Ven
30
Nov
2018
Viaggiare da soli è una droga
Dopo anni ed anni di frustrazione, ho deciso di partire da solo, a 22 anni.
Ho sempre desiderato il viaggio vero e proprio, non la villeggiatura. Ma tutti gli anni puntualmente gli "amici" , anzi, quelli che frequento (ho ridimensionato molto il significato di amicizia dopo averli conosciuti meglio...) mi han sempre dato buca all'ultimo secondo per poi proporre un'alternativa che detestavo: località marittime con mare non eccezionale ma con grandi movide notturne...bah.
Ho sempre accettato di andare con loro per non sfidare le convenzioni sociali : credevo che viaggiare da soli fosse da sfigati. Che magari un'estate senza andare a "far baldoria" con un gruppo, era un'estate da povero stronzo asociale.
Sbagliavo, porcamiseria quanto sbagliavo!
I giorni prima della partenza ho provato paura, lo ammetto. " E se ho fatto una cazzata?" . Poi alla fine mi sono lanciato ed... è stato il più bel viaggio della mia vita. Ho visto posti meravigliosi, ho vissuto momenti intensi e unici, ho conosciuto persone eccezionali con cui mi sono divertito tantissimo.
Ora ho fame di nuove avventure, non passa giorno che non desideri partire verso nuove mete, respirare aria diversa, vedere posti diversi, conoscere personaggi del posto uno più bizzarro dell'altro, parlare la sera con viaggiatori provenienti dai quattro angoli del globo , ritrovarsi casualmente in situazioni strambe ed assurde. Ne ho bisogno come se fosse una droga.
L'anno prossimo altro che Riccione o Gallipoli con voi 4 ipocriti opportunisti, me ne vado di nuovo in giro per l'Europa!
Fanculo queste fottute convenzioni sociali! Basta !
2 commenti
Dopo anni ed anni di frustrazione
presto ne arriveranno altri
e ci troveremo ancora qui
engioi
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Grande!!ho fatto due bellissimi viaggi da sola.Senza obblighi,senza dover stare ai ritmi altrui,senza rinunce.
Bellissimi ricordi.