Ven
11
Gen
2019
il capro espiatorio
Ispirata da un post letto in precedenza,dove si esortava gli utenti al culto Dionisiaco senza sacrificio,mi è tornato alla mente la figura del sacrificio,ora comunemente conosciuto come "Capro espiatorio".
Questa figura secondo alcuni studiosi è necessaria in una comunità per canalizzare la forza Dionisiaca su un sogggetto che differenzia da noi fisicamente o per idee,e nella sua distruzione,ritrovare l'equilibrio .
ecco,trovo molto affascinante questo meccanismo che si attua da secoli,ma allo stesso tempo mi inorridisce prendere atto di quanto possiamo esser crudeli.
Voi, nella vostra vita ,sperimentate dinamiche di questo tipo?
11 commenti
Arte🐺 se ci confidi che fai le pippe mi fai uscire di melone 😍😍
Artemis,nessuna pippa.Conosco l'origine del termine,ma io mi riferivo alla visione di Jung a tal proposito.
La nostra mente è divisa da una parte Dionisiaca(viscerale,selvaggia) ed una Apollinea(razionale)ed entrambi devono convivere per l'equilibrio interiore.Dionisio è energia psichica,a volte distruttrice,e va dislocata in un progetto.E nel RITO apollo e Dionisio lavorano assieme. Ora tu proietta tutto ciò nell'era moderna...e comprendi.
Ma perché
E quindi tu ti ritieni un essere perfetto immune da difetti mentre non si sa che vita conduci?
anonimo1401 non comprendo,non è attinente al discorso.
Ah ho capito Nemesi. Anche in questo modo proiettando nell'era moderna mi sovvengono molteplici interpretazioni, non riuscirei sinceramente a trovarne una onirica.
Anon 14.01: ovviamente no, dipende anche dal l'autostima individuale. Comunque la dinamica che ho esposto il più delle volte avviene in maniera inconsapevole. Sono processi cognitivi base
Anon 13.45: chi sei e che ho fatto per meritarmi tutte queste attenzioni?
per fortuna è successo di rado
Per fortuna è successo di rado
Succede ogni giorno in ogni contesto relazionale, dal rapporto di coppia e quello familiare alle relazioni internazionali tra nazioni passando per i contesti lavorativi scolastici e le cerchie di amicizie. Ogni giorno a diverse gradazioni di gravità. Ma probabilmente non ho colto la tua ironia.
Il capro espiatorio veniva fatto perdere nel deserto. E copriva i peccati delle tribù per un anno, quando il rito si ripeteva, è questo il significato, colui che espia i peccati di tutti, figura cristologica dellantico testamento. Ed ancora oggi viene usato in questa accezione, il capro non veniva ucciso direttamente (che io sappia non veniva spinto in un burrone), ma gli ebrei (fino al 70 dC) comunque praticavano anche il sacrificio rituale, con luccisione della vittima sacrificale.
In verità non ho mai trovato qualcuno che si prendesse la colpa di tutti per il bene della comunità .... Poi se intendiamo qualcuno a cui vengono attribuite delle colpe per sgravarsi dei propri demeriti allora si ne ho visti, e continuo a vederne.
@Gage:
"Poi se intendiamo qualcuno a cui vengono attribuite delle colpe per sgravarsi dei propri demeriti allora si ne ho visti, e continuo a vederne."
Ad esempio nel mondo bancario è la prassi più consolidata e quotidiana che esista. Ci si stupisce quelle poche volte che il responsabile del problema si assume la colpa :-)
-Ma probabilmente non ho colto la tua ironia.
non è ironia, op chiedeva quanto succede di essere il capro espiatorio, ho risposto "non poi così tanto"
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Ciao, scusa se mi permetto di aggiustare un attimo l'origine del capro espiatorio. Ha origine nella cultura ebraica, pertanto in esso non veniva propriamente canalizzata la "forza dionisiaca" ma tutti i peccati in generale. Veniva spinto giù da un burrone, senza essere offerto a Dio direttamente, appunto perché impuro dai peccati del popolo. Se poi questa usanza ha avuto luogo in altre culture assumendo il significato simile al concetto di "dionisiaco", non ne sono a conoscenza. Hai fatto una considerazione interessante, è vero, inorridisce, anche perché se ci penso è un meccanismo di azione che accade spesso tra le persone e nelle dinamiche sociali, ovviamente traslato in altri termini. Per quanto possa sembrare banale, accade spesso che, quando falliamo o agiamo negativamente, proiettiamo le cause di questo comportamento all'esterno, e purtroppo spesso vengono coinvolte altre persone. Queste ragioni diventano i nostri "capri espiatori", e non importa se mancano di accuratezza oggettiva, se le nostre colpe non cessano effettivamente di esistere, mantenere un'elevata immagine di sé risulta una motivazione più importante. Al contrario, quando compiamo azioni positive le attribuiamo sempre a nostre caratteristiche interne, anche se in realtà talvolta sono situazionale.
Scusa, era la pippa mentale delle 13.20