Tag: solitudine

Mar

20

Ago

2019

Help

Sfogo di Avatar di FreyjaFreyja | Categoria: Altro

Sono stufa di tutto, è il periodo peggiore della mia vita, a mia mamma hanno trovato un tumore e dopo due mesi è morta, nel periodo in cui era malata ho perso il lavoro per poterle stare vicino, il mio ragazzo che dovrebbe sostenermi pensa solo a se stesso e mi fa sentire inutile perché senza lavoro(sono a casa da giugno), ovviamente sto già cercando ma per ora nulla.

Il punto è che mi sento più sola che mai. vorrei solo un po' di tranquillità 

Dom

18

Ago

2019

Pensiero

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

A tutti quelli che cercano una metà della propria vita.

Credo nell' amore, nelle favole, nelle persone. Ma ho visto che per me non è possibile trovare nessuno. Nessuno che mi piaccia per condividere la mia vita dove tutto apparentemente è facile e senza fatica, dove non mi manca nulla. Nessuno che mi piaccia e mi ricambi, perché quelli che attirano me... bè evidentemente hanno altri gusti. Puo darsi che ci sia una percezione sbagliata di me alla base, che chieda troppo o pensi di poter guardare qualcuno di troppo lontano da me, da come sono, dal mio stile di vita. Ma a questo punto meglio stare sola e sopportare me stessa, piuttosto che fare infelice un altro chre non riuscirei ad amare. Perché qualcuno mi desidera, ma ma fa per me.

 

Oramai il mio treno è perduto. Puo darsi che sia solo colpa mia. Lo accetto. Mi impegno ad accettare tutto quello che la vita mi ha fatto sperimentare, ad accettare che mi abbia tolto tutto quello che sognavo, che non abbia piu nulla da offrirmi. 

 

Accetto tutto. Questa è l'unica strada. Posso piangere in silenzio, senza disturbare nessuno, e sperare che la mente regga e che nessuno mi possa mai trovare compleamente pazza ormai, incapace di sopportare ancora.

 

Possibile che sia così concentrata sul mio essere sola? Che mi senta così in difetto perché sono sola?? A pensarci è proprio da stupida, ma è dura abbattere una convinzione tale.

 

Non so che pesci pigliare, e non scrivetemi di pigliare uccelli, perché quella non è una soluzione. Grazie. 

Mar

13

Ago

2019

Innamorata / Ossessionata dalla mia ex..

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Salve,
premetto che ho 20anni, so che sono ancora un ragazzo, ma ahimè questo è quello che mi passa per la mente.
Due anni fa incontrai per chat una ragazza di Napoli, mentre io sono di Palermo, dove ci siamo trovati subito, ci capivamo avvicenda, c'era una fiducia imparagonabile, insomma, ci amavamo per davvero.Purtroppo in quel periodo ero in difficoltà economica e la andavo a trovare quando potevo, facevo i salti mortali per raccimolare quello che bastava per partire. Nel novembre del 2018 mi lascia dicendomi che non c'è la fa più ad avere una relazione a distanza, che vuole vivermi, vuole avermi ogni giorno accanto, all'inizio accettai la cosa, ma dopo la seconda settimana impazzii del tutto, crolli emotivi ogni secondo, crisi nervose, non mangiai, mentre lei tranquillamente andava già avanti, in tutto questo continuavamo ancora a scriverci. A febbraio di quest'anno non ce la feci più e prendendo la scusa del litigio la bloccai, passarono 5 mesi dopo che la sbloccai(in questi 5 mesi trovai lavoro e mi trasferii a Milano), dove mi raccontò cose fece e che in quel periodo lei sentì la mancanza e che se avessi scritto prima magari ritornavamo assieme, ma, ovviamente, la sfiga me la porto a passeggio quindi non è successo nulla. Qualche settimana fa scoprì che nello stesso giorno in cui la sbloccai si mise insieme a una persona che fin dall'inizio non mi piace, ma lasciamo stare. La persona in questione non le da nulla che io le ho dato, se non attrazione fisica e basta. L'ha fatto soffrire e non poco ma ancora vuole avere questa relazione, ovviamente non capisco il motivo. Perchè ho scritto tutto questo? Bene, perchè sono ancora fortemente innamorata di lei, e lei lo sa, sa ogni cosa, quella fiducia c'è ancora, ci parliamo, scriviamo di ciò che veramente ci passa per la mente senza che l'altro giudichi, ma non ci posso fare nulla, la amo ancora e pensare che stia con quel tizio che non la merita per niente mi fa stare ancor più male. So che vivo di speranza, fin quando l'ho conosciuta ho sempre pensato come trasferirmi nella sua città per poter finalmente starle vicina e viverla, tutt'ora ci penso ancora. Vivo appunto di speranza, so che dovrei andare avanti, "dimenticarla", avere altre relazione, conoscere più persone. Sono tutte belle parole ma non aiutano, almeno non ora. Oltretutto la mia cerchia di amici è inesistente, non ero molto amico di tutti prima, e quelli che "mi sono portato a Milano" non erano veramente amici ma solo delle persone che conosco da 10 anni, eh già. Quindi alla prima scusa se ne sono andati lasciandomi appeso. Ho il mio team di lavoro dove parliamo solo quando siamo a lavoro. Dopodichè quando torno a casa mi ritrovo solo fisicamente, quindi questo non mi aiuta neppure a superare il tutto. Quasi 1 anno di rottura e ancora sono innamorato di lei, già..
Grazie per la lettura, scusatemi se ho scritto in maniera errata o se qualcosa non si capisce, è tutto scritto a caldo e dopo il millesimo crollo emotivo..
Una buona serata

Mer

07

Ago

2019

La cara Adelina

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Avete presente Amici miei?

Ebbene: solo da tempo, vivo nel ricordo della cara Adelina, sposa e amante impareggiabile.

Non si chiama Adelina ma fa lo stesso.

Ricordarla mi aiuta un po' però penso che un uomo non dovrebbe ridursi così male.

Tutto qui.

Saluti.

Mer

07

Ago

2019

Vivi e lascia morire

Sfogo di Avatar di Peccato OriginalePeccato Originale | Categoria: Altro

Avevo un certo bisogno di buttare giù alcune righe sulla mia condizione attuale. È una cosa piuttosto ambigua, siccome io stesso forse non so più se pendo più da una parte o più dall’altra.

Mi spiego: negli ultimi mesi la mia vita è lentamente cambiata. In passato soffrivo di depressione ed ero molto solo, mestre adesso, pur essendo altrettanto solo, mi sentoavvolto da una ventata di menefreghismo. È possibile, e non lo so per certo, che io sia stato cosí male per la mia passata condizione, che adesso l’unico dato di fatto è che non ho nulla da perdere.

A cosa mi ha portato questa presa di coscienza? In primo luogo non sento più lo stesso impellente bisogno di socializzare come una volta. In passato mi struggevo al pensiero di stare perdendo la mia adolescenza senza aver assaporato la felicità; invece adesso che sto per compiere la maggiore età, mi sento molto più indifferente.

In secondo luogo, precedentemente ero fin troppo influenzato dai pensieri e dalle dicerie altrui, e mi vedevo schiavo di quell’ostracismo che quei pochi conoscenti che avevo mi stavano infliggendo. Oggi, al contrario, ho l’impressione di poter essere loro contrario, nelle parole e nei fatti, senza la paura di perdere posizione rispetto a loro, forse perchè non ne ho mai avuta una.

Potrei anche finire nel torto dicendolo, ma in questo caso io “vivo e lascio morire”: nessuna persona al mondo potrebbe mai turbare il mio stato di autosoddisfacimento, e per quanto qualche crudele persona si sforzi a compromettermi, io percepisco che non mi interesserebbe comunque, e vado per la mia strada.

Certo, una fonte inesauribile di tristezza e nessun supporto per contrastarla sono una combinazione ben più che dolorosa. È una condizione debilitante, patologica ed autosostenuta. Ma nonostante questo, sento che l’ansia sociale non mi perseguita più come prima. Forse sto diventando apatico, o forse il mondo è stato fin troppo apatico verso di me, ed ora sto solo inconsciamente reagendo. 

Mer

07

Ago

2019

Inconsolabile

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho avuto due storie molto importanti dalle quali sono uscita devastata.... Una di quasi 11 anni e l'altra di 1 anno e mezzo... Per quanto assurdo possa sembrare, a sto giro non riesco davvero a riprendermi. Sono passati 7 mesi tra rari msg suoi di pentimento ed un suo ritorno momentaneo x poi sparire nel nulla senza motivo....
A mente lucida so che è finita, so che non potremo più stare insieme perché non potrò mai più fidarmi di lui e so che cercherà sempre altro nella vita perché probabilmente io non sono la persona giusta x lui.... Ma è tutto così inspiegabile, siamo passati dal progettare una vita insieme a non vederci quasi mai col suo conseguente allontanamento nel giro di due mesi. Però non ha mai detto una volta di non amarmi più come fece l'altro mio ex quando mi lasciò (anch'esso dopo che cercavamo casa da più di un anno) anzi, ad ogni ritorno o msg di confronto ribadiva che i sentimenti non sono mai spariti..... Però nel frattempo è sparito e so x certo che ha già un'altra da un po' (una che frequentava prima di me) 
Vorrei solo che si cancellasse tutto perché io davvero non so affrontare questo dolore, la sua mancanza... So bene che c'è di peggio al mondo.... Ma questo è il mio peggio e sono stanca di  soffrire, di essere abbandonata da tutti e di non poter avere almeno una cosa nella vita.... Già perché non ho un lavoro, non ho una casa mia, non ho figli, non ho amici con cui uscire, non ho buoni rapporti con la famiglia che oltretutto sto allontanando per il mio bene mentale perché non capiscono questo mio dolore inconsolabile, non sono una persona che si apre agli altri, anzi non ho nessuna voglia di conoscere altre persone che inevitabilmente mi abbandoneranno, non ho mai avuto nulla di ciò x cui ho lottato con tutte le mie forze...... Io volevo solo esser felice e serena con Lui come lo sono stata x oltre un anno perché l'essermi rifidata di qualcuno dopo tutto quello che ho vissuto è stato un chiaro segno di amore puro che ho avuto solo ed esclusivamente nei suoi confronti....
Forse, semplicemente, non merito di avere nulla nella vita....  

Ven

02

Ago

2019

Voglio vivere

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono una ragazza di diciassette anni, ho due migliori amiche a cui voglio molto bene, ma ormai non mi bastano più. Dopo aver passato un periodo terribile anni fa, averle incontrate mi ha aiutato tantissimo però ora sento di star crescendo, mentre loro sono le stesse di sempre. Mi piace parlare di tutto e potrei farlo per ore, mi piace riflettere e apprezzo anche le giornate semplici passate a chiacchierare. Al tempo stesso però, sono un estroversa, desidero e soprattutto sento anche la forte necessita di uscire, incontrare persone, fare nuove esperienze. Purtroppo le mie amiche non condividono lo stesso bisogno, provo a proporre loro di uscire, ma si limitano ad accettare di vederci a casa di una di noi qualche volta, e neanche poi così frequentemente. Io non so a chi altro potrei rivolgermi, prima di loro non avevo nessuno, qualche tempo fa invece ho cambiato scuola e fortunatamente sono stata abbastanza socievole da legare con le mie compagne di classe. Tuttavia, loro hanno già i loro gruppi, gli amici di sempre, e io non so come entrare in una comitiva non avendolo mai fatto prima. Più il tempo passa, più stare a casa mi pesa. Non so come fare. 

Gio

01

Ago

2019

Punto di partenza

Sfogo di Avatar di OttavianoOttaviano | Categoria: Altro

Ciao ragazzi, sono di nuovo qui a chiedervi aiuto.
Ho diversi problemi, li elenco.
1. Da un paio di settimane ho litigato con i 2 amici con cui avevo stretto di più in questo inverno, dopo aver rotto con la mia ex. Una sera in pratica dovevamo uscire, hanno cambiato programmi in corso d'opera e mi sono sentito un po' preso in giro, la sera quando ci vediamo per uscire un po' bruscamente gli dico testuali parole "sono incazzato, avete fatto le merde oggi". Il mio "amico", sentite queste parole (ci eravamo appena seduti nella mia macchina per raggiungere una località di mare), mi chiede di accostare che vuole scendere che per lui la serata era finita là. Al che gli dico di aspettare e sentire le motivazioni del mio averle chiamate "merde", ma nulla, mi fa accostare scende sbattendo la portiera e sbraitando di "spaccarmi le ossa" di "non farmi più vedere e cancellare il suo numero". In tutto questo io mantengo la calma, eravamo in pieno centro e non avevo voglia di dare spettacolo, in più sono del parere che se scendevo finiva a pugni e schiaffi quindi ho preferito starmene seduto al mio posto e cercare di calmare il soggetto con le parole (sto per diventare avvocato, non voglio andare in questura per un coglione). In tutto ciò, la mia seconda amica, che è una ragazza e nello specifico una sua scopamica, cerca di calmare il tizio che difatti non si calma, continuando a minacciarmi e sbattermi le portiere delle auto. Io sono rimasto scioccato, a posteriori mi pento di non aver chiamato il 113. C'è un limite a tutto, limite che è stato superato per un "merde", e ciò mi pare esagerato. Passano 10 minuti di grida e minacce da parte sua e finalmente desiste e se ne va. La ragazza rimane, mi chiarisco con lei sul perché ero arrabbiato, praticamente un qui pro quo, e la riaccompagno a casa. Sabato sera alle 21 per me era già finita la giornata.
Torno a casa lo blocco ovunque e mi cancello il suo numero. Decido che non voglio avere a che fare nella mia vita con persone violente, con persone che perdono facilmente il controllo, anche a costo di restare nuovamente solo. E così è. Non li sento da quel giorno e non mi pento della scelta, io i pazzi nelle mia vita non li voglio, e chi ha questi scatti d'ira incontrollati con annesse minacce di morte e violenza fisica verso un mio bene (in questo caso la mia macchina) per me è un pazzo. 
Questo giusto per mettervi al corrente.
Punto due. Mi sento solo, come volevasi dimostrare. Non tanto per i 2 pseudo amici, anzi, non per loro, ma ancora, mi duole dirlo, per la mia ex. Mi manca. Tantissimo. Nonostante i 7 mesi passati.
Mi manca la sua versione migliore, quando mi amava e quando stavamo bene. Un anno fa eravamo a Taormina di questi tempi, non riesco a non pensarci e mi scendono le lacrime. Sì, le lacrime, ad un ragazzo di 1.80 per 70kg ma con un carattere ed una mente troppo fragili.
Punto tre. La mia ipocondria non è passata. Per niente. Il che mi rende anche triste, infelice, non trovo un senso alla vita, a 28 anni non ho voglia di vivere.
A settembre vorrei iniziare delle sedute con uno psicologo in ospedale, vediamo cosa ne esce fuori, non ho grandi aspettative, ma almeno parlo con qualcuno, visto che sono nuovamente solo, ancora una volta al punto di partenza. Dal 2015, da quando è morto mio nonno, la mia vita è cambiata in peggio, sotto tutti i punti di vista. E non riesco a prenderne il controllo, né della mia vita, né (e questo temo sia più grave) della mia mente. Aiuto. 

Mar

23

Lug

2019

Come raccogliere i pezzi?

Sfogo di Avatar di TheScientistTheScientist | Categoria: Altro

Sono un ragazzo di 27 anni e, per quanto giovane, sto vivendo uno dei periodi più neri della mia vita, almeno fino ad ora..sono un ragazzo estremamente timido, un problema molto grave per me..sono cresciuto in una famiglia con dei genitori che, nonostante le limitate disponibilità economiche, hanno sempre cercato di non farmi mancare nulla e per questo mi sono sempre ritenuto molto fortunato. Nove anni fa ho incontrato la mia compagna, abbiamo trascorso cinque anni assieme, anni difficili a causa dei suoi genitori che hanno sempre preteso di essere ossessivamente presenti e che non ci lasciavano spazio (per dirne una il sabato sera la dovevo riportare a casa al massimo alle 21:30 anche quando avevamo 23 anni...). A detta di tutti ho sempre avuto la testa sulle spalle, ero il tipico "bravo ragazzo" e, dopo la laurea, abbiamo deciso di andare a convivere acquistando casa. Quattro anni fa abbiamo iniziato la convivenza e sono sorte le prime incompatibilità caratteriali, ma non si può mollare alla prima incomprensione..dopo qualche mese però lei ha iniziato a non sentirsi bene e, dopo decine e decine di visite specialistiche in giro per l'Italia è arrivata la mazzata: malattia simil-SLA ad esordio giovanile con un'aspettativa di vita, a detta dei medici, di 3 anni. Sarò sincero: ho avuto paura, tanta, ma le sono rimasto vicino. Ho dovuto affrontare momenti molto duri, mi sono ritrovato da "bimbo viziato" a dover lavorare, mandare avanti la casa e prendermi cura completamente di una persona colta da una grave disabilità: malattia bastarda che le ha tolto quasi completamente l'uso delle braccia, delle gambe e della parola. Mi sono ritrovato a dover consolare i suoi genitori che mi chiamavano mentre lavoravo piangendo disperati perchè la loro figlia stava morendo e, invece di starle vicino, hanno sempre preferito starsene tranquilli a casa loro e lasciare che fossi solamente io a provvedere ai bisogni della loro figlia morente, a cambiarla, lavarla, pulirla, farle da mangiare, imboccarla, consolarla nei suoi momenti più oscuri. Per prendermene cura ho allontanato tutti, amici, la mia famiglia, ho abbandonato i miei hobby, le ho dedicato ogni minuto del mio tempo libero, ho perso grosse opportunità lavorative, ho rifiutato ragazze e donne anche se dal punto di vista dell'intimità non c'è stato più nulla, nemmeno un bacio o una carezza, ma il sentimento da parte mia è sempre stato sincero e non è certo una malattia che ti fa cambiare idea su di una persona. Da quattro anni dormo dalle 2 alle 5 ore per notte e il nervosimo è aumentato a dismisura. Sia ben chiaro che non sono "un santo", anzi, ho avuto le mie mancanze, ho fatto molti sbagli seppur in buona fede e forse avrei potuto fare di più, non lo nego, ma le ho dato tutto quello che sono riuscito a darle, ho cercato di farmi forza per lei, mi ha svuotato completamente e ora sono solo un involucro che va avanti solo perchè se mi fermo io si ferma tutto. La malattia l'ha portata ad essere molto più "cattiva", a sfogarsi ed urlare contro di me e gliel'ho sempre lasciato fare, per quanto dura sopportare di dover fare tutto ed essere accusato di non far nulla, ho sempre pensato che nessuno potesse capire il suo dolore. Le ho sempre fatto presente che mi sentivo sempre di più un badante che un compagno, le ho sempre chiesto un abbraccio per avere la forza di andare avanti, abbraccio che non è mai arrivato in quattro anni. Siamo arrivati al punto però in cui lei mi ha guardato negli occhi e mi ha detto che è solamente colpa mia se è ridotta così, che sono io la causa della sua malattia, l'ho sentita sincera, sarà stata la malattia a parlare, non lo nego, ma è stata una pugnalata in pieno petto. Da quel momento non sto più riuscendo a prendermene cura, mi viene il vomito anche solo avvicinarmi a lei e, purtroppo, sono arrivato a dirle che il mio sentito per lei si è spento. È stata abbandonata dalla sua famiglia e dai suoi amici, ma accusa me, l'unico che le è rimasto, della sua malattia. A marzo in ufficio ho visto, per lavoro, per una ventina di secondi una ragazza. Non ho mai provato nulla di simile, mi sono innamorato dei suoi occhi, ho avvertito un'affinità incredibile. L'ho voluta conoscere. L'ho cercata io, cosa che non avevo MAI fatto prima, non ho mai avuto interesse per nessun'altra. Lei vive a 200 km da me ed ha 6 anni meno di me. Sono stato sincero con lei sulla mia situazione, non volevo essere il classico viscido che nasconde le cose solo per ricavarne un beneficio personale facendo soffire gli altri. Tutte le sensazioni che ho avuto in quei venti secondi in cui l'ho vista erano fondate: abbiamo un'affinità pazzesca, stessi gusti, pensieri simili. Ci siamo incontrati, abbiamo chiacchierato ed è stata la cosa più bella che mi sia mai successa. Ha iniziato a cercarmi lei, a dirmi che stava bene in mia compagnia e che la facevo stare bene quando mi sentiva. Ci siamo visti tre volte e l'ultima volta è scappato un bacio, sincero, voluto da entrambi. Da lì le cose sono cambiate però e lei ha iniziato a tirarsi indietro, a non rispondere, a sparire. Sono una persona molto diretta e le ho chiesto che mi facesse capire almeno le sue motivazioni, non l'ho mai costretta a rimanere ma vorrei solo aver avuto la possibilità di capire cos'ho fatto, dove ho sbagliato. Probabilmente ha trovato un altro, qualcosa di più facile, qualcosa di più vivibile e come biasimarla? Chi ha la forza di buttarsi in una cosa del genere? Avrei solo voluto capire, non chiedevo di più. Sono passati due mesi da quella sera e non riesco a togliermela dalla testa. Probabilmente sarò considerato un bastardo, ma che colpa ne ho se mi sono innamorato di una ragazza che mi capisce? Come potevo fermare un'onda che mi ha colto alla sprovvista? Dopo 4 anni di aridità emotiva, di dolore, di frustrazione e di solitudine avevo trovato la donna con cui mi vorrei svegliare alla mattina. Ma ora non c'è più. Sto soffrendo come un cane, forse me lo merito pure. Un nuovo vuoto emotivo. Non c'è più nulla della persona che ero, sono solo merce avariata ora.

La ragazza con cui convivo ora è diventata una cosa molto più grande di me da gestire e ho dovuto chiedere aiuto a medici, psicologi e assistenti sociali perchè mi sta sfinendo, accuse di violenze nei suoi confronti ogni giorno nonostante la stia solamente aiutando ancora, i medici dicono sia la malattia ma molte volte mi è difficile accettarlo. Il mio medico mi ha prescritto una visita psichiatrica e mi ha chiaramente detto che, a 27 anni, sono a rischio infarto e che devo allontanarmi da lei quanto prima se voglio provare a sopravvivere. A breve arriverà una badante e io mi allontanerò, coprirò completamente le spese del mutuo, dovrò aiutare con il costo della badante e le spese della casa, ma dovrò tornare a casa dei miei genitori per un breve periodo, lavorerò 60 ore a settimana per rimanere con qualche spicciolo in tasca. Ma non è quello che voglio. Vorrei solo prendere tutto e iniziare nuovamente da qualche altra parte, ho bisogno di tempo per me, per capire cosa sono ora, cosa voglio ora, perchè non lo so più. Sarebbe solo scappare? Per quattro anni ho affrontato ogni mattina tutto questo e ora non ho più la forza fisica e mentale per farlo, non ho più alcuna motivazione per affrontarlo. Se mi allontano e lei muore non me lo perdonerei mai. Se non mi allontano sento che non vivo a lungo io.

Mi guardo allo specchio e mi faccio paura. Mi sento solo. Sono logorato dentro. Sono morto dentro.

Sab

20

Lug

2019

Solitudine

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Mia madre si lamenta di me dicendo che sono sempre chiusa dentro casa. Quello che lei non capisce è che io non lo faccio volontariamente:mi sento a disagio in mezzo a troppe persone. Sono timida,impacciata. Non mi piace andare alle feste ma amo altre cose:adoro il cinema,le fiere, gli eventi culturali,la musica, ma non amo il troppo rumore. Mi ha sempre infastidito, anche da bambina, ma lei non riesce ad accettarmi per quello che sono. Non mi piacciono le feste, e allora? Lei sa tutto quello che ho subito, le difficoltà ed il bullismo che ho dovuto sopportare a scuola e le conseguenze a cui questo ha portato. Lei e mio padre mi hanno sempre obbligato a fare quello che volevano loro,ed ora si lamentano del fatto che io sia sempre triste e fredda nei confronti di tutti, quando sono stati loro a crescermi in questo modo. Perché non possono semplicemente accettarmi per quella che sono?