Lun
16
Apr
2018
Al peggio non c'è mai fine!
Ciao, eccomi qua con un altro dei miei sfoghi allegri. Perché non ho un marito che mi fa le corna o un amante focoso di cui parlare? Perché non ho problemi "normali"? Una mia amica mi ha detto che non ce ne sono e forse posso essere anche d'accordo con lei, ma c'è un limite a tutto, voi che ne dite? O forse no! Ci ironizzo perché la psichiatra di mia sorella mi ha detto che ci sto troppo male e che, testuali parole: "Devo farmi la mia vita." D'accordissimo, allora perché cercano sempre me, perché mi devo sempre assicurare io, che prenda la terapia. Perché le cambiano la cura e la lasciano con nostro fratello, che un totale bastardo? Se la vostra vita fa schifo, consolatevi con la mia. Sono qui fuori dall'ospedale che cammino sotto la pioggia. Sono appena uscita dal Reparto di Rianimazione. Già mia sorella a pensato bene di prendersi tutte le cavolo di medicine che ha trovato in casa e che io avevo nascosto (non molto bene a quanto pare). L'ho trovata io collassata nel letto, mentre mio fratello era andato a farsi un giro. Non è più in pericolo di vita, ma in tanto è in stato catatonico, ha i polmoni pieni di catarro e relativa febbre. Io ho fatto TUTTO per lei, è mia sorella, le voglio bene ed ecco il risultato. È la malattia lo so, ma mi sono resa conto che non può più stare sola, ed io che dovrei fare, più di quello che ho già fatto? Le dovrei trovare una sistemazione a lunga degenza? Come se fosse facile, senza contare quanto sia bello rinchiudere una sorella in una struttura a vita. Ammesso che le trovi un posto decente, naturalmente sta sempre solo a me, questa responsabilità. Tutti se ne lavano le mani... vorrei farlo anchio. Sto pensando seriamente anche di chiedere un trasferimento alle Sedi di Roma. Dove posso scappare, dove posso nascondermi? Una cosa positiva però c'è, quando stai male per così tanto tempo come me, le emozioni non sono più un problema. A volte ho delle crisi di pianto, ma sono molto discreta; perché la maggior parte delle volte non sento niente, nisba, nada. È una sensazione strana, come se fossi anestetizzata. Svuotata, questo è il termine giusto. Non mi importa più di niente e nessuno.
Nessun commento
Inserisci nuovo commento
Iscriviti!


