Lun
12
Feb
2018
Il sistema
La realtà in cui viviamo è colma di ingiustizie. Esiste una sperequazione te la stessa realtà vissuta da chi oggi occupa una posizione lavorativa e chi tenta di entrare in un sistema chiuso. Per essere parte dell’economia del futuro devi essere sempre di più di ciò che sei. Non basta un titolo, ne’ specializzazioni varie, perché gli altri ne hanno quanto è più di te. Ogni piccolo spiraglio verso un posto fisso è un impiego stabile vede sempre lo stesso scenario: il raccomandato, il fortunato, il bravo-tempestivo, l’arrivista ex Post. Tutto ciò che è preliminare muta in sconvolgimento radicale e definitivo. Più di lotta con sacrificio, fare e rifare, sudare e cercare di conquistare la metà, più queste variabili si avvicinano. Ogni scacco matto ci rende più vecchi. Il risultato? Il sopruso vince sulla buona volontà, il compromesso sui buoni intenti, l’arroganza sulla umiltà aperta alla conoscenza. Non credo che non impegnarsi abbastanza sia la giustificazione ad un fallimento del singolo, ma il riprodursi degli stessi meccanismi che generano un sistema perverso è ciclico che ci spinge a dire basta anche alla lotta verso gli ideali, ai sacrifici perenni, dopo i 31 anni e mezzo, per la maggioranza dei concorsi pubblici, un aspirante lavoratore ha perso ogni inclinazione poiché decaduto da ogni accesso. Si, mi viene voglia di dire “mi avete rotto i coglioni” !!!
1 commento
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Caro anonimo, hai ragione , ma con la ragione non si mangia , un grande economista ( io ) tempo fa dichiaro' che , sempre piu' in futuro , la capacita di guadagno di ogni individuo sarebbe stata sempre piu legata e direttamente proporzionale alla capacita' dello stesso di ingerire merda! questo per dirti che non solo la scala di accesso al mondo del lavoro stabile e' corta e piena di cacca , ma una volta dentro ti renderai presto conto che e' ancora peggio ! buona fortuna !