Sab
28
Lug
2018
Mi sento inadeguata
Immagino che i lettori di questo blog abbiano maturato gonadi rilevanti a forza di leggere i tormenti d'amore di giovani coppie. Purtroppo per voi, anche io dovrò parlarvi del mio compagno, ma lui è solo un tramite per parlare di me. Vi ringrazio in anticipo dell'attenzione e se qualcuno vorrà, ringrazio dei consigli.
Io ho 28 anni, ho imparato un mestiere bellissimo, antico e di nicchia, purtroppo però sono alla ricerca costante di lavoro nel mio campo. Comunque continuo a studiare, aggiornarmi e qualificarmi mentre cerco lavoro. Nella vita mi sono sempre data da fare e ho lavorato tantissimo, ma ho avuto un intoppo quando ero al liceo. Ho sofferto di depressione e bulimia. Non sono riuscita a terminare gli studi. Davvero, io non ce la facevo. Ho lasciato il liceo e mi sono messa a lavorare. Fortunatamente il mio sogno era fare l'artigiana, per cui non mi sono tagliata l'opportunità di un lavoro, non serve l'università, ma nella mia famiglia a quanto pare è meglio rubare che lasciare gli studi. Mi sono curata e appena sono stata meglio mi sono impegnata a imparare la professione alla quale ho sempre sognato di dedicarmi.
6 mesi fa ho conosciuto un ragazzo meraviglioso. Si è innamorato di me, ma io non sono sicura di amarlo. Sicuramente sono affezionata a lui e ricopre un ruolo importante nella mia vita. Certamente da quando lo conosco sono più felice, ma non sono sicura di essere innamorata di lui. Lui ha 12 anni più di me e ha una sua attività. Vive da solo, e da due mesi circa mi ospita a casa sua e non vuole assolutamente che io torni a casa mia. Io mi mantengo nelle mie spese personali, ma a tutto il resto pensa lui. Questa situazione di imparitá mi mette un po' a disagio, ma non nego che mi piace stare a casa con lui. Il nostro rapporto è davvero bellissimo, ma io non ce la faccio a raccontargli di quel periodo in cui sono stata male, mi mette a disagio dire che non sono riuscita a prendere il diploma, che vomitavo, che non volevo vivere. Questo implica un'intimitá che non voglio con nessuno e uno sforzo da parte mia che non sono pronta a fare.
In questo periodo mi parla spesso del suo lavoro perché è un po' in difficoltà sul cambio di un membro del suo staff, quindi per sfogarsi mi aggiorna sui colloqui conoscitivi che organizza, mi racconta dei candidati, di quali sta prendendo in considerazione. Io ascolto, in silenzio, ho dovuto fare uno sforzo incredibile per non far scendere le lacrime quando mi ha parlato di un ragazzo che si è laureato con ritardo. Ne parlava come fosse una nullità. Io lo so che a lui piacciono le persone che si danno da fare, e io sono così, però continuo a chiedermi che opinione avrebbe di me se sapesse tutta la verità sul mio passato. Guardando lui come esamina i curriculum penso a chi sta esaminando il mio, cosa penseranno di me le persone alle quali presento il mio curriculum... Mi sono sentita così inadeguata mentre parlava di questo ragazzo... Da quando lo conosco ho sempre fatto confronti tra me e lui. Tra la sua laurea e il mio attestato, tra la sua autonomia e il mio essere alla ricerca isterica di un lavoro soddisfacente, ma non mi sono mai sentita lacerata come ora.
E intanto perdo peso, mangio pochissimo e se mangio qualcosa di troppo vomito. Ho perso 10 kg negli ultimi mesi. Ora sono in un peso perfetto. Lui non vede più di quello che io voglio fargli vedere, non voglio farlo preoccupare. Ho il corpo che volevo, anche se io continuo a vedermi enorme, non lo sono. Sono bella, nelle foto lo vedo, allo specchio no. Eppure io so che finché non avrò il coraggio di essere me stessa, nessun uomo potrà stare con me per sempre. Lui vuole sposarmi, vuole vivere insieme a me, però io non lo lascio entrare in una conoscenza profonda di me, gli faccio vedere quello che è socialmente accettato, il resto lo nascondo. Io mi nascondo dietro a un numero sulla bilancia. E oggi penso che non voglio che lui sappia e che prima o poi questa storia dovrà finire prima che lui apra gli occhi e mi veda, prima che la considerazione che ha di me crolli miseramente. Non è la prima volta che penso tutto questo e so che non sarà l'ultima. Tutte le mie relazioni restano su un piano superficiale e chi si addentra troppo sento il bisogno di allontanarlo. E non ditemi di andare da uno psicologo perché ho già fissato il prossimo colloquio e spero di cuore di poter trovare un po' di pace. Penserete che sono stupida, invece io non sono stupida per niente.
9 commenti
Cara Cremisi, quello che hai vissuto (la bulimia, la depressione, l'abbandono degli studi) ha lasciato una ferita profonda che non si è ancora rimarginata. Lo si capisce dal rapporto che hai con il tuo corpo, ancora abbastanza "dismorfobico", e dalla difficoltà nel raccontare questa parte della tua vita ad altre persone, anche quelle che ti amano. Una parte di te non ha ancora perdonato se stessa, non è ancora riuscita ad andare avanti. Hai fatto grandi progressi, hai messo le basi per la tua autonomia lavorativa e personale, ma il problema non è ancora completamente risolto. Sono d'accordo con te quando dici che è difficile amare completamente qualcuno se non si riesce ad amare veramente se stessi e sono contenta che tu abbia preso un appuntamento con uno psicologo, credo sia la cosa giusta da fare.
Per quanto riguarda il rapporto con quel ragazzo, secondo me merita di sapere la verità. Ti ama, sta investendo tempo e emozioni su di te, su una persona che crede di conoscere. Non penso che ti giudicherebbe per aver abbandonato gli studi (sinceramente solo una persona davvero meschina e close-minded lo farebbe), né per tutto quello che hai vissuto e sofferto. Penso, anzi, che apprezzerebbe il coraggio e la forza che hai avuto di andare avanti, di combattere i tuoi demoni e ripartire da capo. Se davvero non te la senti di aprirti con lui, allora magari fagli presente che ci sono parti dolorose del tuo passato che non riesci a raccontargli e che in qualche modo ti bloccano nella relazione con lui e che non sai se e quando riuscirai a superare. Potrebbe decidere di restare al tuo fianco e accompagnarti in questo percorso, anche solo come amico, oppure capire che non riesce o vuole fare questo cammino e quindi continuare per la sua strada. Qualsiasi cosa succeda, almeno avrà la possibilità di scegliere, di capire più o meno cosa sta succedendo nella tua testa.
Comunque vada ricordati che hai tempo, tempo per tornare ad amare e accettare te stessa, il tuo corpo, il tuo percorso di vita e di studi che forse non è tradizionale ma che, proprio per questo, ti rende ancora più unica e speciale. Ci riuscirai, con pazienza, tempo e un pizzico di fortuna. Buona fortuna!
Ciao Cremisi. Finchè misurerai il tuo valore attraverso gli occhi degli altri o attraverso il tuo curriculum, soffrirai e starai male. E mentre ti scrivo queste parole, sono consapevole che siano indirizzate oltre che a te anche a me.
Abbiamo un passato ed un presente differente, ma io mi ci rivedo molto nelle tue parole. Accettare di aver commesso degli errori è dura, io stp cercando di superare questo, di accettare il presente e di cercare di cambiare quello che si può migliorare.
cara Cremisi
Ti butti troppo giù...se lui ti ha scelta e ti vuole vicina significa che ti stima, che non hai la laurea o un lavoro prestigioso lo sa...E non gliene frega una cippa:-)...ora tu non vivi nel passato,vivi nel presente. E nel presente ci siete voi e il vostro amore. Coraggio te lo dice una che si porta dentro molte cicatrici,ma sta imparando ad amarsi!! Amati , sentiti bella,giovane, intelligente e CARPE DIEM!
ciao io avevo mollato la scuola perchè ero continuamente versagliato dai genitori e dai bulli, ero entrato in uno stato di depressione pazzesco, poi pian piano con l'aiuto dallo psicologo mi sono un pò raddrizzato, ma comunque sia mi sento fallito agli occhi degli altri e mi vergogno a dire che ho la terza media nonostante avessi dei 9 e 10 nelle materie che amavo, ho visto gente(compagni) idiota superarmi nonostante tutti in classe mi usavano nelle verifiche per copiare, io sognavo di diventare agronomo, comunque dovresti parlarne con il tuo compagno che sicuramente ti accetterà per come sei realmente, buona fortuna
Grazie a tutti del gentile conforto, delle riflessioni che mi proponete di fare che sono sicuramente parte del mio percorso per stare meglio. Io conosco i miei problemi profondamente, li ho ampiamente analizzati in passato in un percorso di analisi e sono dell'idea che chi conosce i propri demoni non può dimenticarsene, ma può farci amicizia, così la situazione potenzialmente più distruttiva può mutare nell'opportunità di vivere la vita in pienezza e con rinnovata forza. Io so che posso stare meglio, che la soluzione è accettare chi sono stata un tempo e amare chi sono oggi per dare una possibilità a chi sarò domani. Quello che per ora non so è come si fa, per ora. Prima o poi lo capirò.
Mi ha molto colpito questo sfogo cara Cremisi.
Un paio di osservazioni in ordine sparso.
- Se ti fai così influenzare da una persona che dubiti persino di amare veramente, cosa faresti con una di cui ti senti profondamente innamorata?
- dici "io non ce la faccio a raccontargli di quel periodo in cui sono stata male, mi mette a disagio dire che non sono riuscita a prendere il diploma, che vomitavo, che non volevo vivere. Questo implica un'intimitá che non voglio con nessuno". Mmmh suona un po' come una balla. La metti giù quasi come una questione di privacy, ma in realtà sembra nascondere un problema di piena accettazione di sé. Sembri avere un tale timore del giudizio altrui da porti di fronte agli altri in maniera mutila. La conoscenza dei tuoi demoni evidentemente non è arrivata al punto tale da liberarli dall'armadio in cui li releghi come scheletri
- Il modo in cui il tuo compagno procede per la selezione del nuovo membro dello staff sembra quello in cui inesorabilmente si scelgono delle teste di minkia escludendo candidiati potenzialmente molto più adatti. Questa idolatria del curriculum applicata indifferentemente alla selezione per titoli di docenti universitari così come agli aiutobarman è semplicemente ridicola. Le qualità che bisognerebbe esaminare non sono nei CV. Sono pochissime: capacità di ragionare in modo flessibile, capacità di apprendere rapidamente nuove tecniche/tecnologie, capacità di condividere in modo empatico con una squadra e con i colleghi a prescindere dai rispettivi ruoli. I nodi vengono al pettine già dopo un paio di settimane dopo l'assunzione. Se ti sei preso in casa una testa di cazzo mediocre, arrivista e invidiosetto ti sei sputtanato un ambiente di lavoro e i nodi verranno al pettine molto ma molto presto.
- il tuo percorso professionale dimostra, al contrario, come tu sia una persona estremamente affidabile ed una grande potenzialità per qualsiasi gruppo di lavoro. Hai iniziativa, hai capacità di guardare oltre e perseguire obiettivi. Gran parte dei tuoi colleghi che hanno proseguito gli studi con voti alti sono lì a collezionare punteggio per un curriculum con cui le aziende si puliranno mediamente il culo. Se la prenderanno con l'assenza della meritocrazia in Italia senza capire che la realtà va letta e nessuno ti regala niente
Io mi sono laureato tardissimo. In una materia che non c'entra niente con la miattività lavorativa. Oggi faccio un lavoro che richiederebbe una laurea in ingengneria, ma io sono laureato in scienze umanistiche. Da quando ho cominicato ho cambiato aziende quasi ogni anno, ogni volta con un contratto migliore e ogni volta adattandoimi a competenze nuove. Quello che faccio adesso non ha niente a che vedere con quello che facevo dieci anni fa.
Guarda con oroglio quello che hai fatto Cremisi. Ti prenderai delle soddisfazioni, stanne certa
Ciao Coleridge, scusa se ti rispondo con ritardo. Intanto grazie di avermi prestato attenzione. Leggendo il tuo commento mi trovo in sintonia su alcune riflessioni, in contrasto su altre. Seguo i tuoi punti.
- io so che il giudizio delle persone, in generale, ha un grande peso su di me, però non c'è da stupirsi. Io proietto sugli altri i miei malesseri. Io mi sento un fallimento, penso che anche gli altri possono pensare di me la stessa cosa. Tutto questo mi preoccupa maggiormente parlando di una persona per cui provo dei sentimenti sinceri, che ancora non comprendo chiaramente. Ma tutto questo accade nella mia testa e solo lì, io questo lo so, so che è solo un mio problema. Ergo, amore o non amore, io questa dinamica malata so di averla, so che quello che penso non è la realtà e argino questi pensieri come posso
-proprio perché conosco i miei demoni. Li conosco profondamente, ti assicuro, ma la conoscenza non implica necessariamente la risoluzione, non basta conoscerli per liberarli dall'armadio. Il percorso è molto più complicato. Ora li conosco, ma devo ovviamente cercare di accettarmi e perdonarmi, riconoscere i miei meriti invece di demolire qualsiasi cosa per i miei fallimenti. È ovvio quindi che non è un discorsi di privacy, forse mi sono spiegata male o forse è arrivato a te un messaggio che io non volevo passare.
- Per quanto riguarda ''l'idolatria del cv'', io la penso come te, in teoria. Credo che nella maggior parte delle professioni le doti che andrebbero ricercate sono quelle da te citate, ma non si può generalizzare. Esistono dei lavori in cui la preparazione accademica è necessaria. Inoltre, mi rendo conto che durante i colloqui si hanno a disposizione 30 minuti circa per capire unapersona. Del tutto estranea. Non è facile. Capisco che è utile guardare i risultati che una persona ha avuto in passato per potersi fare un'Idea quantomeno della serietà con cui si è applicata al percorso scelto. Quindi, se in teoria io ti do ragione, vedo che in pratica non è così attuabile.
- per quanto riguarda il mio percorso professionale che tu agghindi di complimenti, ti ricordo che non lo conosci. Io sono una brava lavoratrice, mi sono sempre data da fare, questo non fa automaticamente di me una buona scelta evidentemente, visto che di fatto sono disoccupata. Anche in questo sto cercando di lavorare su di me, di aggiornarmi il più possibile e capire dove posso rendermi più appetibile agli occhi di chi seleziona i nuovi dipendenti.
In ogni caso sono d'accordo con te quando raccontandoti metti in risalto quanto sia importante sapersi inventare e reinventare nel tempo
Ciao Cremisi,
sei molto puntuale e attenta nel rispondere, mentre io, talvolta me ne rendo conto, non sempre mi discosto in modo così significativo dalla modalità #barsport (nel senso che sparo a zero senza troppo riflettere e circostanziare).
Fatta questa avvertenza azzardo due riflessioni prendendo spunto da quanto dici. Attribuisci ai tuoi demoni la tendenza a trasformare le tue personali insicurezze in giudizi degli altri. Non mi sembri molto originale in questo perché, chi più chi meno, facciamo tutti così. Non è che questo faticoso lavoro che fai su te stessa di accettarti e perdonarti non finisca per essere controproducente. Intendo dire, non è che è proprio questo lavorio di introspezione inneschi quelle dinamiche di insicurezza che vorrebbero sconfiggere. Un po' come quando cerchi di addormentarei e cerchi di rilassarti ripetendo mentalmente "non penso a niente, non penso a niente, non penso a niente"... e invece stai pensando proprio a non pensare a niente ed è proprio questa attività che non ti fa addormentare.
Forse sarebbe più pratico complrtarti con gli altri fingendo di essere la persona più sicura e apprezzata di questo mondo. A volte basta questo a modificare nelle persone il modo in cui ci guardano e di conseguenza quello in cui noi ci sentiamo guardati.
Per quanto riguarda il tuo percorso professionale, è vero: non ho elementi, solo sensazioni. TI dico solo che un'affermazione come "questo non fa automaticamente di me una buona scelta evidentemente, visto che di fatto sono disoccupata" non sta in piedi. Queste opportunità dipendono più dlle circostanze , il caso e la nostra fiducia in noi stessi e negli altri, più che dalla nostra dimostrata abilità.
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difficile risponderti.
ti analizzi molto profondamente da sola.
Addormentati ancora di più. Dal buio più profondo nascerà il sole [citaz. "Storia di Astarte"] .