Gio
04
Ott
2018
Tempus edax rerum
In questo periodo ho avuto modo di confrontarmi con più persone, mi hanno parlato di quanto fosse importante per loro abbracciare i ricordi, collezionare oggetti e incidere su carta quello che si sentono. Se non ho mai avuto il feticismo dei primi due, sento di desiderare che i miei pensieri possano essere trascritti da qualche parte. Non ho paura che questi mi abbandonino, ho molta ansia che questi mi restino immacolati, eterni e medesimi come il tempo che ho di fronte. Se non ho mai sentito come pensanti i rintocchi dell'orologio, mi son sempre pesati quelli che devono venire. Non so cosa mi duole e non so cosa veramente mi manchi, se un senso alla vita che trascorro o se l'ebbrezza di non pensarci, ma penso sia fondamentale risolverlo. A volte sogno di condividere questo peso, ma poi pensandoci capisco che sarebbe la morte dell'avvenire, sarebbe come affermare che tutto ciò è privo di senso e che non ci spetta che l'attesa. Conosco un uomo, indirettamente, che vive l'incubo della SLA, non è credente, non teme la morte, ma ha una moglie e due figli. Oggi è steso su un letto, fa fatica anche solo a muovere gli occhi, ma ogni giorno si alza e sceglie di vivere. Ogni giorno conferma la sua scelta, nonostante le avversità, nonostante sua figlia (che io conosco) abbia modo di condividerci poco tempo, nonostante ogni giorno sia peggio, lui oggi vive. Domani vivrà se gli verrà concesso. Nella sua sfortuna, nel suo epilogo così misero ha trovato la cosa più bella che si potesse avere in questa vita,:un'estrema motivazione ad andare avanti. In qualche maniera, nonostante tutto, c'è una forma di invidia che necessito di nutrire. Spero di abbracciare l'esistenza così strettamente un giorno
31 commenti
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Old Joe non mi interessa tirare fuori l'argomentazione se quella di un affetto da SLA sia o meno una vita. Ma una persona destinata a perdere ogni giorno, sempre di più, la finestra con il mondo, non decide la vita banalmente perché non morte. Questo signore oggi fatica a muovere gli occhi, immagino fatichi a vedere, associato ad esso sfocia il medesimo problema Dell'udito. Sinceramente non so se ha il tatto, ma lui sceglie la vita. In un giorno in cui una persona come lui anche in Italia può scegliere l'eutanasia. Lui sceglie la vita. Ogni giorno. Con un calvario iniziato 10 anni fa, con piccoli acciacchi(Difficoltà a deambulare, poi a stare in piedi fino a respirare). Io non lo farei per depressione, ma semplicemente non ne sento l'attaccamento. Qualcuno mi dirà:"è facile, tutti dicono così da fuori ma scegliere di morire è difficile" .
Io una volta ero in mare, due anni fa, non ero nel classico bagno di riviera, ma una spiaggia di fronte all'oceano atlantico. Qualcuno dirà "cosa cambia?". L'oceano si presenta sempre e dico sempre freddo, in qualsiasi periodo dell'anno, in qualsiasi parte del mondo, ma soprattutto estremamente mosso. Può essere la giornata più calma al mondo ma il mare anche a riva ti trascina senza neanche accorgertene. A me una volta è capitato. Ero malapena poco dopo il bagnasciuga e un attimo dopo ero particolarmente lontano dalla spiaggia. Non sono un grande nuotatore e mi sembrava di essere particolarmente disperato. C'era mio fratello, gli ho chiesto di aiutarmi, mi ha spinto in avanti(come se potesse essere utile) ma poi gli ho detto di andarsene. Ho fatto le mie valutazioni nella maniera più razionale possibile, non mi sono attaccato alla vita, non mi sono attaccato a mio fratello, ho capito che non potevo tornare. c'era un'onda dopo l'altra, non riuscivo neanche a prendere fiato che arrivava la prossima.
Son rimasto a galla, , ho fatto una preghierina veloce, non per salvarmi, non perché particolarmente credente, ma perché non si sa mai cosa ci può essere dopo.. Ho aspettato in silenzio, in attesa dell'onda buona che interrompesse l'incubo, lo avevo accettato, ero solo amareggiato di dover dare il dispiacere a un padre, il mio, di seppellire un figlio, il dispiacere di averlo infamato la sera prima. Ma lo avevo accettato. Quel giorno per me doveva finire. Pensavo quanto potesse essere infame la vita, essere tanto felici di mettersi un costume e doverci morire con quello addosso. Neanche una morte con stile. Alla fine dopo qualche minuto vennero i soccorsi, nel paese in cui ero non era scontato, e mi ha salvato.
Mi son sentito sbagliato, come se quei minuti in più di vita non fossero stati miei per qualche giorno. Ci ero andato con i miei zii al mare, non sanno neanche cosa rischiai quella volta, a tutti risulta ignaro come a me il motivo di continuare. Non ho rincorso la vita neanche nel momento più estremo, perché dovrei farlo tra le banali consuetudini delle giornate? Spero che al lettore non giunga l'idea di qualche forma di depressione, non mi manca niente, se non una motivazione a tutto quello al quale potrei essere associato.
Fu una grande esperienza, non mi sento chiaramente di augurarla qualcuno, ma ho visto quanto poco potesse valere la mia vita in quel momento. Ho imparato che devo cercare qualcosa per nuotare e tornare a riva. Ad oggi non ce l'ho. È stato come cadere su un prato e doversi dimenticare di essersi fatti male, non è stato un trauma, è stato solo una spiacevole consapevolezza/presa di coscienza
io non abbandonerei mai mio fratello se l'avessi,brutta cosa
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Mio fratello nuota veramente poco meglio di me, farlo rimanere sarebbe stato condannarlo. Tornando ha potuto chiamare i soccorsi, lui ci ha provato a tornare e ci è riuscito. Ha fatto solo bene, non mi sono sentito abbandonato, è già tanto che non gli sia capitata la stessa cosa. Prometto un giorno che faremo un corso di nuoto ahah, ma per ora siamo tutti tristi
Ciao Zennez, credo tu sia una persona molto sensibile e riflessiva, ed è molto raro al giorno d'oggi. Però concedimi di farti una piccola critica... migliora il tuo modo di scrivere! Credo che anche i contenuti risulterebbero più interessanti, usi dei termini forbiti che stonano con la sintassi mediocre, sembrano molto forzati. Non ti offendere, te lo dico solo perché se imparassi a scrivere meglio, potresti produrre qualcosa di interessante, anche se lo tenessi solo per te. Un abbraccio, non essere triste.
Purtroppo non ho fatto il liceo classico, e di conseguenza purtroppo non ho studiato il latino
Qualcuno sa dirmi come si pronuncia "tempus edax rerum"?
@Worm tèmpus èdax rerum (non ho fatto distinzione di accenti ma comunque si legge come si scrive e l'accento cade su quelle sillabe)
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Io ho fatto lo scientifico, quindi il latino è stato fatto, ma non particolarmente bene. Il nostro professore pronuncia la frase per come si presenta, come la leggeresti in italiano
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Anonimo, mi piacerebbe coltivare questa sfera artistica, ma non ne ho il tempo materiale. Leggo un libro l'anno e passo molto tempo a scrivere contenuti didattici per migliorare quelli personali. Una volta ero anche bravino, puntavo molto a farmi capire, a cercare di esporre un discorso che potesse essere piacevole e chiaro. Mentre nella dialettica me la cavo, qui devo migliore. Prometto che ci provero'
Spero almeno sia passata la riflessione
Sono l'anonima di prima
Se vuoi coltivarlo, il tempo lo puoi trovare! Il messaggio è passato sì e no diciamo, ma forse è anche la mia capacità di comprensione che non è ai massimi livelli. Sarei felice se una persona come te si cimentasse più a fondo nell'arte della scrittura, perché è bello quando qualcuno della nostra età ha ancora la voglia di riflettere r condividere le sue riflessioni, non ti scoraggiare! Potresti creare qualcosa di molto bello un giorno.
@Anonimo dell'una del pome
Grazie mille!!
@ZenneZ
Certo, e quindi familiae lo pronunci come si legge? Gratia lo pronunci come si legge?
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Worm assolutamente no, le particolarita' delle parole che riporti non sono presenti nel titolo del mio sfogo. Ribadisco che sono tutto fuorché un esperto in letteratura, cosa che già qualcuno sta segnalando. I miei studi son improntati su tutt'altro.
Anonima, vedrò di farlo. Promesso. Non credo mi manchino le idee, ma solo l'ordine mentale per riportarle nella maniera più appropriata. Grazie mille dei consigli e dei tuoi complimenti personali
Bellissime parole. In effetti niente ci è più caro e dolce di ciò che stiamo per perdere. Siamo stupidi per questo? Sì, ma è la nostra natura... forse questo nostro vivere come se avessimo tutto il tempo del mondo, sprecando energie per cose materiali fa parte di un disegno più grande. La prevalenza dell'interesse della specie su quello del signolo. Se ognuno si preoccupasse solo di vivere al meglio il tempo che ha, non avremmo una società organizzata, sicura, adatta a garantire una discendenza. Quando un nostro simile tenta di uscire da questo schema è un matto, uno scansafatiche, un parassita della società. Solo in condizioni estreme come quelle del signore malato che hai menzionato, ammettiamo uno strappo alla regola, ammettiamo che sia lecito l'esistenzialismo. In altri termini siamo schiavi al servizio di un mostro più grande di noi, la cui utilità, peraltro, non è certa. Almeno, se ne siamo consapevoli possiamo garantirci qualche piccola parentesi di lucidità, e di felicità.
Ciao a tutti, sono l'anonima che ha commentato
Ciao, mi sono finalmente registrata! (Zennez, ti ho inviato la richiesta)
Sono d'accordo con quello che dice Spleen, siamo al servizio di un mostro più grande di noi che è molto distante dalle nostre esigenze in quanto esseri umani. Però purtroppo in questo mostro dobbiamo viverci, solo che dobbiamo impegnarci parecchio per riuscire a non dimenticarci chi siamo e quali sono le cose davvero importanti.
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Non so quanto la consapevolezza ci tuteli dalla realtà a noi di fronte. Il desiderio di affermazione del mio Io non si è mai portato oltre all'immaginario, la constatazione di una frattura della mia individualità con la società collettiva ha solo reso la morsa più soffocante. Vorrei poter coniugare la mia sfera con quella altrui, ma purtroppo non riesco a solcare i miei confini in un mondo sovraffollato di reietti in cerca di una bandiera comune, piuttosto di issare la propria. Tutto ciò ha sempre reso difficile la logica della mia persona
Ma ce la farò, non so se mi basterà una vita. Ma ci devo riuscire. Paradossalmente ne va della mia sopravvivenza. Fisica e morale
Wow quante fans ha questo ZenneZ ... nonostante la 'sintassi mediocre' :-D UOMINI! I cervelli possono davvero interessare più degli addominali
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Spleen fa della facile ironia ahah
La consapevolezza è tutto. è libertà. Potresti anche scoprire che sei tu a non voler mostrare all'esterno, drammaticamente, la frattura tra te e la società collettiva. Probabilmente per utilità, e questo non fa di te una persona meschina. Ognuno deve badare alla propria comodità e ai propri risultati, tranne i martiri. Questo non darà di te una persona meschina. L'im'portante è che intimamente, nelle azioni che compi, rimani fedele al tuo io. Gli altri non lo sanno? Che importa! Stai sopravvalutando il valore della corrispondenza del tuo io interiore a quello percepito. é un'utopia. Tutti veniamo travisati, e non una, ma 1000 volte al giorno. Sei una persona diversa per chiunque ti guarda. Quindi ciò che conta è chi sei per te stesso, e cosa vui.
Mi stai facendo scoprire più saggia di quanto credessi
Ahahah Spleen la "sintassi mediocre" per me non è di certo indice di poca intelligenza infatti! Ammiro molto chi è ancora in grado di fermarsi a riflettere, perché a volte in un mondo così superficiale ci si sente soli.
E comunque sono d'accordo con Spleen al 100%
Hai perfettamente ragione, sull'ammirazione per chi riesce ancora a pensare, ma anche sulla sintassi di Zennez :-)
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Brave, alleatevi contro di me. Datemi in pasto alla critichi
Brave!!!!
Benissimo!!
Siete due sorelle!!!!
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Comunque spleen parti dal presupposto che io sappia chi sono davvero e cosa voglia davvero,ma non è così. Se arrivassi a tal punto, avrei già risolto. Devo filtrare i miei pensieri da quelli altrui, mi. Manca poter distinguere i miei pensieri da quelli altrui, è questa la mia difficoltà
Un criterio possibile è volere ciò che ti fa stare bene. Chi vorrebbe mai il proprio male? Poi capito cosa vuoi potresti risalire a chi sei. Ad es. se Tizio vuole diventare commissario per arginare il crimine, è una persona onesta. Questa ovviamente è un'estrema semplificazione. Ma poi sei giovane. Fai un pò il dovere e un pò il piacere. Diceva qualcuno 'in medio stat virtus'. Interrogarsi è bene, ma solo se porta a qualcosa.
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Mmmmmmmmm
Accetto il consiglio, vedrò di farmelo bastare
Hmmm, Zennez stai per caso dicendo di essere tropo poco attaccato alla vita? Non è che da piccolo si son confusi e ti leggevano il libro dei Coniglietti suicidi al posto delle favole?
💀🐇🔎⬅☉
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Fucktotum può essere tutto
Beh, una malattia degenerativa può di sicuro farti apprezzare il presente e sgravarti dalla sensazione di non fare abbastanza o abbastanza bene. Perché già riuscire ad arrivare a fine giornata diventa ogni volta una piccola vittoria. Però è uno sgravio a caro prezzo, quindi ti auguro di riuscire a trovare un altro modo x allegerirti l'esistenza.
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No fucktotum, hai deviato il mio discorso. Non mi stavo augurando la SLA, cerco un senso alla vita non un modo per non viverla. Stavo invidiando lo stato morale, non quello di salute.
Ops non volevo dire questo ma solo che una malattia ti fa capire che un senso nella tua vita c'è già 😊, parlo x esperienza personale. A te ovviamente auguro di scoprirlo in un altro modo.
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Spero sia come dici tu fucktotum
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nel suo epilogo così misero ha trovato la cosa più bella che si potesse avere in questa vita,:un'estrema motivazione ad andare avanti.
la cosa più bella che si potesse avere in questa vita: due punti e poi ci scrivi quello che vuoi. è un'espressione troppo abusata
un'estrema motivazione ad andare avanti.
l'affetto della sua cagnolina.
la visione di un angelo
la consapevolezza della sua condizione umana
dio
il fiore delle 1001 notte
and so on
e quindi il malato di sla ha trovato la cosa più bella che si potesse avere in questa vita, che, visto che forse morirà, è la voglia di vivere.
ma cosa sta dicendo?