Mer

27

Giu

2018

Angoscia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho 23 anni e nell'ultimo periodo provo un forte senso di angoscia a confrontarmi con la mia vita. Ho sofferto di depressione per sei lunghi anni, e combatto ancora con i suoi residui, con l'ansia, la solitudine, il senso di vuoto e oppressione, la scarsa fiducia, le paure. Per sei anni mi sono chiusa in una bolla di vetro, respirando a fatica. Non ho vissuto la mia giovinezza, presa in trappola dai miei stessi pensieri, dalle mie fobie, le mie irrazionalità. La spensieratezza, la salute, l'amore, le amicizie le ho allontanate con le mie stesse mani , con superficialità, credendo che non importassero ed oggi le rimpiango. Fino a vent'anni mi davo tempo, non sentivo il peso dei secondi scorrere freneticamente. È un periodo, passerà. E invece è passata solo la mia vita. Facendo un bilancio, guardando indietro, resto a mani vuote. Sono un guscio vuoto, il mio respiro sembra uno scherzo macabro. La mia vita sembra un niente, una brutta allucinazione. Sono sola. Io che ho sempre cercato avidamente la solitudine ed ora non posso più farne a meno, mi sento schiacciata, soffocata da quell'essere sola con me stessa, ho decretato da me la mia stessa condanna, come un'idiota ed ora sono in trappola, senza sapere come uscirne. No, la volontà e la forza -ammesso ci siano- non bastano quando sei sotto l'assedio di te stessa, quando la tua mente produce solo irrazionalità. Mi laureo in ritardo perché con i miei sbalzi d'umore, la mia paura degli altri, vivere ogni giorno diventa una scommessa. Sei giorni su sette vanno male, ti chiudi in te stessa, ti barrichi in casa con pensieri ossessivi, e il giorno buono fatichi per avanzare di un solo centimetro. Un solo passo alla volta e vai lenta,lenta che fa male, soffocata dal tuo stesso peso. E resti indietro e quello che perdi è perso per sempre, ogni minuto è irreversibile e accumuli solo altri sbagli e detesti te stessa per quella che sei diventata, maledici la tua inadeguatezza. Costretta a spendere il doppio delle energie per la metà del risultato, sempre così fragile poi, incerto. Io continuo a provare nonostante tutto ma ci sono giorni così feroci che vorrei arrendermi soltanto e mi fa male tutto. Io sono stanca, ogni anno così equivale a percepirne trascorsi dieci, e mi sento vecchia, sporca, buttata casualmente, finita -o mai iniziata. E senza possibilità né strumenti per cambiare. Il confronto con gli altri mi fa impazzire, mi rendo conto di quanto non ho e non posso avere, di come sia insolito e sbagliato il mio vivere. Sono marchiata da anomalie che resteranno sempre e non riesco a convivere con questa parte di me, con questi anni sprecati della mia vita. E che continuo a sprecare ma che oggi spreco con una drammatica differenza: la consapevolezza di farlo. Poter solo sbagliare, restando inerme a guardarmi farlo con una lucidità crudele, senza risorse per evitarlo. E vorrei solo arrestarmi, buttarmi a terra a piangere ed urlare come fossi una bambina, vorrei chiedere aiuto ma non ho nessuno e la notte soffoco e la mattina vorrei non arrivasse mai. Ho bisogno di qualcuno ma sono solo io l'adulta responsabile di me stessa e delle mie azioni, ma io non lo so come fare a risolvere i miei problemi, a sbloccare la mia vita, come ripartire dal fondo se sono state le mie stesse mani a scavare la fossa in cui continuo a cadere.

3 commenti

Anche gli adulti responsabili

possono chiedere aiuto. Anzi, forse la cosa più gentile che puoi fare con te stessa è accompagnarti verso un aiuto, a cominciare da una psicoterapia. E non ragionare in termini di scadenze, di ciò che avresti dovuto fare e non hai fatto. C’e Gente che ricomincia a vivere a 40 anni, gente che si laurea a 80, gente che diventa genitore dopo i 50. Nessuno, alla fine della tua vita,verrà a darti un premio se hai fatto bene le cose, così come non verrai punita se ne hai fatte di sbagliate. Tempo ne hai ancora e ne avrai finché sarai in bits : cerca di spenderlo non per cercare di fare “ciò che dovresti” nei tempi che la società ha imposto secondo gli standard medi, ma cerca di trovare la felicità ovunque tu possa trovarla e soprattutto di stare bene per quanto ti sia possibile, nonostante tutto, nonostante gli attacchi di panico e le fobie. E non disprezzare ogni minimo sforzo che compierai in questo senso: per gli altri forse saranno gesti insignificanti o facili da compiere,ma non è affatto necessario che gli altri appoggino le tue battaglie e le riconoscano come grandi o piccole. 

un abbraccio  

Avatar di AnonimoAnonimo alle 16:46 del 27-06-2018

Tesoro, sei giovanissima, non hai ragione di giudicarti così duramente! L'unico tuo obbiettivo deve essere quello di riuscire ad amarti. Non pensare ad altri obbiettivi, prenditi del tempo da dedicare a te: fare delle conoscenze, coltivare degli interessi. Non avere paura di perdere tempo, perché questo è l'unico modo che hai di ripartire. Non avere paura di uscire e parlare con qualcuno, che vuoi che ti succeda? Al massimo ti sentirai imbarazzata, ma sempre meglio del senso di disperazione che provi da sola, a casa tua.  Cerca di assumerti qualche piccolo rischio, ogni giorno, che ti faccia capiree che sei viva, ed è l'unica cosa che conta. Se tuoi genitori Ti stanno addosso per l'università o qualsiasi altra cosa, cerca di fargli capire com e ti senti. Se non capiscono mandali a fanculo, non lasciarti opprimere, o rischi di non uscirne più. Meglio scappare di casa e fare la barbona, Piuttosto che vivere aspettando di avere la forza di compiacerli.

Un abbraccio, e forza! Tu sei la cosa più importante! 

Avatar di SpleenSpleen alle 21:50 del 27-06-2018
Equilibrio

Vivo esattamente il tuo dramma, ma di anni ne ho qualcuno in più. Le  tue parole le ho sentite dentro come fossero mie, perché so esattamente come ti senti e cosa stai vivendo. Il primo passo verso la risoluzione del tuo problema era acquisire consapevolezza della tua passività, eventualmente pigrizia, e dunque della responsabilità del tuo destino. Il secondo passo è di realizzare definitivamente che il tuo stato d'animo peggiorerà o resterà identico a quello attuale, se non reagisci. Nessuno può salvarti, te lo dico per esperienza personale. Avere persone care a cui appoggiarsi, tra cui amici, conoscenti, genitori e persino un ragazzo, non basterà, perché la tua inclinazione è all'autocommiserazione, e per quanto gli altri possano sostenerti emotivamente, si stancheranno presto di non vedere risultati, imputando a te la colpa, compresa quella di trovarti continuamente triste, abbattuta, sconsolata. La gente all'esterno, per quanto empatica possa dimostrarsi, trova uno spreco di risorse assurdo il fatto di investire il proprio tempo e le proprie energie su ciò che a tutti gli effetti appare come un terreno sterile. Oltretutto rischiano loro stessi di farsi trascinare e influenzare dai tuoi stati d'animo, quindi tenderanno ad allontanarti, per preservare se stessi. Devi capire che l'instabilità emotiva parte dalla disistima in te stessa, che può migliorare solo attraverso l'impegno. L'autostima si costruisce col duro lavoro e mettendosi alla prova, non evitando possibili confronti con l'esterno. Il confronto è costruttivo, ma a te appare distruttivo perché ingigantisci il successo degli altri, la loro prontezza e fluidità nel relazionarsi, la loro intraprendenza nella realizzazione personale, e la loro vita in generale, cose NORMALI, che però inevitabilmente ti destabilizzano, ti mandano in crisi. Devi acquisire sicurezza, la classica "fiducia in se stessi", e il solo strumento funzionale che ti è dato a disposizione è la forza di volontà di superare i tuoi presunti limiti. Puoi anche rivolgerti ad uno psicologo, ma non potrà fare miracoli: ti dirà di smetterla di autosabotarti e che solo tu puoi eliminare le tue fobie e imparare a gestire i tuoi picchi d'ansia. Ti dirà che sei insoddisfatta, frustrata, e di PRENDERE TE STESSA IN CARICO, non di sperare che prima o poi avvenga un miracolo, che qualcuno ti tenda una mano, o di affidarti agli altri per uscirne. Ti fa male il sentirti sola, immobile, paralizzata? Devi prendere il toro per le corna, FALLO SUBITO. Non commettere l'errore di chiuderti in te stessa, covando rancore verso il mondo esterno, perché continuando così, tra qualche anno ti ritroverai a rimpiangere l'ulteriore tempo sprecato a nasconderti, finché esso si tramuterà in un macigno pesantissimo, una zavorra insostenibile. La reclusione in casa ha anche l'effetto collaterale di alimentare i tuoi pensieri ossessivi, perché la solitudine non ti consente di rinnovare le tue idee, ed esse ristagnano. Un partner? Se ti ama si farà carico dei tuoi problemi, ma prima o poi capirà che si tratta di una battaglia persa e si sentirà consumato dentro. Se anche riuscisse ad aiutarti, avresti reso a lui la vostra relazione un vero inferno, a causa degli sbalzi d'umore, dell'avvilimento generale. Non è una bella cosa. Ti consiglio di risolvere il tuo problema prima di impelagarti in una storia ad alto potenziale di rischio, dove tu dipenderesti da un altro in termini emotivi, calpestando la tua stessa dignità pur di ricevere calore umano, comprensione, affetto, rassicurazione. Tutta roba che meriti, ma che otterresti a scapito della serenità di un altro e rovinandovi la relazione. Devi alzarti presto, prepararti un caffè, affrontare i libri universitari meccanicamente, poi uscire a rilassarti. Puoi anche unire l'utile al dilettevole, ripetendo a voce in facoltà,  in qualche area studio o biblioteca,  dove aumenteresti le tue probabilità di socializzazione, anziché limitarti a studiare. Il tuo obiettivo è di raggiungere un'autonomia psicologica, che ti consenta successivamente di instaurare rapporti sani con un ragazzo, perché quando tu starai Bene, l'altro non dovrà sostenerti ogni due per tre, non potrà rinfacciarti nulla e vi godrete la vita insieme. La cosa importante è che tu ti tenga attiva, ma devi essere rigorosa e farlo tutti i giorni, TUTTI I GIORNI. Tutte le interruzioni, le pause che ti prenderai, interromperanno quel circolo virtuoso che a fatica andrai alimentando, rischiando di compromettere il tuo equilibrio e di dover ricominciare tutto da capo. Non ti mentirò: attraverserai numerosi alti e bassi, sarà come viaggiare sulle montagne russe per un lungo periodo di tempo, ma sarà sempre meglio che vivere nella totale passività, nella calma vuota e piatta in cui ti sei rifugiata. Alla fine la spunterai: ti sarai conquistata il tuo tanto agognato equilibrio. Ti chiedo scusa per l'indelicatezza, la mia intenzione non è di ferirti, ma soltanto di scuoterti, e per farlo non serve addolcire la pillola. Col tuo sfogo hai già dimostrato una grande maturità e consapevolezza; ora però passa ai fatti. Ti faccio i miei migliori auguri.

Avatar di WarzoneWarzone alle 23:59 del 27-06-2018

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