Tag: solitudine

Gio

21

Mar

2019

Sesso e solitudine

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho una sessualità molto forte,so quello che voglio,so cosa mi eccita,amo sperimentare ma soprattutto mi piacerebbe un uomo complice,con cui poter condividere le mie fantasie,che non devono per forza diventare reali, basterebbe avere la libertà di dirselo,sussurrarselo all'orecchio mentre si fa l'amore...Un uomo che mi sappia ascoltare e con cui poter essere me stessa ...Perché il mio compagno, dovrebbe essere anche mio complice in tutto .No,non è un annuncio ...È solo ciò che desidererei e non ho .

Mer

20

Mar

2019

Sparirà questo stupido dolore?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho 20 anni, sono al primo anno di università. 

Mi sono trasferita ad ottobre, fino a gennaio tutto ok. Ora invece mi sento terribilmente sola, non sono riuscita a stringere neanche un'amicizia. Questo mi butta profondamente giù. Mi butta ancora più giù sapere che è colpa mia. Non so da dove cominciare.

Essendo lontana dalla mia famiglia, mi sento persa. Non ho nessuno qui. Vorrei tanto essere diversa. Questa situazione mi rende così triste che certi giorni non ho voglia di studiare.

Qualcuno si è trovato o si trova nella mia stessa situazione?

A tratti sto così male che scoppio a piangere e desidero morire. 

Mer

20

Mar

2019

Abbandono

Sfogo di Avatar di Peccato OriginalePeccato Originale | Categoria: Altro

Premetto che si tratta di uno sfogo in piena regola, un papiro in cui compiango me stesso e la mia situazione. Non cerco approvazione, compassione e magari nemmeno ascolto. Lo scopo per cui butteró giù un po’ di righe così amare è potermi liberare da un peso psicologico che, purtroppo, nessuno puó aiutarmi a lenire. Non avendo amici, essendo escluso dalla normale vita che un 17enne cone me dovrebbe avere, non posso scaricare tutta la tensione di un avvenimento della mia vita se non qui, almeno. Quindi io condivido con voi questa parte di me senza pretendere nulla, solo rispetto per un essere umano che soffre.

 

Mi è sempre stato difficile fare amicizia da piccolo. Era come se tutti mi odiassero in silenzio, per chissà quale ragione. Tutto mi fu più chiaro con il bullismo delle medie. Insomma, sono sempre stato il tipico ragazzo a cui tutti chiedevano favori ma che allo stesso tempo tutti evitavano, criticavano ed emarginavano.

Mi sembró incredibile che dopo 16 anni ai margini, dopo essermi aperto con un mio compagno di classe rigurado la mia depressione, finalmente avessi avuto un amico. Non gli nascondevo nulla di me, non potevo mentirgli del resto. Lo amavo autenticamente, lo ringraziavo ogni volta che potevo di essermi stato accanto quando nessuno sarebbe stato disposto, condividevo i suoi interessi, mi sentivo finalmente più vivo e felice. Sapevo di avere una spalla su cui piangere, un corpo da abbracciare, un amico, vero, finalmente. Lui lo era per me e io lo ero per lui.

Ma la narrazione è all’imperfetto, no? Purtroppo dopo 6 mesi mi disse per messaggio che si era stufato di me, che era mio amico solo perchè gli avevo fatto pena, e che era già da tempo che aveva intenzione di non essere più mio amico. Sembra un fatto banale, ma mi crolló il mondo addosso. Mi sentivo come un senzatetto a cui avevano appena dato un assegno di €100000 e subito dopo glielo avevano tolto dalle mani per sempre.

È inevitabile che nella mente di chi sta leggendo questo possa balenare l’idea che io sia stato un po’ troppo appiccicoso, pressante, invadente forse, ma mai, mai ingrato. Del resto era la mia prima e unica amicizia, o per lo meno pensavo che fosse autentica. Non avrei mai potuto compromettere di mia iniziativa l’unica cosa che mi aveva finalmente reso felice e l’unica persona al mondo a cui tenessi veramente. Tra amici c’è dialogo, confronto, e se da un lato io non avevo problemi a fare osservazionioni sul nostro rapporto, lui ha sempre finto che andasse tutto bene. Di conseguenza mi viene da pensare che fosse tutto un atteggiamento di facciata, mentre nel profondo per me non provava niente.

Dopo un anno, continuo a soffrire per questa cosa. La mia depressione si è aggravata spaventosamente, diventando una bestia indomabile, ma questa è una cosa che racconteró in seguito. Basti sapere che da allora la mia testa è sferzata da pensieri di nostalgia, rimorso e rimpianto, il mio petto mi da una costante sensazione di vuoto. Ogni volta che lo guardo in classe, il mio cuore fa un salto, ma lui mi ha negato la parola, e purtroppo anche io non riesco a controllare una nota di rabbia nelle mie parole verso di lui, quando rarissimamente gli parlo per necessità scolastiche.

Ho pensato infinite volte a come sarebbe potuto andare, a dove avrei potuto fare meglio, a dove io ho fatto un errore di cui non mi ero resoconto: la mia conclusione era una, ovvero che non c’era motivo di abbandonarmi in un modo simile. Non lo dico per presunzione, davvero, ci ho pensato per mesi e moltissime volte mi sono accusato e punito per aver fatto errori che, riflettendoci, non avevo mai commesso, ma che lui aveva impiantato nella mia me te, sfruttando la fiducia che nutrivo verso di lui.

Ho passato ore delle mie giornate a scorrere le vecchie chat, a pensare come e perchè, a piangere sul ricordo di quel breve ma bellissimo periodo di amicizia, ad immaginarmi un finale diverso. La mia testa ribolle ogni giorno per questi pensieri. Fa male alzarsi dal letto, fa male mangiare, fa male respirare. 

Posso essere preso come il re dei vittimismi per questo racconto. Io conosco la mia verità, i sorrisi che sono diventati indifferenti, l’affetto che è diventato allontanamento, le belle parole che sono diventate una cacciata dal luogo di felicità che mi ero tanto faticosamente costruito, la sincerità diventata menzogna, un amico diventato, improvvisamente un estraneo. E chissà, se a volte, lui mi pensa quanto lo penso io.

Il dubbio della mia coscienza è sempre stato se perdonare, dimenticare o tentare di ricostruire insieme. Tutto è bloccato da un silenzio disarmante. L’unica volta che presi il coraggio per cercare un contatto fui malamente ricacciato, quindi non riuscii più a farci nulla da allora, se non pensarci in modo maniacale.

Non augurerei a nessuno di trovare un simile tesoro dopo una vita di solitudine, per poi scoprire che era solo una montatura. Non augurerei a nessuno una simile frustrazione. E se pensate che io mi stia solo lagnando di una persona che ha esercitato solo la propria libertà di scegliere le proprie amicizie, vi faccio appello per la fiducia, costruita in sei mesi, e poi demolita in un giorno. Non è una questione di perdite che non si possono recuperare, ma di ferite che non si possono risanare, e questo evento mi accompagnerà in questo modo per tutta la vita. 

 

 

 

 

 

 

 

Sab

16

Mar

2019

L’erba del vicino

Sfogo di Avatar di Peccato OriginalePeccato Originale | Categoria: Invidia

Provo sempre molta invidia verso la maggior parte dei miei coetanei. Vedo la loro vita molto più bella, facile e soddisfacente della mia. Vedo le loro giornate scorrermi davanti come un film a cui non posso partecipare e del quale non potró mai essere protagonista.

Vengo qui a confessarmi e pentirmi perchè sono consapevole che la vita del prossimo non è quadi mai come sembra, che tutti hanno dei problemi eccetera eccetera. A dir la verità, peró, parlandoci sinceramente, esiste la vita più o meno facile delle altre o più o meno difficile delle altre. È inutile fare di tutta l’erba un fascio: le persone la cui vita è oggettivamente triste rispetto alle altre esistono.

Con questo non voglio criticare il mondo intero, voglio soltanto ammettere che io ho sempre invidiato quelle persone che sembrano sempre desiderate, richieste e amate. Anche se le apparenze possono ingannare, non credo che si possa sbagliare completamente un’impressione su qualcuno. Sono una persona che osserva molto, tutti i piccoli dettagli: persino le volte che qualcuno è chiamato per conversare, per fare battute, per fare selfie, per andare a fare una pizza, una birra, una camminata.

Da parte mia, la vita non è mai stata oggettivamente facile o buona con me. Sono sempre stato gettato nella solitudine, abbandonato dalle persone di cui speravo di potermi fidare, ignorato da tutti loro per ogni mia richiesta d’aiuto, tanto è vero che non ho amoci a tal punto che “loro” sono solo il mio gruppo classe, al di fuori del quale non ho alcun contatto umano ulteriore, e già all’interno ne ho scarsissimo.

Mi pento di essere così superficiale nel guardare le vite altrui, ma purtroppo desiderare di essere al posto di qualcun altro è diventata una costante nella mia vita solitaria ed infelice. Spero solo che un giorno io possa essere grato di essere me stesso e non qualcun altro, ma è un giorno che io vedo lontanissimo e ció non fa che abbattere le mie speranze.

Ven

15

Mar

2019

Solitudine e incomunicabilità con madre anziana

Sfogo di Avatar di OldJoeOldJoe | Categoria: Altro

Ultimamente sto riscontrando in mia madre (87 anni) gli stessi sintomi che presentava mia nonna alla stessa età. E cioè non è presente, mi ascolta sì e no, non recepisce quello che tento di comunicarle. Declino cognitivo è il termine medico corripondente. 

Un po' è sorda, un po' è maleducata perché mi interrompe mentre parlo (lo fa anche perché è sorda. Fa fatica ad ascoltare e allora parla.). E io mi arrabbio, che non serve a niente e fa male alla salute.
Devo farmene una ragione, ci sto provando.

Poi minimizza sempre i miei problemi e i miei bisogni e questo mi dà fastidio. Ho fame? Dice che bisogna saper reggere la fame. Idem per il sonno, la stanchezza, il raffreddore, la febbre etc

Le esterno un sentimento, un'emozione, un problema. Provo a parlarle della solitudine che sento da quando mio padre e mia nonna sono morti e siamo rimasti noi due soli. Ma recepisce poco.

Dopo che morì mio padre andò in depressione, non subito ma dopo qualche mese. Morto lui per lei era finito il mondo. Ora, a distanza d'anni la capisco, ma all'epoca mi fece un po' incazzare perché sembrava che si scordasse di me. Il mio ragionamento era "Va bè che sei rimasta vedova ma hai un figlio. Che sarei io. Com'è che te ne sei dimenticata? Non conto un cazzo per te?".

Mi telefona e mi chiede di andarle a comprarle le sigarette. Abito a 15 km da casa sua. Le dico che gliele comprerò in serata quando andrò in città.
Poi le telefono prima di uscire. Il tel squilla a vuoto per un minuto e mezzo ogni volta per poi smettere (time out). Penso a quante volte le ho telefonato in questi ultimi anni. Centinaia di telefonate, ore di TU-TU, frustrazione...

Dopo un po' ritelefono. Mi dice che è uscita a comprare le sigarette perché se aspettava me... (velato rimprovero).

Penso vaffankulo. Non te l'ha ordinato il dottore di fumare, e se per assurdo l'avesse fatto non fumeresti perché ti piace fare come ti pare, il che non sarebbe un male in linea generale, però lo è quando ti intestardisci a fare cose che vanno contro il tuo interesse, e conseguentemente anche contro il mio.

Farò obiezione di coscienza sulle sigarette. Non voglio comprargliele, le fanno male alla salute.

E poi ho dei limiti, non voglio vivere per fare il badante a te. Non sta scritto da nessuna parte che io debba farlo. Chiedi, chiedi, chiedi... Se faccio come dici perdo la salute perché mi trascuro dovendo occuparmi di te.

E quindi stabiliamo dei paletti. Sono abbastanza tranquillo per pensare all'argomento senza arrabbiarmi. Forse ho metabolizzato, chissà... Perché prima mi incazzavo e ora accetto la situazione per quello che è senza tentare imprese impossibili.

Non posso occuparmi di te. Non è il mio lavoro né lo sento come dovere. Sono cresciuto con mia nonna, tu eri troppo stressata per badare a me. Hai sempre avuto problemi a badare a te stessa, pensare anche a tuo figlio è troppo per te. Sei fatta così. Amen.

E voglio andarmene da qui. Ho vissuto quasi tutta la vita nello stesso posto e ho voglia di cose nuove. Mi sto organizzando in tal senso. Prima penso per me, poi SE C'ENTRA penso un po' anche a te. Non ti ho messo al mondo io, è il contrario.

Ciao ma'.

Mer

13

Mar

2019

Aiutatemi, non sto bene

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non ce la faccio più.

Non so neanche dire che cos’ho.

Sto male. Credo.

Non riesco ad ammetterlo a me stessa. Forse perché se lo facessi andrei in contro ai miei problemi e non voglio farlo. Sono in bilico. 

Non piango da tanto. 

Non sento  nulla da tanto. Sono insensibile. Le uniche emozioni che provo sono brutte e mi fanno impazzire. Mi sento una macchina.

Mi sento sola. Sono sola. Ma come posso pretendere che qualcuno mi stia vicino? Sono insopportabile, odiosa, scorbutica, fredda... ma perché nessuno passa questi miei difetti e cerca di darmi una mano? Si lo so, non me lo merito. Sono io che mi causo tutti i miei problemi , perché mai qualcuno dovrebbe perdere tempo per me? Per aiutarmi ? Con tutte le persone del mondo perché qualcuno dovrebbe stare con me? Non mi merito niente. Faccio schifo. Sono orribile. Mi odio. 

Ho bisogno di amore. Di sentirmi amata. Di essere amata. Di amare in modo ricambiato per una volta. 

Nella mia testa ci sono troppi pensieri mi esplodono. 

Mi sento sempre fuori posto.

Ci sono milioni di pensieri e cose che vorrei ancora dire. Ma non riesco. Ho bisogno che qualcuno mi salvi. Ma non c’è mai nessuno. So che devo farcela da sola. L’ho sempre fatto. Ma non ci riesco più, ho davvero bisogno di qualcuno. AIUTO.....

Mar

12

Mar

2019

Paura

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Il mio matrimonio è finito, e sono sola. Sono pure malata e non ne va giusta una. Sto cedendo, sto cedendo. Io che ero forte e solare e sempre col sorriso, ho paura di non farcela. 

E pure vaffanculo alla coppia di stronzi, ex marito è fidanzata, traditori schifosi. 

Ven

01

Mar

2019

SOLITUDINE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non é facile scrivere quello che starò per scrivere perché non so se riuscirò a farmi capire senza essere fraintesa. Il fatto é che da un paio di anni sono entrata in un vortice di solitudine dal quale mi sembra impossibile uscire. Mi sono ritrovata sola, senza amici, io che di amici in passato ne avevo tanti (premessa, ho 21 anni). Quando esco con qualcuno, sia che conosco già e sia che non conosco, entro in questo spettro di serietà, non riesco ad essere sciolta, spontanea, simpatica, sembro solo una che sta zitta e si fa i fatti suoi e a volte vengo fraintesa e presa per antipatica, vanitosa ecc.. Poi si aggiunge anche la timidezza e il sentirmi sempre inferiore a tutti, meno intelligente, meno simpatica, meno piacente e la cosa mi fa stare tanto male perché a me non piace stare sola anzi mi piace la compagnia, uscire, prendere una boccata di aria fresca, ma ultimamente non ci riesco proprio. Si accettano consigli, sono disperata. 

Sab

23

Feb

2019

Una vita solitaria

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono stanco della mia vita, stanco di essere trattato sempre come l'ultimo arrivato da tutti, stanco di essere preso in giro e non considerato. 

 

Gio

21

Feb

2019

Che tristezza...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

...cucinare per 4 e ritrovarsi a cenare da soli...Quasi, quasi mi butto sul precotto da microonde, così almeno non mi devo scervellare su come e cosa cucinare per poi rimanerci da schifo quando nessuno mangia/si presenta a tavola. (Cucino bene eh, è che i miei commensali alti 1 mt fanno i difficili ed il marito ha preso altri impegni😑)