Lun

09

Lug

2018

Sono triste

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

sono undici anni che sto dietro a mio fratello malato. Oggi dopo una sua inaspettata crisi dopo tanto tempo che stava bene, mi sono resa conto di non poterlo più aiutare. In un momento che sembrava un'eternità mi sono passati per la mente tutti quei momenti in cui lo tirato fuori dalle peggio cose e pure quanto era bello vederlo stare meglio e poi quasi bene per un po', tanto da osare di pensare che forse poteva durare per sempre, e quanto poi faceva male vederlo sprofondare volta dopo volta in un abisso dal quale riuscivo a tirarlo fuori sempre per un pelo. Ci sono riuscita pure sta volta ma si è reso conto anche lui quanto mi è costato. Mi sento come se fosse arrivato il conto di tutte quelle volte insieme a questa. Stavolta non sono riuscita a nascondere quel dolore sordo che provavo ogni volta nel vederlo stare male e che dimenticavo non appena si riprendeva. Mi ha pregato di non abbandonarlo e voleva scusarsi per tutto il peggio, come lo chiama lui, che la malattia gli fa uscire. Avrei solo voluto dirgli quanto gli voglio bene e che darei la vita per lui ma so già che non riuscirei ad affrontare un altra sua crisi. Mi sento stanca morta, impotente e triste come se la vita mi avesse dato un pugno tra lo stomaco e il cuore tanto forte da trapassarmi.

4 commenti

Ti capisco

Non devi sentirti in colpa nel provare un senso di frustrazione e sfinimento. D'altronde ti sei assunta una grossa responsabilità, ed è umano risentirne. Se si tratta di una malattia risolvibile, almeno i tuoi sforzi saranno prima o poi ripagati. Nell'altro caso, purtroppo storto o morto dovrai continuare a stargli vicino, a meno che non possano occuparsene i vostri genitori. Da quanto hai scritto pare che le crisi di tuo fratello siano sempre meno frequenti, per cui almeno un qualche progresso lo hai potuto constatare. Non mollare. 

Avatar di WarzoneWarzone alle 11:05 del 09-07-2018

il vincolo di sangue, non è sufficente ad una tale dedizione verso un familiare, lo diamo per scontato, non è così, ho visto figli e genitori "distratti", menefreghisti, leggeri... l'amore verso tuo fratello non è banale, dovuto o solo naturale, è la conseguenza di un legame solido, il tuo sfogo sembra quasi una resa, ma so che non è così... è solo un momento di disperazione, di sconforto, che è già passato... ma non puoi continuare così devi avere l'aiuto di qualcuno, l'aiuto di un altro familiare o quel poco che possono dare le strutture pubbliche, devi proteggerti e preservarti, non solo per te stessa, ma per tuo fratello.

sei in gamba, hai tutto il mio affetto, chiunque tu sia...

Avatar di gagenoregagenore alle 18:11 del 09-07-2018

In effetti è una situazione in cui le vie standard di cura e assistenza non hanno funzionato. Anni fa mio fratello doveva essere ri-ricoverato, diciamo una delle ultime decisioni di una famiglia disfunzionale dalla quale mi ero allontanata ed alla quale ero tornata in quel momento per portarlo via. Aveva funzionato e dopo un momento di paura ed incertezza nell'andare contro tutte quelle considerazioni che sembravano così sensate per chi riteneva che l'unica soluzione possibile fosse ridurlo a zombie imbottito di farmaci che se la faceva addosso nel letto del reparto e si tagliava in bagno quando finiva l'effetto delle 'medicine' mi ero meravigliata pure io nel vedere quanto può guarire la serenità, la possibilità di una nuova vita ed il confronto con persone simili a lui che con lui hanno condiviso il modo di dialogare con i propri 'mostri', invece di zittirli con i farmaci. Non è stato facile ma le prime soddisfazioni che ha avuto in seguito a questa scelta azzardata avevano fatto miracoli per lui. Da lì tutto in discesa per un po', solo che dopo aveva fatto forse un passo più lungo della gamba. Voleva una vita normale a tutti i gli effetti. Compagna, casa, mutuo, per il quale serviva un lavoro più impegnativo, di conseguenza un circolo vizioso fatto di stress aspettative ecc.. Cose che mettono alla prova anche persone apparentemente sane. Immagino una persona con un anima spezzata come un vaso rotto tenuto insieme da una colla. La colla di mio fratello è sempre stata la sua creatività, che nella dinamica casa, mutuo, lavoro era passata inevitabilmente in secondo piano. Credo una persona con un equilibrio fragile faccia un doppio lavoro ogni giorno. Restare nei binari richiede uno sforzo costante che gli altri non percepiscono chiaramente e del quale pian piano smettono di tener conto. Alla fine la vita normale gli è costata tutto. Ero corsa da lui e sono riuscita ad evitargli il ricovero, ho chiamato amici che sanno e possono dargli una mano e me ne sono tornata a casa sfinita, ma non è quello che mi ha fatto più male. Ogni volta che va in crisi attraversiamo l'inferno mano nella mano. Un fallimento o una grossa frustrazione lo fa finire in un cerchio di pensieri nei quali siamo ancora i ragazzini che nella famiglia dovevano sopravvivere. Lui incassava ed io secondo lui ero quella sveglia che sapeva cavarsela. Solo che in quei momenti sono anche quella che schivando lasciava più sofferenza per lui. Non è facile tirar fuori dalla merda una persona che a tratti ti ritiene la concausa di quella stessa merda. Ogni volta è un inferno anche se quando alla fine riesco a dirgli che soccombere non punirà quelli che lo hanno fatto soffrire e che abbracciare 'sti benedetti fallimenti invece di odiare in quel momento l'altra sopravvissuta (me) è un po' come riuscire a riprendere il coltello dalla parte del manico, lui riesce a tornare in se, ma poi mi sento come se qualcuno gli avesse fatto una trasfusione col mio sangue. Mi resta impresso il suo sguardo e la voce diversa con la quale parla in quei momenti nei quali non sono solo qualcuno che può aiutarlo a tornare, ma anche qualcuno che ancora rappresenta un pezzetto di qualcosa da sciogliere in un distillato di odio purissimo. In tutti quei anni avrei tanto voluto incontrare qualcuno che nei momenti di crisi avesse fatto questo per lui al posto mio, ma c'erano solo persone 'di ruolo' obbligate a 'curare' il paziente che in quei momenti appariva ingestibile.  Mi sento male all'idea di non riuscire ad aiutarlo più come prima, ma purtroppo ho problemi di salute miei, una famiglia mia che per un po' avrà ancora bisogno di me e temo che di questo passo finirei per dover essere accudita io molto prima del tempo. Spero tanto sia possibile trovare una soluzione prima che lui si ritrovi di nuovo in difficoltà ma di alternative al momento non ne vedo molte.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 00:43 del 10-07-2018

sei molto lucida, e sopratutto coraggiosa, forse è il contatto con il dolore che porta a disfarsi di tutte quegli inutili orpelli quali la compassione, la tristezza, la passività.

il dolore ti fa diventare duro o almeno lo speri, speri che la prossima volta che lo vedrai quella pena carica di acido che sale dal profondo rimanga li a dormire, a volte ci si riesce altre no, hai una famiglia tua, vincolo e tua salvezza, alcune volte fonte di disperazione altre zattera di salvataggio.

ogni volta mi faccio ossessivamente sempre la stessa domanda, cos'è che vale nella vita, cos'è che è indice di successo di realizzazione, ed ogni volta esce sempre la stessa risposta, è la qualità dei rapporti umani che siamo riusciti ad intessere intorno a noi, come ragnetti instancabili tessiamo legami sulle cose gli ideali i sogni, sopratutto sulle persone.

ti vedi debole, esausta ad un millimetro dalla catastrofe... ma non cedi terreno, resisti.

vivo una situazione simile ma non uguale alla tua, nel mio caso mi è di estremo conforto la fede, anche se ultimamente ho rimesso tutto in discussione, non ti voglio "vendere" un prodotto, solo dirti quali sono le mie risorse...

oramai una decina di anni fa... ho portato via un mio caro da una struttura ospedaliera specializzata in malattie psichiatriche, contro il parere del medico della struttura, contro il parere del medico di famiglia, contro il parere del suo medico psichiatra, contro il parere di tutti...una follia, una scelta scriteriata priva di ogni assennatezza, di una potenzialità distruttiva enorme... e contro ogni pronostico è stata la scelta giusta, che ha portato buoni frutti fino ad oggi... 

ogni volta che faccio dei bilanci mi scopro sempre in debito... restituisco solo e sempre una piccola parte di quello che ho ricevuto...

un abbraccio forte piccolè... resta qui con noi e raccontaci di te.

Avatar di gagenoregagenore alle 08:25 del 10-07-2018

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