Mar
25
Set
2018
Apatia di fondo.
Ah, che piaga essere me. Non so se sono davvero intelligente, o davvero stupida. Ma forse la seconda è più plausibile.
Oggi mi sono iscritta qui, per poter procrastinare meglio le cose che debbo fare, e ho scritto due sfoghi in Anonimo, un commento ad uno sfogo di un altro anonimo, e adesso sto scrivendo questo.
Posso dire che è tutto inutile? La vita è inutile, noi siamo inutili, che senso ha tutto questo? Nasco, cresco, corr... ehm, studio, poi si spera lavorerò, poi morirò. Dubito che avrò mai una famiglia o cose simili, sono troppo attaccata al mio nucleo famigliare per poterne creare altri. Mi è stato detto che non è affatto positivo che io, a 18 anni, parli in questo modo.
Quindi mi chiedo, sono intelligente perché comprendo l'infondatezza e la pochezza dell'esistenza, oppure sono stupida perché non riesco a capire che la vita è molto più di un mero cammino verso la morte?
Cambio umore e idea più o meno ogni due microsecondi... probabilmente fra due minuti penserò di dovermi scavare la fosse, poi il minuto successivo penserò di essere una persona di valore inestimabile. Entrambe le opzioni sono pessime, ma suppongo che la prima sia più verosimile. In fondo, io sono solo spazzatura. Solo e soltanto spazzatura, il classico tipo di sanguisuga che nessun genitore vorrebbe come figlia (infatti, mi chiedo cosa abbiano fatto di male i miei genitori per avere una figlia come me). Ma non è di questo che volevo parlare.
Sono stanca. Stanca di sentirmi immersa nel caos, stanca di considerarmi un disgustoso essere strisciante, stanca di sentirmi euforica per poi ripiombare in un silenzio mortifero, stanca di non vedere nulla di positivo nell'esistenza.
E' soltanto un continuo susseguirsi di distrazioni. Gli impegni sono distrazioni, gli hobby sono distrazioni, la scuola è distrazione, i rapporti interpersonali sono distrazioni. Resta soltanto la noia, la banalità di una vita che viene donata da due persone, ipocritamente felici di star contribuendo al proseguio della specie, la banalità di una vita che in fondo non è altro che una condanna a soffrire e poi a morire.
Mi è stato detto che non è positivo che io parli così. Che ho dei problemi, che c'è qualcosa da risolvere in me. Io non ho problemi, io SONO il problema. Ma al di là di questo, la mia noia permane. Vorrei scivolare in un sonno senza fine. E sparire.
E vorrei sapere se davvero sono così ottusa e sciocca da non rendermi neanche conto di quanto io sia patetica, o se magari c'è un barlume di speranza anche per me. Che io possa capire, che io possa diventare una persona degna di questo nome.
Sono stanca.
7 commenti
Ah, sei tu l'anonimo dell'insensatezza dell'essere?
Mi hai ispirato... di solito scrivevo queste robe nei siti di strizzacervelli, non in un sito di sfogo. Pensavo che questo non fosse il posto giusto, ma poi ho letto il tuo sfogo e un altro simile, anche, e ho pensato di scrivere anche io il mio pensiero.
La mia domanda rimane sempre aperta, chissà se troverò mai una risposta.
.
Non so come funzioni su questo sito, non penso ci sia una risposta. O ti piace la maionese o non ti piace. Non ti domandi il perché. Forse a noi non piace e basta se ce lo chiediamo.
Immagino che chi si sfiga, voglia rimanere nell'anonimato. Per me non è così, è che non so a chi urlarlo. È forse peggio.
Se mai volessi parlarne, non so neanche come
Son qui. Magari non ha senso ciò che ci circonda, ma non siamo soli:circondiamoci di punti di riferimento
E' per caso il club dei nichilisti?
Sarcasmo a parte, tu affermi che la vita non abbia senso.
Affermi che non abbia senso perchè in realtà vorresti darle un senso, senza trovarlo? Io credo sia così.
Se credi che non ce l'abbia, perchè affaticarsi a darle un senso, allora? Tanto vale accettare per quel che viene e vivere bene ed al massimo per quello sputo di tempo che ci rimane.
Io credo che il senso stesso della vita sia la continua ricerca della propria origine e del proprio scopo. Forse un approccio troppo scientifico, ma la vedo così. Perchè dovremmo mai lanciare sonde al di fuori del sistema solare? Per divertimento o distrazione?
Reputi inoltre tutto una distrazione. Non condivido per niente il tuo pensiero ma... anche se fosse? Per spirito di sopravvivenza e conservazione, uno tende ad evitare di farsi del male ricordandosi ogni giorno che non siamo altro che parassiti che si dimenano su un sassolino per una manciata di secondi in un universo vuoto e sconfinato, senza uno scopo. O con, perchè qualcuno, alla fine, lo trova.
trat indun fos !
.
Tars, puoi sbocciare belvedere tutte le sere, stare sempre bene, sempre in festa, ma al secondo giorno ti chiedi che senso abbia tutto ciò. Puoi fare il lavoro più bello del mondo, ma perché alzarsi la mattina e farlo? E un circolo che definisco "visione e desiderio". Quando nasci conosci solo i piaceri naturali, ma poi ti spiegano cos'è una palla, come si usa e che forma ha. Ti appropi così di un desiderio che naturalmente non ti appartiene, ma che viene a manifestarsi dentro di te. Il problema è che tale sistema diventa sempre più articolato, sempre più complesso, sempre più infondato e chi nasce, come me, con una grande coscienza di sé stesso, fa fatica ad entrarci. Vivo le cose cercando di abbracciarle, mai saltandoci sopra a priori. E tutto ciò si fa pesantissimo se terzi cercano di decidere per te, come le circostanze sociali e la famiglia
Non dico di essere infelice... ho una famiglia unita, sono fisicamente sana (tralasciando il sovrappeso, che non è comunque una malattia), ho un tetto sopra la testa, ho anche qualche compagno di classe con cui vado d'accordo.
Non dico di essere infelice perché non potrei esserlo, assolutamente, sarebbe un insulto a tutti coloro che soffrono davvero, per motivazioni serie.
Dico solo che... sono rimasta invischiata dentro il caos del tempo, non sono stata capace di reggere tutte le mie ossessioni, e adesso sono indietro rispetto a come avrei voluto, o dovuto essere. Non sto a spiegare in che senso, sarebbe difficile, ci ho già provato spesso, in millemila chat, ma pochi riescono a capire... dovrei fare un preambolo infinito per poter spiegare cosa intendo con "caos", e quanto questa cosa sia effettivamente un macigno per me.
Avrei voluto avere più controllo ora come ora, era quello il senso della mia esistenza, tutto sotto la mia giurisdizione, tutto come lo voglio io, poi qualcosa si è perso, e lentamente mi sono persa anche io. Adesso non ho più quel controllo che pensavo di avere prima, e questo mi demoralizza.
Chiamarlo "controllo", "accumulo", "attaccamento morboso al passato" o in qualsiasi altro modo è la stessa cosa... resta il fatto che era l'unico modo di cui disponevo per riempire il vuoto. I bulimici si riempiono di cibo e io, oltre che di cibo, riempio la mia esistenza di oggetti. Gli oggetti sono surrogati delle persone.
Ma quella è un'illusione, non è un vero senso della vita, è soltanto una mera illusione e, come tutte le illusioni, prima o poi finirà. E allora non mi rimarrà più nulla per continuare a vivere.
Come fate voialtri? Voi che non siete attaccati morbosamente e ossessivamente ai ricordi materiali, come fate a non sentirvi vuoti, a dare un senso alla vostra esistenza...? Vorrei capirlo, perché magari c'è un'altra strada oltre a quella che ho conosciuto fino ad ora.
Sono stanca di avere sempre paura di tutto quello che può succedere, di tornare nel fango dei propositi suicidari ogni volta che qualcosa va storto, sono stanca di fallire, perché non posso essere perfetta? Perché il controllo e la perfezione sono gli unici scopi che riesco a dare a questa vita? Essere migliore degli altri, avere tutto e tutti come voglio io, controllare ogni cosa nella mia misera esistenza... sarebbe perfetto se fosse tutto così. Ma non lo è... e questa vita mi appare soltanto come un inutile fardello.
Sono stata abbastanza confusa, immagino, chissà se qualcuno ci capirà qualcosa.
Inserisci nuovo commento
Iscriviti!



.
Hai fatto il mio stesso sfogo, che hai commentato. Assurdo.
Ti sono vicino.mi sono iscritto ora,aanche per questo compare il mio nome.