Tag: panico

Ven

09

Giu

2017

Mi sento una merda gigantesca.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

E lo sono.

Sto con il mio compagno da diversi anni e da un anno siamo andati a convivere. Tutto fila liscio e io lo amo, credetemi lo amo. Sessualmente tra noi va bene anche se ammetto che la passione scoppiettante dei primi tempi è un po' scemata ma comunque c'è buona complicità. Sono venuta a sapere da amicizie in comune che il mio ex è venuto ad abitare nel paese dove abito io ora. Parlo di un ex di almeno 8 anni fa e fu una storia durata circa 1 anno. Dopo la rottura mai più visti/sentiti perché appunto, abitavamo in due paesi abbastanza lontani. Ora per lavoro lui si è trasferito e... la scorsa settimana a fare aperitivo ci siamo incontrati. Eravamo in diverse compagnie ma ovviamente mi è venuto a salutare quando mi ha vista. Abbiamo parlato un bel pò aggiornandoci sulle nostre vite separate in tutti questi anni. Mi ha lasciato il suo nuovo numero di telefono che io non avevo. Da allora ci siamo scritti qualche volta e ieri, il mio ragazzo era ad un torneo di tennis con mangiata a seguire fino a tarda ora... ci siamo visti e "imboscati" in un posto nascosto sempre del paese. Non è successo nulla di che, dei baci però qualcosa è successo. Ora io mi sento divisa in 2. Una parte di me prova un certo brivido al riguardo, forse il fatto di fare le cose di nascosto o il fatto di sentirsi corteggiate se così si può dire. Forse anche perché con lui c'è e c'era una discreta intesa sessuale.. ma sono stati baci molto molto focosi. L'altra parte di me invece è a pezzi per la scorrettezza verso il mio compagno ignaro di tutto e che sinceramente non credo neanche ci pensi. Sa che il mio ex è venuto ad abitare dove siamo noi ma non credo proprio gli passi neanche per l'anticamera del cervello di pensare a quello che invece è accaduto. Ora non so cosa fare. Sono combattuta. Se questo mio ex ragazzo mi chiedesse di approfittare di un altro momento, la tentazione di incontrarlo sarebbe davvero forte. Non provo sentimenti, è puramente una cosa sessuale o di attrazione, non è che lo AMO. Sono veramente una bastarda e sono nei casini.

Lun

16

Gen

2017

Il sorpasso.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Qualcuno di voi ha mai visto il film il Sorpasso di Dino Risi?!                                                                                       Beh, io l'ho visto qualche sera fa per la prima volta e mi ha lasciato un messaggio un po amaro.                                         Mi ha portato a considerare che se nella vita nasci in un certo modo, tendente a certe inclinazioni e poi durante il corso della tua esistenza, per un motivo o per un altro, provi a cambiare, inevitabilmente soccombi a te stesso.                                           Sicuramente non tutti la penseranno allo stesso modo, ma è giusto cosi, questa rimane la mia personalissima visione.

Ma comunque il punto è un altro, a seguito della visione del film ho iniziato a interrogarmi su tutta una serie di cose sulla mia vita. Mi sono vista un po' come Roberto, una persona pacata, silenziosa, pensierosa, forse blanda a tratti,                               mentre invece tutto quello che vorrei essere è proprio un altro tipo di persona.                                                                 E sono anche sicura del fatto che è insita in me una tendenza ad essere molto più menefreghista e senza pensieri, ma per un motivo o per un altro non riesco ad essere cosi. Ritengo anche che forse io non lo sono per una questione di sicurezza personale, per difesa forse. Non riesco a vivere al momento, ma tendo a programmare, mentre invece vorrei fare tantissime altre cose e questa cosa la noto anche quando capita la sera che mi trovo a bere qualcosa in giro, anche solo una birretta, che mi rilassa, e mi disinibisce, bene, in quei momenti mi sento di poter fare di tutto, di poter spaccare il mondo. Parlo molto di più con la gente senza tanti prolemi e divento scherzosa e simpatica, mentre tendenzialemente, ammesso che non sia uno di quei giorni Si, allora risulto essere taciturna e me ne sto sulle mie.

Sono perfettamente consapevole che una personalità troppo caotica e quasi senza programmi o proggetti nella vita, non sia giusta al 100%, per vivere bene è anche necessario avere moderazioni. Però io non pretenderei chissà che, mi basterebbe un briciolo di quel che sono. Per es. qualche sera fa, uscendo con gli amici, dopo aver bevuto un po, qualcuno inizia a dire "andiamo a Roma, andiamo a Roma" ed io se avessi avuto le possibilità sarei andata, senza troppo pensare a cosa poi sarebbe accaduto, nonostante ci siano ben 500 km di distanza dal punto in cui vivo. Invece ragionando a mente più lucida avrei adesso detto di No, perche ci sono tutta una serie di cose da tenere in conto e pensate che io sono una ragazza, studentessa furi sede, senza figli o mariti a cui dare seguito, quindi tendenzialemente non è che avrei grandi cose alle quali prestare attenzione. 

Qualche volta mi è successo di aver dovuto fare i conti con gii attacchi di panico, e allora adesso mi sono chiesta, ma per quale motivo è capitato arrivassero? Perchè non faccio quello che voglio o perchè mi devo difendere e di conseguenza non accetto di cambiare delle volte?                                                                                                                                         Il fatto è che non ho saputo dare risposta a tutte queste domande. E ritorando alla questione Roma, mi sono detta (a mente fresca però) e se poi mi fosse venuto un attacco, e se poi questo e se poi l'altro e quell'altro ancora ed ho avuto paura. Ecco perché non vorrei programmare la mia vita, perchè il risultato poi è uno: non vivere, non fare esperienze. E senza esperienze ed impressioni, l'uomo non cresce e non è niente.  

Le varie giustificazioni che mi portano a non fare tante e tante di quelle cose nella mia vita, chi le vuole realmente? Non è che forse sono semplicemente troppo fifona per farle e non voglio ammmetterlo?

Eppure come si dice: si vive una volta sola. E adesso che non ho grandi impegni realitivi alla mia realtà sociale, perchè non accettare e fare il cazzo che mi pare? Perchè devo sempre stare nella mia zona di comfort. Come fare a liberarmi dalle mie angosce? 

-Vivere richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare- Lentamente muore. 

Gio

10

Nov

2016

Mi รจ successo di nuovo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao a tutti,

vorrei raccontarvi di un'altra mia esperienza che ogni tanto si fa ancora sentire. Circa 2 anni fa, mio padre fece un' incidente d'auto con me. Per fortuna non ci fecimo niente, però , dopo una settimana, io comincia ad avere degli attacchi di panico. Praticamente comincio ad avere il fiatone, comincio a sudare, e mi sento chiusa, come se fossi in un ascensore; poi comincio ad isolarmi dalle persone che ho intorno, come se volessi rimane da sola. Questo "attacco di panico" dura circa 5-6 minutii (fatti cronometrare dal mio psicologo). Dopo l'incidente me ne venivano 5 ogni settimana. Poi col tempo sono diminuiti, fino a quando non mi sono più venuti. Il mio spigologo disse che non me ne sarebbero più veniti, e che questi "attacchi di panico" mi erano venuti a causa dell'incidente. Fino all'altro ieri non me ne erano più venuti, però ora stanno ricominciando. Non ho detto niente ai miei perchè possono essere degli "attacchi di panico" passeggeri, però ho paura che possa succedermi in classe, mentre sono a scuola. Ho paura di questa situazione perchè, le prime volte che mi sono venuti, nella mia vecchia scuola i miei compagni mi hanno preso in giro dandomi della "pazza" e altri nomignoli che preferirei non dire. Ho paura che ricomincino anche qui.

Intanto ho deciso che se domani risuccede, lo dirò hai miei genitori, poi valuteremo se andare di nuovo dal mio vecchio psicologo.

 Secondo voi faccio la cosa giusta?

P.S grazie dei commenti sotto l'altro mio sfogo, grazie a tutti 

Ven

28

Ott

2016

panico

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho avuto un attaco di panico!Ero in macchina,stavo guidando ed a un certo punto ho comiciato a pensare che forse stavo andando fuori strada,che forse stavo sognando in coma gli ultimi movimenti prima di andare fuori dalla carreggiata!

È un periodo molto stressante,pieno di angosce,ma non pensavo che mi si scollegasse il cervello così!Mi è venuta una paura tremenda,mi sentivo morta mentre guidavo e ho cominciato a cantare per far si che la tachicardia si fermasse,per far capire al mio cervello che non stavo sbandando per la strada!

Devo staccare la spina prima o poi!

Tags: panico

Dom

09

Ott

2016

PAURA DI GUIDARE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non ce la posso fare, questa cosa mi sta condizionando la vita e non fanno altro che prendermi tutti in giro. "Ma dai è facile", "fai pratica su strade poco trafficate", "ma guidano tutti", "ma che ti prende"...

Io ODIO guidare. Voglio dire al mondo che sì, ho TANTA TANTA PAURA.

O meglio, mi piace l'idea di avere una mia indipendenza, ho preso la patente, ho guidato due anni con la macchina di mio padre, anche se saltuariamente...ma poi basta, ho smesso.

Perchè ogni volta che mi metto al volante inizio a sudare freddo, mi gira le testa, si appanna la vista e quindi chiaramente sale la paura di provocare incidenti. E' uno stress tremendo per me, quando parcheggio e poi scendo vi giuro, TREMO, e già penso a quando dovrò uscire dal parcheggio, a dove guardare, a dove devo mettere mani e piedi ecc., come se non lo sapessi benissimo dove mettere mani e piedi! Ho terrore di distrarmi e fare un errore imperdonabile, oppure di non frenare in tempo se qualche c***ne mi taglia la strada. 

Ho già fatto delle riflessioni su questa paura e sulle possibili cause. I miei pensieri sono "gli altri mi verranno tutti addosso, per come guida la gente oggi ognuno è un potenziale assassino", "perderò il controllo e provocherò un disastro", "farò del male a me e agli altri". e in misura minore "sono co-responsabile dell'inquinamento".

Ho anche pensato alle circostanze in cui ho preso la patente: 18 enne da poco e COSTRETTA dalla famiglia, dato che nè mia madre nè le altre donne in famiglia guidavano, mentre mio padre e i miei parenti maschi andavano dappertutto. Io non volevo essere come mia madre, volevo essere una donna forte e indipendente (come in effetti sono in vari campi della vita). Però tutte le guide che ho fatto con mio padre e gli altri uomini di famiglia, le ho fatte con questo pregiudizio addosso che tanto non era cosa per me, che donna al volante pericolo costante, che le donne devono starsene a casa, e altre stronzate del genere. E sì che ero brava a guidare! Insicura, ma brava, imparavo in fretta e le procedure le azzeccavo tutte. Però non mi piaceva, vedevo la macchina come territorio di qualcun altro (era la station wagon di mio padre), mi annoiavo e avevo ansia.

Poi proprio qualche settimana prima della patente ho subito un lutto tremendo in famiglia. Quindi mi sono ritrovata a fare l'esame di guida coi lacrimoni e col cuore a pezzi, cosa che ha associato ancora di più alla macchina sentimenti di tristezza. 

Insomma, è una cosa che ho fatto controvoglia, e anche adesso vorrei riprendere non perchè mi piaccia l'idea, ma perchè vorrei evitarmi quelle due ore di treno a/r 7 dì su 7 per andare a lavorare e all'università (o per portare dal medico i miei amici che stanno male: mi è successo proprio ieri notte e mi sono sentita male nel pensare che sono l'unica patentata fra loro ma non posso aiutarli perchè ho paura di guidare).

Vorrei una macchina mia e in sè potrei anche permettermene una piccina di seconda mano. Ma poi ho paura che non guiderei lo stesso, già solo al pensiero mi viene un panico tremendo e la nausea...

Vi prego datemi qualche consiglio, non posso vivere così! 

Gio

22

Set

2016

Aiuto...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sto con il mio ragazzo da 3 anni e lo amo tantissimo,  purtroppo questo è un periodo molto stressante per me, perché sto cominciando l'università (in una facoltà che purtroppo i miei contestano da mattina a sera considerandomi una povera stupida e irresponsabile). Tutto ciò da solo mi procura molto, MOLTI stress, al punto tale che da settimane soffro di attacchi di panico e non mangio. Come se ciò non bastasse vado a fare il test d'ammissione all'università  (che mi è costato ore di studio intense e crisi di panico per la sensazione di "non farcela") e scopro che la ex che per ben 3 anni ha cercato in ogni modo di farci lasciare, di farci litigare, etc... frequenterà la mia stessa facoltà. Già dal primo giorno dimostriamo di non poterci vedere. Io non riesco a vivere bene il fatto che dovrò avere contatti non solo con la ex del mio ragazzo (se fosse solo per questo cercherei di abbozzare) ma con la persona che per ben tre anni di relazione ha contribuito a rendermi insicura, arrabbiata,spaventata, a dividermi dalla persona che amo, senza preoccuparsi di ferire qualcuno! Con questo non voglio dire che lei nn può fare la mia stessa facoltà o cose simile (sarebbe assurdo) tuttavia vorrei almeno piter dire "diamine, ora mi toccherà andare a scuola con lei, lavorare in gruppo con lei, avere il suo numero di cellulare, sopportarlo. ." Senza che il mio ragazzo, che sa bene cosa ho passato per colpa sua, dica cose tipo "Non puoi fare sempre così" o se ne freghi altamente continuando a fare le sue cose come se lui non avesse mai visto i suoi comportamenti nei nostri confronti. 

Non dico che voglio cambiare facoltà, litigare con lei o altro. Vorrei solo potermi sfogare liberamente con la persona che amo, potergli dire che quella mi fa pensare e ripensare a quanto si creda (e forse è ) superiore a me, a quanto lei potrebbe facilmente occupare il mio posto, al fatto che i miei genitori sono insistenti e non mi capiscOno,  he pensano di me che sono una povera stupida.... É invece no, quando ci voglio provare lui è impgenaro a giocare o a fare altro e quando gli parlo dice che non posso sempre prendermela, che devo lasciar stare e mi blocco senza riuscire a dirgli tutto. La mia ansia in questo momento è troppa, ho avuto un attacco di panico anche ieri mentre ero sola, ma non voglio dirglielo perché poi vorrebbe sapere il perché e si arrabbierebbe. Non riesco a stare bene ed affrontare la situazione... 

Gio

22

Set

2016

Aiuto...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sto con il mio ragazzo da 3 anni e lo amo tantissimo,  purtroppo questo è un periodo molto stressante per me, perché sto cominciando l'università (in una facoltà che purtroppo i miei contestano da mattina a sera considerandomi una povera stupida e irresponsabile). Tutto ciò da solo mi procura molto, MOLTI stress, al punto tale che da settimane soffro di attacchi di panico e non mangio. Come se ciò non bastasse vado a fare il test d'ammissione all'università  (che mi è costato ore di studio intense e crisi di panico per la sensazione di "non farcela") e scopro che la ex che per ben 3 anni ha cercato in ogni modo di farci lasciare, di farci litigare, etc... frequenterà la mia stessa facoltà. Già dal primo giorno dimostriamo di non poterci vedere. Io non riesco a vivere bene il fatto che dovrò avere contatti non solo con la ex del mio ragazzo (se fosse solo per questo cercherei di abbozzare) ma con la persona che per ben tre anni di relazione ha contribuito a rendermi insicura, arrabbiata,spaventata, a dividermi dalla persona che amo, senza preoccuparsi di ferire qualcuno! Con questo non voglio dire che lei nn può fare la mia stessa facoltà o cose simile (sarebbe assurdo) tuttavia vorrei almeno piter dire "diamine, ora mi toccherà andare a scuola con lei, lavorare in gruppo con lei, avere il suo numero di cellulare, sopportarlo. ." Senza che il mio ragazzo, che sa bene cosa ho passato per colpa sua, dica cose tipo "Non puoi fare sempre così" o se ne freghi altamente continuando a fare le sue cose come se lui non avesse mai visto i suoi comportamenti nei nostri confronti. 

Non dico che voglio cambiare facoltà, litigare con lei o altro. Vorrei solo potermi sfogare liberamente con la persona che amo, potergli dire che quella mi fa pensare e ripensare a quanto si creda (e forse è ) superiore a me, a quanto lei potrebbe facilmente occupare il mio posto, al fatto che i miei genitori sono insistenti e non mi capiscOno,  he pensano di me che sono una povera stupida.... É invece no, quando ci voglio provare lui è impgenaro a giocare o a fare altro e quando gli parlo dice che non posso sempre prendermela, che devo lasciar stare e mi blocco senza riuscire a dirgli tutto. La mia ansia in questo momento è troppa, ho avuto un attacco di panico anche ieri mentre ero sola, ma non voglio dirglielo perché poi vorrebbe sapere il perché e si arrabbierebbe. Non riesco a stare bene ed affrontare la situazione... 

Lun

16

Mag

2016

Attacchi d'ansia se penso che...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho 28 anni. Mi sento un po stupida a scrivere questa cosa ma
ogni tanto quando ci penso e ci rifletto mi vengono come dei mini attacchi d’ansia.
Ogni tanto penso che mia madre possa morire e mi faccio prendere dall’ansia.
Ci credete che ogni tanto penso: ci siamo salutate prima di andare a letto... e se domani non dovesse più esserci? (Come è successo al papà di un mio amico, che
anni fa è morto nel sonno). Le avrò detto abbastanza che le voglio bene? Si sarà sentita amata da me?
Mia mamma ha 60 anni e qualche problemino di salute manulla di grave, per ora sta bene.
Io e lei siamo molto legate, io figlia unica. Parliamo sempre molto e vivo ancora in casa con lei e mio padre, anche se tempo 1 anno dovrei
uscire di casa.
Io ogni tanto penso a quanto sia speciale per me questa persona, quanto abbia fatto per me e... boh la mia riconoscenza nei suoi confronti
è talmente grande che non riesco ad immaginare di non averla più vicina.
Non siamo morbose, anzi ci telefoniamo raramente. Io sto anche bene nella mia solitudine, soprattutto quando sono via da casa
e lei non è una di quelle madri spacca maroni. Mi lascia molta autonomia.
Per me però sa esserci nei momenti fondamentali. Ha sempre una parola buona o giusta, sa rassicurarmi, sa guidarmi quando sono persa.
Riesce a farmi ragionare e vedere le cose da diversi punti di vista. Non vorrei vederla mai soffrire in lunghe malattie e tutt’ora che scrivo questo
post mi sto commovendo al solo pensiero. Nessuno se lo merita lo so, ma ovviamente il mio pensiero va a lei. Non menziono mio padre non peché gli voglia meno bene o che
starei meglio qual’ora mancasse ma solo perché ho un legame sicuramente più intimo con lei.
Io vivo e gestisco la mia vita in abbondante autonomia ma so che posso sempre tornare da lei per chiedere un parere, o avere conforto e l’idea
di non avere più un punto di riferimento così valente mi destabilizza.
So che si va avanti e quando capiterà in futuro andrò avanti anche io soprattutto perché non sono più una bambina, solo ad ora mi sembra una cosa insuperabile.
Il fatto è che non ho motivi ad ora di preoccuparmi o fare pensieri così tristi, voglio dire, sta bene... (le starenno fischiando le orecchie) ehehe
però nonostante io abbia quasi 30 anni  ho paura di non riuscire a cavarmela nella vita, senza lei e mi prendono questi attacchi dove mi manca il respiro e/o inizio a piangere, così.

Ven

11

Dic

2015

Il futuro.

Sfogo di Avatar di Giorgia2506Giorgia2506 | Categoria: Altro

Ho 14 anni ed i miei genitori sono separati da 5. Ho un fratello ed una sorella, entrambi molto più grandi di me. Mia madre, da quando ero piccolissima, urla anche per futili motivi e mi picchia. Mia sorella studia fuori città e mio fratello abita in una casa vicino alla mia. Quando mio fratello fa le sue ''apparizioni'' in casa, mia madre cambia radicalmente atteggiamento. Quando gli racconta le nostre liti secondo la sua teoria, io intervengo dicendo com'è andata realmente e mio fratello, essendo impulsivo e anche un pò aggressivo, se ne esce urlando e sbattendo la porta dietro di sè. Mia madre ovviamente da a me la colpa. Lei non perde mai l'occasione per paragonarmi ai miei fratelli e, soprattutto, a mio padre; credo che in me veda lui. Mi costrinse ad andare da una psicologa, dicendomi che ero pazza e cose del genere. Ci andai volentieri, sapendo che se mi fossi opposta avrei solo peggiorato la situazione. Dalla psicologa emersero problemi di ansia e di attacchi di panico, e mia madre utilizzava queste ''debolezze'' per prenderemi in giro. Dal momento che la situzione in casa era sempre la stessa, lei cominciò a dirmi che spendere quei soldi era stato inutile, perchè io non ero cambiata(probabilmente era lei il problema!). Quando io le dicevo che se non ci fossi più andata, per me non avrebbe fatto differenza, ricevevo come risposta che io dovevo andarci e che dovevo fare tutto ciò che lei diceva. Decisi di parlarne direttamente con la psicologa, che capì, almeno parzialmente, ciò che le avevo detto. Parlò con mia madre, che accettò il fatto che io non sarei più andata dalla psicologa contro il mio volere. In macchina ricomnciò la solita storia. Ricominciò a minacciarmi, dicendomi cose come; ''ti faccio vedere che prendi 5 a scuola'', ''non vedrai più i tuoi amici'', ''ricordati che i tuoi amici li hai solo grazie a me'', ''sei uguale a tuo padre''. Ormai ci ho fatto l'abitudine e preferisco non dire una sola parola che lei poi trasformerebbe in una minaccia da raccontare a mio fratello. In casa mia abita da sempre anche mia nonna, che però è bloccata a letto e a malapena parla. Se le si alzasse la pressione, potrebbe morire. E quando mia madre mi picchia o mi urla contro, io le dico che potrebbe far morire sua madre, ma lei mostra atteggiamenti di menefreghismo, dicendomi ''se muore, è colpa tua''. Mi ripete di continuo che io non ho un futuro e che se lo avevo me lo sono distrutto. Tutto questo per un primo quadimestre del secondo liceo(ho fatto la primina) andato male. Ho valutato molte volte la possibilità di chiamare il numero azzurro, ma non voglio che lei o qualcun altro finisca nei guai per colpa mia. Una persona con una vita normale avrebbe racontato tutti ai suoi parenti, ma sono proprio loro che sostengono mia madre nella sua ''instabilità'' e,oltretutto, lei li utilizza come minacce nei miei confronti. 

Detto ciò, non mi importa cosa farà per demoralizzarmi.

Il miei progetti per il futuro li so io, e solo io. 

Mer

02

Dic

2015

Ho 23 anni. Mi sento perso e non so che fare nella vita

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao sono un ragazzo di 23 anni (li compio a Febbraio). Frequento Economia e Commercio e sono a un passo dalla laurea triennale. Ultimamente sto subendo attacchi di panico perché non so come fare la tesi (la professoressa a cui ho chiesto di seguirmi non mi sta aiutando come vorrei), sto studiando poco per gli ultimi 2 esami che mi rimangono e, inoltre, continuo a pensare inutilmente che cazzo voglio fare nella mia vita. Sono fidanzato e penso che vorrei un lavoro che mi permetta di mantenere una mia futura famiglia in maniera dignitosa. In economia mi piacerebbero molti sbocchi, ma non so quale in sostanza intraprendere. Mio padre è finanziere e un'idea di provare ad entrare nella finanza l'ho avuta, ma mio padre non mi ha mai sostenuto in questa scelta. Sono un ragazzo capace nelle materie economiche e contabili, ma molto fragile dal punto di vista caratteriale. Più si avvicina la fine della mia avventura all'università e più ho paura del mio futuro. Non so come fare per ricevere un barlume di vocazione per il mio futuro.