Sab
24
Nov
2018
Baffi
Li toccavo li accarezzavo, li arrotolavo attorcigliandoli come la foglia di tabacco di un cohiba, rimanevano rigidi in assetto aerodinamico con una curva spezzata come le ali di un Chance Vought F4U Corsair, la gente mi guardava, rideva sorrideva stupiva, davano felicità in chi li portava e in chi li guardava.
Poi un giorno ho tolto via tutto, prima un anonimo rasoio elettrico e poi un astra verde su di un gillette fatboy adjustable, un pezzo del lotto del secondo trimestre del 1961.
Dettagli, ti piacevano i dettagli, li adoravi te ne servivi e loro ti servivano cone paggi adoranti una regina bizzosa ed altera.
Non mi hai mai visto con barba e baffi, mi dicevi che ti piaceva la barba in un uomo, me li son fatti crescere dopo che sei sparita dalla mia vita, un tributo, un gesto di ribellione, un grido muto.
Baffi e barba non ci sono piu, ma la forma del pensiero di quegli occhi è ancora li, e non se ne andrà mai più.
Quando nessuno ode, quando la luce è bandita, e il tempo è sospeso, quel nome vibra ancora nell'aria, e piango ancora pensando a te.
6 commenti
Dai, non piangere e sopratutto non paragonare i baffi al corsaro, che porta sfiga pure in miniatura. Ti assicuro che montare il modellino, specie quando codesto oggetto funge da regalo per un bambino troppo piccolo, generando in costui un filino di gioia ed una infinità di frustrazione, non solo fa piangere ma genera un sommesso turpiloquio ed una irrefrenabile voglia di invocare tutti i santi.
Bravo anonimo. Scritto da Dio.
Stupendo...pero' che peccato!!!
Mi incuriosisce il TAG
I baffi sono tornati, un semplice atto di volontà, hanno una forma diversa ora, tu non ritorni, non ci sei più.
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Che dolce che sei