Dom
24
Dic
2017
Essere o non essere
Era da tanto che non venivo su questo sito e non perché fossi felice, ma piuttosto perché pensavo che se avessi ignorato per un po' i miei problemi forse sarebbero scomparsi. Che stupida.
Quest'estate ho toccato il fondo. La mia esistenza ha perso senso, cosa che forse non ha mai avuto. Non sono mai stata felice, niente è mai andato per il verso giusto.
Ho tutti i difetti che una persona della mia età teme di più e gioisce all'infinito se non li ha. Quindi sono circondata da gente che mi sbatte in faccia la loro "fortuna". Ogni. Giorno.
Le persone più vicine a me mi trattano male, io sono il pagliaccio del gruppo e l'unica cosa che posso e devo fare è intrattenerli.
Faccio ridere le persone. Una volta pensavo di avere un talento; ho poi scoperto che non ridono delle mie battute ma ridono di me. Sono imbarazzante, ecco cosa sono.
Stupida io che me ne sono accorta così tardi. Anzi, forse era meglio la situazione di prima, almeno ero in pace con me stessa. Ora quasi rido di me stessa con gli altri e no, non è essere autoironici.
Ci sono quei piccoli gesti, quelle parole apparentemente insignificanti che, se accumulati, portano una persona ad odiarsi. La portano a pensare che tutto sia sbagliato, che non sarebbe dovuta nascere e di conseguenza che dovrebbe morire.
È ciò che penso io ora e nessuno se ne rende conto e io non ho la forza di parlarne. Non ho la forza di dire "Ho bisogno di aiuto" perché l'unica volta che l'ho fatto mi hanno riso in faccia. Io depressa? Io che aiuto tutti, che faccio sorridere chiunque?
Non so. È tutto sbagliato, io sono sbagliata.
Non ho progetti per il mio futuro e fa male vedere che gli altri hanno tutto sotto controllo.
Io non metto in dubbio che tutti abbiano i loro problemi, non esistono persone che sono sempre felici e in pace con se stesse. Lo so. Ma questo mi ha sempre portata a pensare che il mio dolore sia insignificante e che io sia semplicemente troppo debole per sopportarlo, ma che prima o poi ci sarei riuscita.
E così ho sprecato mesi e mesi della mia inutile vita e solo oggi posso dire che il mio dolore è diverso dagli alti e bassi della vita, non è una tristezza passeggera. È qui per restare e vuole che io mi arrenda e ho paura che prima o poi riuscirà a convincermi.
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I paragoni con gli altri e le loro vite possono essere utili a volte, possono ridimensionare qualche problema che di tanto in tanto ci appare più grande di quel che è. Ma alla fine ognuno deve fare i conti con se stesso e la propria vita. Se senti un malessere costante, lascia perdere i paragoni (molte persone non sanno cosa sia, né cosa significhi sopportarlo ogni giorno), lascia perdere i giudizi su te stessa e i sensi di colpa, e prendi in considerazione la possibilità di rivolgerti a un terapeuta. Cerca di sceglierlo bene, in modo da sentirti a tuo agio. Sentirti ascoltata, non giudicata e capita farà la differenza. Chi non conosce la depressione spesso non può aiutarti, parenti e amici compresi, pur con tutta la buona volontà. Buona fortuna.