Dom

18

Mar

2018

Sorella disabile

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

 All'età di diciannove anni (io ne avevo sedici) a mia sorella è stata diagnosticata la schizofrenia paranoide. I miei genitori erano ansiani e appena maggiorenne è toccato a me prendermi cura di lei. Questo naturalmente ha condizionato tutta la mia esistenza. A quei tempi la vita negli ospedali spichiatrici era paragonabile a un girone dantesco, non che oggi vada meglio ma allora era veramente un inferno. Mi ricordo ancora le urla, i colpi sui muri e la faccia deformata dalla malattia, di mia sorella. Così ho passato la mia adolescenza e non solo a farle da infermiera, a cercare di salvarla; l'ho fatto con lei, con mio padre e con mia madre (ho anche un fratello, ma lui se nè sempre fregato). Ho fatto la badante e la tutto fare, ho fatto un sacco di cose tranne che la figlia e la sorella. Adesso i miei non ci sono più e mia sorella fra alti e bassi sta ancora male. Vorrei dire che va bene, che ho reagito e preso in mano la mia vita, ma non è così. Ciò provato naturalmente, ho lottato con le unghie e con i denti. Ma eccomi qua, sola, piena di rabbia e di rimpianti e per cosa? Lei sta male, starà sempre male (chi non ha almeno vissuto con un malato psichiatrico, non può capire). C'è disabilità e disabilità, più è grave più conviverci è impossibile. La odio e mi odio per questo. Mi sento terribilmente in colpa, per una vita che non sono stata capace di vivere. Dal canto suo poverina, neanche si rende conto di quanto tutto questo mi abbia distrutto. La parte cattiva di me, quella che odio mi dice che in fondo non le importa più di tanto. Mi dice che lei è la sua malattia e la mia maledizione. La gente ti giudica, chissà perché sembra così facile quando non sei coinvolto. Qualcuno mi ha aiutato, la maggior parte abbandonato. La disabilità non piace, quella mentale fa orrore. Non so che farò domani o dopodomani a volte, spesso, vorrei non svegliarmi, perche questa vita è veramente troppo... e sono così stanca. La schizofrenia è una malattia schifosa, ma se assume i farmaci la può tenere sotto controllo. Ma a quanto pare negli ultimi giorni aveva deciso di interromperla, ed io non me ne ero neanche accorta. Faccio i turni e con gli anni che passano e sempre più dura. Chissà un periodo particolarmente stressante, mio fratello è un mostro, non fa che urlarle contro. Le ho detto che potevamo trovare tante soluzioni, ma non ne vuole sapere, lei lo adora vuole stare con lui (sono gemelli) e questa cosa fa comodo anche a lui (la pensione). Ormai non mi importa più di sapere il perché, so solo che la sua vita non può dipendere da me, non c'è la faccio più. Non voglio più essere la sua badante, non ci sono ferie o giorni liberi. Ogni giorno sono da lei, le devo preparare la terapia e controllare che la prenda, mattina e sera ogni stramaledetto giorno, da troppo troppo tempo ormai. E non sta neanche bene! Non so più che fare, dove buttarmi per sparire per sempre. 

So che a nessuno interessa il mio sfogo, ma è solo questo uno sfogo. 

2 commenti

un abbraccio, so pure io che vuol dire avere disabili psichici in casa.... solo un abbraccio ti do'...

Avatar di AnonimoAnonimo alle 20:30 del 23-03-2018

Ciao, anch'io ho un fratello nelle tue condizioni, ma sono molto meno altruista di te: fin dagli esordi della sua malattia ho sempre detto ai miei genitori che non avrei voluto occuparmene. Credo che tu sappia che, se non vuoi più seguirla, nessuno ti può giuridicamente obbligare a farlo.

Ma penso anche che il tuo vero problema sia come ti sentiresti TU se davvero decidessi di percorrere questa strada. Da sorella egoista ti dico: pensa prima e te stessa e salvati! Rinunciare al tuo ruolo di badante tuttofare non significa rinunciare a lei: potrai sempre starle vicino, ma imparando a mettere la TUA vita prima di tutto.

L'hai scritto tu stessa: da questa malattia non si guarisce; è inutile che ti condanni anche tu ad un'esistenza che è solo sopravvivenza. Potrà sembrarti un discorso cinico, fatto da una persona che ancora non si trova nella reale situazione di doversi occupare di lui (i miei genitori sono relativamente giovani e in salute) ma il cinismo è stato il mio modo di salvarmi. Certo, non è l'unico modo possibile e, probabilmente, non è nemmeno il migliore, è solo il modo che ho trovato io.

Ti auguro di riuscire a riappropriarti di almeno una parte della tua esistenza.

Avatar di AnonimoAnonimo alle 21:41 del 23-03-2018

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