuttavia vi pregherei se possibile di evitare di offendere la mia compagna.
Lei non è sul sito e non potrebbe difendersi (oltre al fatto che mi darebbe parecchio fastidio).

Esprimete chiaramente l'eventuale vostro dissenso senza inveire contro di lei. Se proprio dovete offendete me, visto che io posso tranquillamente controbattere.

16 commenti

Mi sa che รจ dura questa e....

Il problema è che lei avrebbe il diritto di decidere come partorire, la pancia è sua, la vita è sua, di tuo c'è mezza decisione su come dovrebbe andare!! Dopo è un'altra storia. Ti do ragione ma vacci a ragionare!!

Ps: E' un meridionalese corretto?

Ps2: Gradirei correzioni, nel caso :p 

Avatar di InnominatoInnominato alle 17:47 del 28-01-2019

Il dilemma che hai espresso un po' colpisce anche me Innominato.

Cercando di immedesimarmi anch'io tenderei a ritenere giusto che una donna possa avere la libertà di scegliere (e magari vuole patorire in casa per avere la massima intimità).

Sono d'accordo sul fatto che la pancia sia sua e la vita sia sua, ma quella del bambino no.

Siamo borderline, però in altri contesti che non siano il parto scegliere l'opzione meno sicura non è consentito. Vedi ad esempio (banalmente) andare in moto senza casco. La vita è mia e la testa è mia (e rischio solo io), tuttavia la legge NON mi consente di circolare senza.

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 17:54 del 28-01-2019

Quella del bambino, in virtù delle resposabilità è per metà sua. E lei non ha alcun interesse a perderlo. Dovresti provare a convincerla insieme a sua madre. Forse lei la ascolta. Qui penso che l'apporto della suocera potrebbe essere positivo.

Avatar di InnominatoInnominato alle 17:58 del 28-01-2019

Ciao, qui da noi è una pratica "abbastanza comune", di solito ci si fa affiancare da 1 o 2 ostetriche con esperienza. Personalmente posso testimoniare che anche una gravidanza perfetta può finire con un parto complesso e che quindi, soprattutto se si è alla prima esperienza, è saggio affidarsi a personale competente dotato di di ogni sistema per mettere in salvo la vita di madre e bambino. Dire che si è partorito in casa per secoli e che tutto andava bene è una boiata, tantissime donne morivano per dissanguamento, intoppi durante il parto, ecc. Così come moltissimi neonati non sopravvivevano. Poi che ognuna faccia come si sente. 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:01 del 28-01-2019

No aspetta io non devo convincere la mia compagna! cioè: lei ha scelto (e sceglierebbe) di andare in ospedale.

Solo che è a favore della libertà di scelta, mentre io vedrei più corretto che ci fosse una normativa.

In generale io ritengo che dove possibile sia corretta l'esistenza di normative che impediscano di compiere scelte palesemente rischiose per l'incolumità dell'individuo.

L'obbligo di mettere il casco (ad esempio), l'obbligo di camminare la sera con un giubbottino catarifrangente ecc.. ecc...

Analogamente a questo io vedrei di buon occhio una norma che imponesse quantomeno di organizzarsi per partorire in sicurezza. (poi se non si riesce a raggiungere in tempo l'ospedale è un altro discorso... lì andiamo sui tecnicismi).

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 18:02 del 28-01-2019

Non posso esserti d'aiuto sorry, a me piacciono i cagnolini e non i bambini. I miei sono nati tranquillamente in casa e dopo il primo che ho aiutato a rompere la placente, i restanti 5 ha in pratica fatto tutto la mamma.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:02 del 28-01-2019

alcuni diritti sono un bene inalienabile, come la libertà, il diritto alla scuola, il diritto alla salute, altre sono variabili a seconda del contesto.

per rispondere mi piacerebbe sapere quanti parti avvengono a casa, in quale percentuale rispetto al numero assoluto annua, l'incidenza di complicazioni nei parti naturali e in ospedale, e lesito delle complicazioni in ospedale e a casa.

qualora ci sia un squilibrio evidente (per favore non chiedermi di quantificarlo), penso si potrebbe anche rendere obbligatorio, sempre fatti salvi i diritti di autodeterminazione delle donne.

problema etico, difficile uscirne fuori.

sarebbe interessante qualche parere femminile.

Avatar di gagenoregagenore alle 18:09 del 28-01-2019

Probabilmente non esiste una norma perchè si ipotizza che una donna debba comunque essere autonoma nel parto, visto che comunque in determinate situazioni potrebbero non esserci strutture a portata. E poi nel caso dovesse accadere fuori dalla struttura, per forza maggiore, che succede, incorre a sanzioni??

@anonimo io non vorrei considerare la mia donna alla stregua di una cagna, anche se è vero che la natura deve fare il suo corso mi rifiuto di ragionare come una bestia. potrei anche sbagliare ma è la mia opinione. 

 

Avatar di InnominatoInnominato alle 18:15 del 28-01-2019

Partorire a casa senza neanche un'ostetrica è pura pazzia.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:17 del 28-01-2019

E se una donna si sentisse in imbarazzo ad aprire le gambe davanti a sconosciuti e preferisse la sua ostetrica di fiducia? 

E se una donna si agitasse in un ambiente sconosciuto come l'ospedale e preferisse la tranquillità di casa sua?

Il parto è un'esperienza traumatica, dolorosa e del tutto personale (per quanto poi dia frutti meravigliosi), nessuno dovrebbe imporre alle donne come viverla.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:26 del 28-01-2019

eh però ozy ha accennato agli obblighi del datore di lavoro ad assicurare un posto scevro da rischi, c'è una normativa ferrea, e non solo deve far fare dei corsi ai dipendenti a cadenza periodica, ma al di sopra di tot dipendenti, organizzare le squadre di pronto intervento, e simulare un evacquazione almeno una volta lanno,  io come dipendente li faccio, e ci diceva il nostro docente nonchè esperto legge 81, che nel caso di luoghi di lavoro seminterrati, il datore deve far fare pure la lettura del radon nell'ambiente.

ora... se il fine ultimo è la sicurezza sul luogo del lavoro del dipendente... a maggior ragione si dovrebbe applicare ad una partoriente, si deve assicurare la sicurezza e lassistenza, della madre e del nascituro.

nel caso di minori (la puerpera dico) o di coloro che hanno il tutore legale, la legge permette anzi obbliga anche il ricovero coatto, ma negli altri casi?

Avatar di gagenoregagenore alle 18:35 del 28-01-2019

assicurare la sicurezza... vabbè famo che avete capito...

Avatar di gagenoregagenore alle 18:41 del 28-01-2019

Grazie a tutti dei contributi. 

Gage hai espresso magnificamente e meglio di me sia il mio punto di vista che le mie perplessità!! 

Io ho fatto RSPP per datori, anti incendio. I miei dipendenti han fatto l'anti incendio e il corso per i lavoratori sulla sicurezza e quello di primo soccorso. 

Tutta sta pappardella solo per stare in ufficio. Invece per il parto (che è un tantino più rischioso del lavorare al PC) niente di niente! manco una norma. 

 

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 19:23 del 28-01-2019

Anonimo delle 18:26, non so se hai mai partorito, ma ti assicuro che in quel momento, se ci sono 1 o 1000 persone non ti fa né caldo né freddo, hai decisamente altro a cui pensare. E di norma in ospedale si partorisce affiancati da un'osteria, se invece ci sono complicazioni si chiama il ginecologo che decide sul da farsi. Ti assicuro (perché l'ho provato in prima persona), che in quel momento pur di salvare il tuo bambino faresti di tutto, quando ti dicono "sa signora, il suo bambino è in sofferenza, vediamo come procedere", l'ultimo dei tuoi problemi è che qualcuno ti guardi tra le gambe.

 

Piccolo appunto, non so se sai che l'unico modo per imparare per gli specializzandi in ostetricia è toccare con mano, io da persona timidissima e super riservata non ci ho pensato due volte a farmi visitare da una specializzanda accompagnata da un'ostetrica con esperienza, se 5 secondi di imbarazzo sono serviti a formare del personale medico ben venga. 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 20:01 del 28-01-2019

@Innominato: 

Non sanzioni. Io metterei l'obbligo di organizzarsi per farlo in ospedale (mi riferisco alla procedura di presa in carico). 

Chiaro che se poi all'ospedale non ci si riesce ad arrivare per motivi imprevisti non ci si può far niente. 

@anonimo 20:01: Esatto! io non sono donna ma se fossi ferito e in pericolo di vita sarei non mi importerebbe nulla di essere spogliato dai medici.  L'anonimo delle 18,26 secondo me non ha mai visto un parto. Io ho assistito a quello di mio figlio e c'è stata solo l'ostetrica per tutto il tempo. Il dottore è arrivato solo dopo per mettere i punti. 

Avatar di OzymandiasOzymandias alle 20:25 del 28-01-2019

aia ozy aspetti un figlio??

io più che delle carenze normative mi comincerei a preoccupare della carenza di sesso che avrai a breve 

Avatar di christian1992christian1992 alle 08:44 del 29-01-2019

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