Gio
11
Ott
2018
Mi sono resa conto di non star bene
Ho ascoltato alcuni audio del dottor Raffaele Morelli (famoso psichiatra uscito anche in televisione) e trovo illuminanti e indovinate le sue teorie sul non restar fissi in certe identità e su certi pensieri che causano il trascinarsi dei disagi. Reinventarsi e non attaccarci agli episodi ci permette di rinascere e liberarci da sensi di colpa e pesi. Quella di oggi non è quella di ieri. Sono una persona nuova. Il problema è che ogni volta che rileggo messaggi scritti nei passati 6-7 anni, mi rendo conto che la mia mente non stava affatto bene. Parlo di situazioni amorose con persone che non hanno mai fatto parte della mia vita, prendo gelosie per persone che non mi appartengono, e chiedo consiglio come se ti trattasse di un normale ragazzo con cui si ha una effettiva storia in corso. Ho un passato di breve tossicodipendenza (a stento 2 anni) da cui sono uscita senza grossi problemi... ma a questo punto mi chiedo se mi abbia lasciato un segno psicologico perchè i miei discorsi, soprattutto alla mia età, non erano normali. E' come se essendomi distaccata dalla vita reale e avendola svuotata, io avessi cominciato ad utilizzare l'immaginazione e le situazioni impossibili per illudermi di avere situazioni in corso e rimurginarci sopra. Rileggendomi, capisco come mai la mia vita sociale è andata in pezzi... quella dei miei amici non era cattiveria, ma realismo riguardo la mia condizione mentale e i miei ridicoli discorsi. Mi infatuavo di persone reali ma che io non conoscevo del tutto, idealizzando sia loro come persone che la nostra inesistente situazione che si basava magari su qualche vago ed indiretto segno virtuale. E' una cosa grave e capisco perfettamente come mai mi abbia rovinato la vita sul momento più bello (il decennio dei 20 anni). Prima della tossicodipendenza avevo una vita sentimentale normalissima, uscivo con ragazzi in carne ed ossa, mi lasciavo, mi rimettevo in gioco... tutto normale come ogni essere umano. Dopo la dipendenza ho cominciato a infatuarmi di persone impossibili, molto più grandi d'età, geograficamente distanti, con cui non avevo nè numero di telefono, nè indirizzo mail, nè altro... solo una mia illusione generata da Internet. Questa realizzazione della mia condizione mi spaventa e sono cresciuta in una famiglia che è contraria alla psicoterapia- oltre al fatto che ho problemi più pratici e seri da risolvere. Devo solo sperare che essermene resa conto mi auti a non ripetere mai più questo errore e a ricrearmi una vita soddisfacente nel reale... con uomini disponibili in carne ed ossa. Ma avevo bisogno di trascrivere questa cosa e di sfogarmi. Grazie
2 commenti
Internet ha condizionato la vita di tutti, o quasi, anche senza droga. Ho letto tutto e aggiungo poco: ti sei spiegata molto bene. Io dico che forse non dovresti vergognarti. In realtà la vergogna è un'emozione che capisco poco e non so perché, però si sbaglia, OK, e perché dopo aver sbagliato dobbiamo vergognarci? Non hai fatto del male a nessuno nel tuo racconto. E poi tutti hanno il dirito di essere rispettati. Ne concludo che nel complesso ti colpevolizzi e non so se sia un bene. Take it easy: hai scritto che è una presa di coscienza, quindi è cosa buona, ti resta solo da sdrammatizzare un po' gli eventi nel ricordo.
ciao.
Dimenticavo: x il futuro puoi cambiare tutto quello che vuoi. Quel qualcosa che non va è già alle tue spalle.
Inserisci nuovo commento
Iscriviti!



Forse, oltre alla droga, è stata anche la mia cronologia sentimentale a portarmi a questo comportamento folle. Le mie storie non superavano mai i 2 anni di vita, perchè presto o tardi mi scocciavo e non mi sentivo più attratta come all'inizio, oppure erano loro vogliosi di divertimento dopo avermi illusa ed usata. Penso che questa collezione di storie senza futuro mi abbia lasciata amareggiata e delusa, e che per non essere più ferita il mio cervello ha instaurato questo gioco malsano. Poi ci si è messa l'influenza della droga, che forse veramente ha creato danni, ed ecco il pasticcio. Purtroppo mi vergogno di me stessa per via di questa storia. Mi sento indegna di rispetto, pur sapendo che ho tante altre cose belle dentro me, e che prima non ero affatto così. C'è qualcosa che non và...