Ven
09
Nov
2018
Senza Titolo
Io sarò pure permalosa ma certe parole dette anche per scherzo, ti demoliscono l'autostima e rischiano di rovinare una relazione. Ma perché dire certe cose? Perché? Prima le dite e poi ve le rimangiate... ma no dai, stavo scherzando, ma non è vero sai che ti voglio bene. Si, però intanto me le hai dette e mi hai ferita, stronzo.
8 commenti
@gagenore non si guarisce, purtroppo ce l'ho dalla nascita. Posso sforzarmi ma quello che mi chiedo è... Perché dire cattiverie? Perché davvero sono così o soltanto per ferire? Ma se mi vuoi bene perché ferirmi? Io sono intimamente insicura, anche se non sembra. Se vuoi darmi la mazzata, fallo pure. Io resisto a fronte del bene che ti voglio... Ma per quanto? Dovrei lasciar perdere ma la cosa peggiore è che le parole ritornano alla mente...ma perché me le hai dette? Io sono realmente così come dici? Fanno danni...anche se vorrei fregarmene non ci riesco... Rimugino...
Beh con ironia si dicono tante verità scomode, alle volte lo si fa per il bene dell'altro, altre per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e certe senza pensare, è per quest'ultimo fatto che si dovrebbe riflettere un po' di più anche in base a chi si ha di fronte! Poi sai essere permalosi è una cosa soggettiva tutti se colpiti nei punti giusti ci risentiamo, chi più chi meno. Bisogna capire se l'intenzione di chi avevi davanti non fosse quella di ferirti e quindi sarcasmo, in tal caso meglio allontanarsi mentre al contrario se si tratta di una persona che ti vuol bene o con cui hai confidenza parlagliene se proprio non ne puoi più
Nascondersi dietro a "scherzo" dopo aver detto qualcosa è una cosa molto stupida. "hai un insetto sulla testa"; questo è uno scherzo. Che so, dire "sei grasso" non è uno scherzo, soprattutto se poi ti nascondi dietro a un scherzavo. Lo rende anche peggiore.
Magari hai fatto qualcosa per cui hai scatenato questa reazione.
Voi donne avete questa voglia di fare le vittime ogni volta, piccoli scriccioli va bene, siete donne, volete essere considerate come l'uomo ma poi fate le deboli e vittime.
Invece di piangerti addosso, rispondi subito, chiedi chiarimenti, cosi ti levi questi peli sulla lingua.
Solitamente quando succedono queste cose, hai fatto qualcosa per cui, neanche te ne sei accorta, ha scatenato una reazione nei tuoi confronti, conscia o inconscia che sia.
Penso che non si dovrebbe mai scherzare esprimendosi con delle possibili offese. Io ad esempio avevo l'abitudine di dare della polpetta a mia figlia. Ma per me era bello, era una espressione che ritenevo tenera "la mia polpetta", piccolina era pacioccona e io non resistevo a strapazzarla :). Poi ad un certo punto mi disse che non voleva più che io la chiamassi così, non riuscivo a smettere... Era come con dirgli ti voglio bene!! Però ho dovuto desistere.
Ecco, per dire che certe volte ci si esprime in modi che per noi sono normali e poi invece vengono percepiti in modo sbagliato.
Ci sono altri casi in cui un maleinteso ti può fare perdere la stima di una persona a cui tieni. A volte se non la conosci bene pensi di potergli dire tutto, senza capire che lei potrebbe interpretare quello che gli stai dicendo in modo sbagliato.
Sarebbe utile provare a chiarirsi, se ne vale la pena. Se lo fa sempre allora, ad un certo punto, anche per proteggersi da quello che ci ferisce è meglio allontanarsi.
@Innominato chiarirsi, ok, ma rimane il tarlo. Uno si può rimangiare tutto, può spiegare, quello che vuoi, ma quello che è stato detto è stato detto e ci sarà un motivo per cui uno ti definisce in un certo modo no? Se uno lo dice, è perché lo pensa. Il risultato è che adesso, se prima ero spontanea e felice, adesso ho il timore di fare qualcosa di sbagliato...insomma mi sento bloccata e tendo ad allontanarmi...sono andata in paranoia e ci sto male.
Lo so, e ovviamente dipende da quelllo che ti ha detto, come lo ha detto, dal contesto, e da chi è la persona. Io mi sono trovato in una situazione simile, in cui tecnicamente ho avuto torto, ma non stavo neppure pensando a quello che ho scritto, no ho avuto neppure la possibilità di spiegare... e così dall'altra parte resta il dubbio che quello che ha letto era un mio pensiero. E purtroppo anche io ci sto male.
Non posso consigliarti di perdonare perchè dipende molto da quella persona, ma anche da te. Resta il fatto che un tarlo va elaborato a prescindere. Ad un certo punto ti devi fidare più di quello che provi e sei certa di essere o credere, piuttosto di quello che hai sentito dire. Non è che se qualcuno vuole offendermi dicendo che sono gay (magari una donna, seccata con me perchè non mi piaceva), allora io devo crederci e farmi destabilizzare al punto che poi ci credo davvero, e ci divento. Oltretutto non si può dare ascolto a chi non ci conosce, quindi come si fa? Succede di trovarsi di fronte a persone sbagliate, oppure succede anche di aver frainteso una parola e non aver dato nemmeno la possibilità a quella persona di spiegare cosa volesse dire. Allora è utile capire che ci sono situazioni che è obbligatorio superare, e in primo luogo lo fai per coltivare la tua autostima no?
Posso immaginare ma, perchè devi dubitare che stai sbagliando? Dovresti partire dal presupposto che agisci in base a qualcosa che tu stai provando, potrebbe essere sbagliata, forse, solo se con il tuo atteggiamento potresti fare del male a qualcuno, ma anche questo è discutibile.
E quindi si ritorna al fatto che è utile capire davvero le intenzini di chi ti ha detto quello che non doveva, se ne vale la pena. Altrimenti ci si mette una pietra sopra e si va avanti, purtroppo.
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Orpolina!...
Sta malattia ce l'ho pure io, guarisci al più presto.