Gio

02

Ago

2018

To die, to sleep

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non dovremmo avere il diritto di decidere se affrontare la vita o meno, una volta raggiunto un certo grado di consapevolezza? Una decisione che non venga ritenuta un atto di codardia o egoismo?

Non penso che questo scatenerebbe suicidi di massa: molte persone dicono di voler morire quando in realtà amano profondamente la vita e credono che tutto andrà per il meglio. Se a queste persone fosse concessa una scelta, sicuramente sceglierebbero di vivere. La paura di morire sovrasterebbe ogni sentimento di rinuncia mai provato.

Io non ho paura di morire. Non più. 

Non sento che la vita mi appartenga, ogni giorno è peggio di quello prima e anche solo alzarmi dal letto sta diventando impossibile. Capisco che nel pacchetto dell'esistenza sia compreso il dolore, ma dovrebbe alternarsi a momenti di felicità o almeno di stabilità emotiva; invece è un continuo "voglio morire" e la felicità io non so neanche cosa sia.

Ho avuto un'infanzia piatta, a tratti brutta, non ho un solo ricordo positivo di quegli anni come non ne ho delle elementari, delle medie e del liceo. Mi manca ancora un anno ma so che non ci saranno grossi cambiamenti, se non in peggio.

È agosto e ciò significa che ho passato una cinquantina di giorni sul letto in pigiama, alzandomi solo per mangiare. Saro uscita di casa 10 volte se va bene. 

Non c'è niente per cui valga la pena vivere, non per me. Non ho  sogni, aspirazioni, non troverò mai un lavoro e non posso neanche vivere sulle spalle dei miei genitori perché la mia famiglia non se la passa affatto bene economicamente. Dovrò lavorare per mantenere me e mia madre e non potrò mai andarmene via da sto paese del cavolo.

Vorrei solo avere un'altra opzione oltre a quella di continuare a sopravvivere solo per non ferire chi ci tiene a me (e ovviamente parlo solo della mia famiglia perché non ho nemmeno mezzo amico e non lo dico per suscitare compassione, non ne ho davvero).

Mi fa letteralmente schifo la vita, mi viene da piangere ogni volta che realizzo che sto respirando e le uniche cose che mi fanno sorridere in modo spontaneo sono gli animali e il vedere posti nuovi. Quest'ultima cosa succede raramente e quindi cerco di riacquistare un po' di forza abbracciando il mio gatto, ma altri sessant'anni così non posso farli. Forse questo trascinarmi andrà avanti per una decina d'anni e poi, una volta rimasta completamente povera e sola, potrò finalmente dire addio al mondo.

3 commenti

Si, ognuno dovrebbe avere il diritto di scegliere quando e come morire, in modo dignitoso, dal.mio punto di Vista. Ciò detto, scegliere di morire non è mai semplice, è ovviamente il gesto più irreversibile che esista. Se tu avessi adesso una "clinica della morte" sotto casa, sicura che ci andresti, che riusciresti ad affrontare il processo che ti porta a toglierti la vita? La morte è il rito di passaggio per eccellenza, così come la nascita. Capisco il bisogno e la voglia di non vivere, ma scegliere di morire è un'altra cosa. È quindi giusto che sia fatto con consapevolezza e, soprattutto se regolamentato e legalizzato, va fatto affrontando tutte le tappe mentali e pratiche che conducono all'atto finale. 

Avatar di Pan DoraPan Dora alle 08:51 del 03-08-2018

Come mi sono ritrovata nelle tue parole :(, è una esistenza btutta, molto brutta.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 15:09 del 03-08-2018

Sei malata ?

Avatar di BorromeoBorromeo alle 17:10 del 03-08-2018

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