Tag: invidia

Dom

12

Ago

2018

L'invidia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Ebbene sì,odio ammetterlo,ma provo spesso invidia verso qualcun altro che secondo me possa avere qualcosa che io non ho, ad esempio la bellezza,il fatto di fare più cose nella vita rispetto a quello che faccio io,un lavoro, una casa di proprietà...insomma io ho dei lati della mia vita di cui non sono soddisfatta, appunto non ho un lavoro ,cerco casa in affitto ma non trovo nulla che possa permettermi al momento, ero dimagrita molto ma in seguito alla gravidanza.sono diventata di nuovo un bisonte, sto spesso in casa perché non ho più amiche...eppure ho tantissimo ,un marito prezioso, un bambino fantastico e una bimba che uscirà tra un mese. Si al momento non possiamo fare il grande passo di comprare una casa ma il pane a tavola non manca mai e soprattutto ai bambini non manca nulla. Eppure sono sempre lì a pensare a quello che hanno gli altri che io vorrei, sapendo bene che la vita non è rosa e fiori per nessuno. Discorso immaturo immagino ma stasera non ho sonno e pensavo alla vicina di casa che è appena uscita in tacchi a spillo, svestita nonostante sia una tracagnotta (io non mi metto manco le caviglie di fuori tanto mi faccio schifo), libera di fare ciò che vuole nonostante abbia un figlio, vedova ,coi soldi e fidanzata con un ragazzo della stessa età del figlio..so bene che ognuno ha il suo,la sua vita e via dicendo e allora perché non mi faccio una padellata di cazzi miei e penso a me invece che agli altri??!!

Dom

05

Ago

2018

La mia odissea, perdita di speranza verso l'umanità e me stesso.

Sfogo di Avatar di SopravvivendoSopravvivendo | Categoria: Altro

Il mio sfogo comprende vari vizi capitali, quindi alla fine l'ho buttato in altro.

Sono invidioso per chi nella mia stessa situazione ha potuto di più, magari in termini economi o di dove è vissuto, permettendosi vie più semplici, di chi ha ricevuto affetto nella propria vita e riesce ancora a sentirsi compatibile con le persone.

Accidia, perché nel mio stato attuale e visto le uniche scelte che posso fare preferirei mille volte abbandonarmi a me stesso e non fare nulla.

 Ira, per le istituzioni che non mi hanno mai calcolato, verso qualsiasi scherzo del destino che ha peggiorato la situazione con mio padre e tutte le persone (alunni, professori) colpevoli ormai della mia misantropia e desensibilizzazione verso il rapporto sociale.

 Voleva essere uno sfogo pieno di risentimento verso questo mondo, e tutto il negativo che continua a rinconcorrermi, ma a un certo punto è diventato estenuante tanto da trasformarsi in una cronaca dei fatti. Ma mi sono sfogato. 

 

La mia è una situazione abbastanza particolare, a seguito di atti di bullismo piuttosto pesanti ma non necessariamente gravi (la colpa è anche la mia, sono sempre stato una persona troppo sensibile e non inteso in senso positivo) passo i miei 3 anni delle medie a pelo con tante assenze, anni in cui ho probabilmente sviluppato anche la maggior parte dei miei meccanismi antisociali, nonostante sia rimasto per tutto il periodo sempre il "primo della classe". Già da allora non avevo nessuna ragione in particolare per studiare, ma il mio essere abbandonato a me stesso, l'essermi abituato ad essere quello che studia e la mia inesistente vita sociale mi ha fatto passare tutti i pomeriggi di quegli anni sui libri, così da eccellere anche senza essere particolarmente intelligente. Ironicamente ciò mi ha portato la maggior parte degli asti della classe, rendendo poi in futuro lo studio un trauma per me.

 

Iniziate le superiori, stavolta mi ritrovo a che fare col bullismo fisico e contemporaneamente, a seguito di una malattia fulminante, mio padre diventa infermo mentale. Siamo sempre stati tre in famiglia, quei pochi parenti esistevano soltanto dalla parte paterna e quindi ci siamo ritrovati completamente soli. I miei hanno iniziato a spostarsi per cliniche psichiatriche servite dal SSN, ritrovandomi da solo a casa. Da quel momento in poi ho vissuto completamente da recluso, abbandonando la scuola (senza mai aver ricevuto visite da assistenti sociali) fino ai miei 18 anni. Parliamo quindi di un periodo di circa 4 anni. La situazione in casa era brutta, ma ero solo, mia madre era già depressa di suo. Dai 14 e mezzo ai 17 anni - anche perché la nostra situazione economica era ed è ancora da mani nei capelli, sopravvivendo grazie a qualche soldo messo da parte negli anni - tutto ciò che ho avuto è stato questo portatile cui regge ormai a malapena Chrome e la connessione ad Internet. Non avendo quindi un computer con cui videogiocare ho passato i primi anni della reclusione semplicemente guardando quantità industriali di serie tv, poi anime (la mia passione più grande ma forse anche la mia rovina finale, per le aspettative che mi ha creato durante quella particolare fare dell'adolescenza verso la vita vera) e qualche film. Il tutto dormendo alle 10AM e svegliandomi a caso dalle 15-18PM. Non mi interessava avere contatti sociali, ne avevo pieno le scatole, e non riuscivo a trovare nemmeno luoghi in italiano in cui includermi online. Così il resto dei miei svaghi era visitare imageboard, reddit, qualsiasi sito in lingua inglese lurkandoli per ore intere senza mai partecipare alla discussione. Anche perché a furia di alimentare questo vizio, sono arrivato a capire quasi completamente l'inglese scritto di getto, ma non saper comporre due frasi più profonde.

 

Verso i 16 anni ho iniziato a sviluppare una profonda depressione, non ne potevo più, iniziavo a sentire le ansie del mondo esterno (sempre grazie ad Internet) ma allo stesso tempo ero paralizzato. Da lì un vuoto totale. Verso la fine dei 17 anni ho iniziato a dormire soltanto qualche ore a notte, disperato ho trafugato ansiolitici di mio padre e sia per colpa loro che grazie a loro appena sono scattati i 18 ho festeggiato fiondandomi nel CSM della mia città.

 

Un mese dopo sono riuscito ad avere il mio primo appuntamento con lo psichiatra, mio primo ricordo lui a telefono che si lamentava dei turni in più da fare al Centro a causa di un corso d'aggiornamento svoltosi di recente, tutto davanti a me quando già da solo mi sentivo di troppo. Il colloquio durò cinque minuti, solita coppia di antidepressivo+benzo e sei colloqui psicologici. Finì al Diurno, un gruppo di ragazzi tutti esuberanti e senza freni che gettavano ombra su di me. Tutto ciò che facevamo erano delle passeggiate per le vie del centro con due infermiere che stavano aspettando la promozione in modo da finire in qualche ospedale, ero invisibile, non mi facevo sentire, abituati a quelle persone così esasperate nell'esporsi io sembravo al confronto già guarito. Le "visite psicologiche" consistevano soltanto nel raccontare cosa sperimentassimo al diurno e non riuscì ad avere più contatti con lo psichiatra, costringendomi a smettere con l'antidepressivo visto la nausea che mi portava.

 

L'ansiolitico però stava agendo, non avevo più troppa ansia ad uscire di casa da solo, bastava non dovessi parlare con nessuno, e dopo qualche mese la mia fuga dal CSM e l'impossibilità a detta del medico di base di frequentare altri posti convenzionati (qualche altro Centro magari) se non della mia città, chiesi a mia madre il sacrificio e iniziai a vedere uno psichiatra privato.

 

Mi prescrisse un altro tipo di antidepressivo e un ansiolitico più potente, dovendo mettere una pezza e sostituire Xanax e Tavor che ormai nel casino generale prendevo assieme entrambi massima dose. Stavolta l'antidepressivo fece il suo effetto, incominciai a voler uscire di casa, prendevo il treno per visitare qualche città vicina che gradivo, sedermi in qualche parco ecc... ma allo stesso tempo mi castrò completamente a livello sessuale e iniziai a provare sempre meno emozioni. All'improvviso ho aperto gli occhi verso un sacco di cose, ma ciò mi ha portato ad invidiare tantissimo quelle poche persone che conoscevo o potevo conoscere. In 19 anni della mia vita non sono mai andato a fare una vacanza con i miei genitori, nemmeno al di fuori della provincia della mia città. Non ho avuto gli effetti di un parente, nonni, zie.. tuti inesistenti. L'auto non c'è mai stata, non avevo mai avuto la possibilità di partecipare a quei pochi eventi culturali della provincia visto che tutti i mezzi dopo le 21 sono fuori uso. Parchi divertimento, luoghi turistici, culturali, di scambio sociale.. nulla, ero vuoto, come appena nato. E per la prima volta ho iniziato a rosicare forte per ciò, chiunque conoscessi era stato almeno 3-4 volte all'estero, chi con la passione di Anime e Manga si faceva varie fiere italiane, appassionati d'arte ai circoli di Van Gogh, di musica ai concerti, un parco divertimenti... nulla di niente, e oltre alla brutta invidia ero anche povero di esperienze, nulla da raccontare, il mio io non esisteva più. Ora mi ritrovavo a desiderare quelle cose, ma ancora naturalmente impossibilitate a farle a causa della situazione economica, ed in più mi ritrovavo pure castrato. Non ché abbia mai avuto un particolare interesse nel fidanzarmi a breve, soprattutto conoscendo la mia situazione e sapendo di non poter offrire nulla ad un eventuale partner, oltre a non sapermi relazionare con un dottore figuriamoci con una fidanzata, ma quell'effetto in più metteva definitivamente fine ad un altro aspetto della mia vita. Inoltre il mio carattere è sottomissivo, volevo essere io la ragazza da proteggere, iniziai a provare invidia verso i bei vestiti che potevano indossare le ragazze e le attenzioni che ricevevano. Magari invece il giorno dopo volevo apparire elegante in giacca e cravatta. Un casino, su quest'argomento mi fermo qui.

 

A detta dello psichiatra mi serviva una psicoterapia, ovviamente al CSM ci ero già passato quindi via anche lì di privato. Online se ne trovano tantissime, tra cliniche, a metodi, che ti promettono di sbloccarti anche dalla più forte ansia sociale di questo pianeta, ma i soldi già è tanto che li stavo facendo uscire (sono consapevole di quel che ci è rimasto da parte e dell'entrate della pensione di mio padre) quindi sono finito in un piccolo centro privato della mia città a "basso prezzo" (meno di 150 euro al mese, 1 volta a settimana). In due mesi ho capito di aver fatto una cazzata, siamo partiti dal fatto che ero già a buon punto perché l'approccio che sembra essere più usato adesso è quello cognitivo-comportamentale, e riscontrando in me una capacità analitica di livello molto alto, praticamente era fatta. Il problema è che posso rifletterci anche mesi interi su "questo non è così perché ovviamente non fanno questo ragionamento ecc.." ma la mia paura, ansia, è proprio istintiva. Arrivati al punto mi blocco, divento un pezzo di ghiaccio, invisibile. Al ché quindi siamo partiti da cose come vai in questo negozietto e comprati qualcosa, magari scambiando due chiacchiere col cassiere, cosa che più o meno riesco anche a fare (se so di star andando lì a spender soldi). E lì la rivelazione, seguendo questo metodo di terapia e vista la mia situazione bisogna per forza partire così lenti, facciamo finta anche soltanto un anno, quanti soldi dovrei spendere? Di colpo mi sono pentito della scelta ed infatti ho intenzione di non presentarmi più dopo le ferie. Allo stesso tempo avevo smesso di contattare del tutto lo psichiatra, sempre per soldi, e così ho iniziato a dismettere da solo l'antidepressivo che mi stava facendo impazzire. Il calo di umore si è sentito contemporaneamente al ripristino parziale di alcune facoltà sessuali, e all'iperattività diminuita. Gli ansiolitici sono rimasti lì perché senza non dormo nemmeno 30 minuti e ho paura di poter fare qualcosa di grave con un periodo di insonnia così a lungo termine.

 

Da qualche anno il fenomeno degli "Hikikomori" ha avuto un medio momento di notorietà grazie a qualche organizzazione fondata di recente, ma appunto esso si isola volontariamente, io in realtà oscillo di nuovo anche su ciò ma ovviamente tutte queste strutture (sempre al Nord, poi) prevedono che siano i tuoi genitori dietro ad esserci, perché appunto devono essere loro a volerti fuori e non tu di tua spontanea volontà, quindi sono tagliato fuori.

Il resto, riabilitazioni NEET tramite associazioni (ho visto qualcosa anche per chi ha la terza media, che appunto puntava molto fortemente anche alla riabilitazione sociale) o scuole superiori sperimentali sempre su questo verso sono tutte situate Torino-Milano.

 

Nel mio paesino c'è giusto un serale, potevo scegliere fra industriale (elettronica-elettrotecnico) o moda, e non se ne parla molto bene.., anzi. Non ci sono nemmeno i fondi per il biennio ma nemmeno quelli per un piccolo corso in modo da passare al terzo anno direttamente, quindi in qualche modo, conoscendo anche qualche 50enne abbastanza messo male che parteciperà sicuro alla classe, finiremo magicamente tutti direttamente al triennio.

 

Io è come mi sentissi su una frequenza differente rispetto agli esseri umani ma sfortunatamente o fortunatamente sia perché mi presento abbastanza bene (coi farmaci sono diventato da sottopeso a normopeso), sia perché è come che agissi sempre in terza persona, tutto il mio malessere interiore non si nota. Quei pochi che ho conosciuto magari al CSM facendo il paragone con i loro figli mi hanno pure detto, se non ce la fai tu come potrebbero farcela loro. Eppure il mio è un malessere che corrode, d'incomprensione, come se interagisse un robot al posto mio durante una conversazione. Fingo, mento su tutto. L'aver avuto mio padre in quelle condizioni mi ha sempre represso, quando veramente sono arrivato a limiti estremi non ho mai tentato brutti gesti pensando a mia madre, e dico brutti qua quasi automaticamente perché è come che fosse la norma farlo ma in realtà non lo penso davvero, oppure richieste d'attenzioni forti quando ero adolescente come scappare di casa, dalla disperazione. Tutto ciò mi è rimasto, persino con la mia terapeuta sono bastate due sedute per poi entrare in un circolo vizioso facendogli capire che ci stavo provando e non penso alla mia vita ormai come finita o su come sia insostenibile tutto quel percorso.

 

Mi vedo vuoto, con quei piccoli desideri irrealizzabili, e altri tre anni da sopportare in un posto che già so mi toglierà tutte le speranze di questo mondo, preferirei mi dicessero vieni in una prigione dove si studia duramente dalla mattina alla sera e vivere come un robot. Invece dovrò reggere mentalmente e mi viene da ridere perché soltanto pensando a come vedo io attualmente l'esistenza, mi sembra tutto così senza senso. Perché le persone continuando ad andare avanti? Cosa le spinge? Chi magari lavora 15 ore giusto per sopravvivere e non ha una famiglia. Io dopo 10 anni sto impazzendo, lo sento. Per me sarebbe impossibile, ormai ogni minima interazione è uno stress mentale. Ora sono tutti partiti per le vacanze, ma anche uscire quelle poche volte con un piccolo gruppo di conoscenti per mangiarsi una pizza (avevo ristabilito qualche contatto delle elementari) per me era uno stress mentale incalcolabile, oltre a sentirmi fuori contesto in questa società dove sembro incontrare sempre qualcuno che più o meno ha iniziato a credere in qualcosa, e cerca di vivere la sua vita, io mi sento come un osservatore che non ha nemmeno più la voglia di partecipare.

 

Ah, al serale mi sono iscritto anche se la tentazione di chiudermi a riccio nei miei anime (tanto chi mi verrebbe a dire nulla) e "non vivere" fino a quando non sarò impazzito del tutto, visto le alternative, è sempre lì presente come una gazzella che fissa la sua preda.

 

Lo so, sono stato prolisso, è mia abitudine.

Mar

31

Lug

2018

Gelosia e invidia. Due bastarde che mi hanno sempre rovinato la vita.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao, sono qui per sfogarmi...

Inizio col dire che, già da bambina, ero la classica pulce solare che amava giocare con gli altri bambini(chi non lo era?) . crescendo, però, le cose cambiarono...

Mi spiego meglio:

Sono nata prematura ed entrambi i miei genitori sono bassi di statura. Genetica vuole che, prendendo sopratutto la corporatura bassa e formosa di mia madre, crebbi bassottina ma proporzionata  al mio corpo. (non pensate che io sia cicciona o altro. Ho dei fianchi molto larghi, ma sono in peso forma. È proprio la mia corporatura.) 

  Che c'entra questo, vi chiederete...

Crescendo, cominciai a capire cosa fosse la Gelosia e L'invidia.

 Il mio corpo mutò prima delle altre mie compagne di scuola. Ovviam ente mi presero di mira per questo motivo.

Non voglio Stare a spiegare cose che potreste già immaginare (depressione, niente amici eccetera), dunque ve lo risparmio.

... 

Non sono quel tipo di ragazza che si fa notare. anzi. Odio essere trattata in modo speciale dagli altri. Io cercavo solamente di starme ne per le mie, cercando di non intralciare nessuno. (Addirittura si lamentano che sono "troppo modesta". Ma se non mi vedo così brava e non me la tiro... non è una cosa positiva, invece?)

Ma la colpa non è la mia...La gelosia e invidia delle altre persone ha sempre rovinato i miei rapporti. 

Ho 18 anni. E in tutti questi anni cercavo almeno un amico con cui parlare. Ma niente.

Ogni gruppetto che riuscivo a fare, andava a finire che mi prendevano in antipatia perché, per loro, ero " troppo immatura e troppo noiosa".

Sì, non fumo e non mi drogo. e dovrei essere immatura?

Oppure, tra di loro, si facevano la guerra per vedere a chi tenevo di più.

Bene, qui inizia la storia...

Ieri sera ho perso la mia unica migliore amica. Per via della sua gelosia.

mi sento male solo a pensarci...

È successo che, per vari motivi, la mia classe è stata chiusa per pochi iscritti (e per troppa immaturità). Ero in 3° superiore, e il preside, vedendo che ero l'unica ad aver voti sufficienti, mi aiutò a poter andare quest'anno direttamente in 5° superiore (ovviamente dopo aver fatto gli esami integrativi.)

La mia migliore amica ha abbandonato la scuola, ma io ho pensato bene di finire almeno la 5°, per poter avere almeno il documento.

Io e lei siamo amiche da ormai 7 anni. Alle medie l'avevo aiutata a superare il bullismo e altre problematiche. Ci volevamo tanto bene, ma verso la prima superiore (sono stata bocciata) cominciò ad avere piccoli atti di gelosia nel confronto delle mie "amiche" dell'epoca.

Cominciò a dire che, sicuro, l'avrei abbandonata. E che trattavo le altre ragazze come migliori amiche pur essendo lei come una sorella per me.

Ora dico: Non ho mai voluto fare a preferenza. Perché so' che è orribile sapere che le altre persone preferiscono altri a posto della tua compagnia. Ma vi assicuro che la maggior parte del mio tempo e delle mie attenzioni la davo alla mia migliore amica.

Qui penso che sia stata anche colpa mia. Perchè mi ritrovai a prestare attenzione solo a lei. Il mio mondo era incentrato su di lei.

Evitavo di uscire con altre persone perché, all'epoca, la mia migliore amica aveva poca autostima. E io cercavo di aiutarla. Non volevo che soffrisse come ho sofferto io, e dunque non volevo farle pensare che non mi importasse niente di lei...

All'inizio, come ho detto, ebbe attacchi di gelosia con le altre persone. (Cioè, è normale. Anche io sono stata gelosa varie volte) ma MAI come lei...

In pratica, usava la tattica della vittima per far passare me nel torto.

Tre/quattro anni fa, capii che la mia "adorata migliore amica" si comportava in maniera immatura. Ma non solo immatura; si comportava da grandissima ipocrita. 

LEI doveva essere al centro dell'attenzione.

LEI aveva sempre ragione, anche se aveva torto marcio. E se non le davi ragione si metteva a fare il muso e ad augurarti le peggio cose, facendo capricci da bambina di sei anni.

Lei ha un comportamento ossessivo compulsivo di lavarsi (pur essendo una persona sporca... Mi dispiace da morire dirlo, veramente. Ma non mi lascia altra scelta...) e ha un 'odio estremo nei confronti delle sue zie (sì. Ciao. Sono la stessa ragazza dello sfogo della migliore amica credulona di magie eccetera...) 

Ieri le ho fatto notare che il suo comportamento malato e ossessivo le stava rovinando i rapporti con la sua famiglia. Le chiesi del perché di questi atti, ma lei andò subito sulle difensive.

Qui comincia il bello, ve lo assicuro.

Io in questi giorni sto studiando per prendere la patente. E ieri sera cominciò ad augurarmi di venir bocciata a scuola guida.

(Wow, da notare la maturità di una ragazza maggiorenne.)

Io, cercando di mantenere la calma, cercavo di essere ragionevole. Le spiegati con calma che il suo comportamento stava diventando estremo. Malato. E che le avrei anche mostrato che tutte le sue credenze riguardanti i malocchi eccetera sono solo suggestioni.

Niente

Cominciò ad essere più aggressiva. Usando la carta della vittima. "Tu non mi capisci", "Ti fai notare dagli altri", " Sei una bambina perfettina". Cazzate del genere. Da qui potevo leggere l'invidia quando ha cominciato ad offendermi.

Le dico che voglio solamente cercare di capire e di aiutarla. E lei che fa?

Mi blocca la chat. Come una brava bambina piccola. A posto di rispondere ad una semplice domanda.

Passano le ore, ma lei non mi sblocca. La chiamo per parlare.

Mi chiude il telefono in faccia.

 Aspetto altre ore, chiamate su chiamate, messaggi su messaggi...fino a che non ce la faccio più e scoppio in lacrime durante la notte, con il cellulare ancora in mano.

Cosa c'entrerebbe la gelosia con questo?

Prima di bloccarmi mi rinfacciò che, lei, " poverina", aveva deciso di ritirarsi da scuola mentre io sono rimasta. Aveva deciso di non prendere patente, e io la sto prendendo.

 Sentivo la sua gelosia e invidia. E io volevo cercare di creare una mia vita. Cominciando a pensare più ai miei desideri.

Volevo prendere patente per aiutare i miei e per essere indipendente.

Volevo finire la scuola per sentirmi soddisfatta.

Oh, quanto l'ha fatta incazzare questo.

 Esatto.

Tutto questo tempo era mia amica (sicuramente) perché aveva solo bisogno di una persona che la riempiva di attenzioni. Se lei non faceva una cosa, non la dovevo fare nemmeno io.

È vero. Non ha un buon rapporto con la sua famiglia, mentre io ho un bel rapporto di fiducia con la mia. Ma non per questo deve essere stronza e cominciare a farmi venire i sensi di colpa perché LEI sta rovinando la sua vita. Mentre io sto per le mie.

Lei voleva che fossi, alla fine, solo uno zerbino. Le servivo solo per aver ragione. Per sentirsi """ amata""". La elogiavo, le dicevo che era fantastico e che ero felice per lei ad ogni suo traguardo.

Ma non è mai successo il contrario. Sminuiva sempre i miei traguardi. O rispondeva come se non fosse una cosa così importante.

 Se vedeste come si comportava con me e come invece si comportava con gli altri, vi sareste accorti che elogiava più gli altri che me. E non usava mai la carta della vittima con nessuno dei suoi amici.

Io l'amavo come una sorella di sangue. E ora mi trovo da sola, senza amici, perchè sono stata così cieca a sacrificare una vita sociale solo per poter far felice una persona.

Ipocrita. Stronza. Ti sei approfittata della mia gentilezza.

Io mi fidavo ciecamente di te. E tu mi blocchi e mi cancelli dalla tua vita così?! Semplicemente senza pensarci?! 

 Ho problemi a fidarmi della gente, perché da quando ero piccola le persone mi usano per loro comodi. Ora non so che fare, perché sicuramente lei non tornerà a scusarsi. Ha l'ego troppo smisurato per farlo.

Ragazzi, voglio consigliarvi una cosa...

Non state solo con una persona. Cercate di farvi altri amici. Non voglio che altre persone soffrano come sto soffrendo io.

Ammetto di essere stata una cretina a dare tutto il mio amore, la mia "fedeltà" a lei. Ma era la mia prima e unica migliore amica con la A maiuscola. 

...almeno, prima di questo... 

Scuso di sembrare una stupida, ma sto malissimo...ho sempre voluto bene ad una persona alla quale non importava un emerito cazzo di me...mi sento usata, delusa...e ora non so come uscire da questo senso di abbandono... 

Sab

28

Lug

2018

che schifo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Penso che il mondo sià la cosa più schifosa che io abbia mai visto.

si, sono pronta a ricevere qualsiasi tipo di romanzina, ma se potete evitare, perfavore fatelo.

Mi sono innamorata di una mia compagna di classe, lei è carinissima, mi capisce ed è dolce, e per finire è l'unica persona al mondo a sapere del mio autolesionismo, si sono pronta alle romanzine, ma questo è il mio stile divita, e comunque non sapete neanche chi sono, quindi non ve ne può fregar di meno, anche perchè non ho intenzione di suicidarmi, a volte. 

Tornando a prima, la amo davvero tanto, e ci sono dei momenti in cui vedendola mi viene voglia di baciarla, però penso mi troverebbe strana, anche se lei è pro al pride, omo, lesbo, bi, pan ecc...

Sto legando con lei davvero tanto, e sto cominciando a pensare che lei sia bisessuale, o al meno lo spero, io sono pan, però dice che le piace un ragazzo che ha però visto solo due volte, e come fa ad innamorarsi di uno che non sa manco come si chama non lo so, e penso usi questa cosa come copertura.

io non so che fare, lui è non troppo alto, biondo occhi azzurri, in pratica ken, e io una ragazza, depressa, autolesionista, con i capelli neri, che arrivano a toccare con le punte le spalle e gli occhi azzurri.

Quindi chiedo aiuto a voi cari sconosciuti, grazie, spero mi aiuterete<3 

Mer

25

Lug

2018

Ragazze con dignità e personalità non ce ne sono proprio più?!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Negli ultimi due anni ho perso più d'una amica per colpa dell'invidia! Non ho la certezza che sia per questo, ma se leggerete credo arriverete alla mia stessa conclusione. Tutto è cominciato ben 3 anni fa, quando in terza liceo un'amica ha introdotto nella compagnia del tempo un ragazzo. Tra me e lui è scattato subito qualcosa e così circa 6 mesi dopo mi ha chiesto di metterci insieme! Nulla fu più fatale : l'amica che lo aveva presentato a tutti era convinta fosse il suo ragazzo (???)...in pratica a detta di lui e da quel che si era visto anche durante le uscite non si erano mai nemmeno tenuti per mano, non avevano nulla in comune e lui non la sopportava, però secondo lei stavano insieme! Da quel momento lei ha iniziato a parlare male di me, di quanto fosse "inutile e da sceme fidanzarsi" ecc. ecc. Questa ragazza l'anno seguente si è fidanzata con un altro ragazzo. Sapete cosa c'è di ancora più osceno in tutto questo? Che entrambi erano suoi ex-compagni di classe alle medie ed era stata lei a contattarli dopo anni...questo non può che far pensare che volesse ad ogni costo far vedere di avere il ragazzo, non vi pare? (della serie "basta che respiri" ecc.) Credo che lei oggi non abbia ancora capito che io e lui invece ci siamo messi insieme perchè ci piacevamo davvero. Comunque, da allora, tra me e lei si è andata via via a perdere ogni confidenza, mi son anche pentita di esser stata sincera con lei a volte perchè questa non ha fatto altro che raccontarmi un sacco di bugie e fare le cose alle mie spalle! La ciliegina sulla torta è che è andata in giro a dire che io rubo gli ex e che ci ho provato col suo ragazzo attuale (quando ahimè è successo il contrario, e io ho anche avuto l'onesta di rifiutarlo! Tra l'altro ora anche lui ce l'ha un po' con me perchè non l'ho ricambiato, ma lasciamo perdere va...) rovinando così la mia reputazione anche con altre persone. Lei non sa che ogni volta che il nostro gruppo è uscito senza di lei lui le ne ha dette dietro di tutti i colori. Ha anche ammesso che sta con lei solo perchè a mollarla si sente in colpa (anche lui non dev'essere troppo sano di mente lol)...a oggi lei dice che stanno ancora insieme, fa di tutto per rimarcarlo quando ci sono io, ma ogni volta che usciamo lui la evita quasi tutto il tempo, non le rivolge la parola e non si baciano da quasi 6 mesi, tantomeno si abbracciano o hanno qualsiasi altra interazione da fidanzati. Mi fa sentire insultata il fatto che lei pensa che io mi beva le sue recite da bambina della materna :(!


Poi c'è una ragazza che al liceo era in classe con me, eravamo sempre insieme, pappa e ciccia...quando sia io che l'altra componente del trio ci siamo fidanzate è partita per la tangente...ogni cosa che le usciva bene doveva vantarsene, doveva fare tutto meglio di me, ma soprattutto DOVEVA fidanzarsi! Ci ha provato con tutti quelli che conoscevamo finchè non si è fissata su un nostro ex-compagno mio amico e dopo ben 2 anni di rifiuti da parte di lui, finalmente si sono messi insieme. (Cosa di cui io mi vergognerei al suo posto, onestamente). Io ho smesso di frequentarla perchè ormai cercava solo pretesti per uscire con lui, non gliene fregava niente di me, bastava che uscisse lui con noi e tutti apposto, o che uscisse lei con lui e non aveva più bisogno di chiamarmi. Bell'amica, visto che io invece anche da fidanzata ho continuato a trovare tempo anche per lei.


La terza è una ragazza che personalmente non mi ha fatto nulla di male...ma a volte parlando di ragazzi mi ha fatto alcuni commenti acidini che facevano trasparire quanto in realtà le rodesse che io avessi trovato qualcuno e lei no...

Vorrei solo avere delle amiche femmine come si deve, ho molti difetti, anzi sono socialmente molto imbranata, ma mi sembra assurdo che trovi solo delle vipere già a quest'età...sono messe meglio quelle di sex and the city!

Me la cavo meglio con i ragazzi sinceramente, solo che a quest'età il 99% se ti calcolano è perchè ti vengono dietro, non per essere solo amici...


Forse sono sbagliata io, forse dovrei solo arrendermi all'evidenza che sono tutte false e che la solidarietà femminilie non esiste più, che dite?

Dom

08

Lug

2018

Conta solo il bel faccino

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Contava solo avere il bel faccino in questa vita di merda per scopare e essere felici. #ètuttofinito

Mar

03

Lug

2018

Mia mamma mi blocca la vita.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sono una ragazza di 25 anni e sono molto legata alla mia famiglia. Mi ritengo una ragazza buona, gentile, simpatica, ma nonostante ciò che dice sempre quel che pensa, soprattutto usando i modi. Scrivo qui perché voglio bene a mia mamma, la considero probabilmente la mia migliore amica. Litighiamo e facciamo pace. Facciamo tutto sempre insieme. E forse è proprio per questo che sento che mi blocca la vita. In che senso? Non so come spiegarlo, ma ci provo. Lei è una maniaca del controllo e della pulizia. Pensa solo a pulire in casa, passa le giornate intere senza nemmeno un po’ sedersi o rilassarsi. Fosse per lei nemmeno la spesa si potrebbe fare (e lo dico seriamente). Quante volte non abbiamo cenato a casa, e ci siamo dovuti accontentare tutti di un panino, o di quello che c’era in casa. L’unica persona per cui fa qualcosa è per mio fratello nonostante lui la tratti una merda offrendola. Ed io e mio padre? Non siamo nulla, ed anche mio padre la pensa così. Io ho preso il carattere di mio padre, ossia sono molto orgogliosa. Io apprezzo quello che ho. Tipo io vivo in una famiglia normale, non navighiamo nell’oro ma possiamo permetterci vari sfizi. Mia mamma invece è molto gelosa, è invidiosa. Vorrebbe sempre di più. E la cosa che odio che fa pesare questa cosa dei soldi a me. Ma cosa c’entro io? Adesso mi sento oppressa, perché dice che devo finire l’università che devo lavorare. Ecco io tra pochi mesi dovrei finire. Si bello, ma adesso ho l’ansia per dopo. Poi chissà che si pensa mia madre.. che dopo l’università tutto è più bello. Come no, a me proprio quello mi spaventa, di deluderla. Non riesco nemmeno più a studiare. Poi odio quando si lamenta delle faccende in casa. Vuole fare sempre tutto lei, non posso nemmeno lavare una piatto che inizia a sbraitare. Io quando non c’è in casa lei, ho una sensazione diversa, mi sento bene, sono tranquilla e riesco a fare tante cose. Tipo oggi, è uscita per 3 ore. Appena è tornata si è arrabbiata perché ho pulito il bagno. Cioè ci rendiamo conto? E poi ovviamente come sempre ha messo in mezzo il fatto dell’università e del lavoro. Io non sono nemmeno libera più di dirle cose, o di chiederle un consiglio, menomale che per quello c’è il mio ragazzo. E a proposito del mio ragazzo. Io e lui non abitiamo nello stesso paese, ci vediamo poco sia perché lui lavora sia perché appunto stiamo un po’ lontani, ma l’importante che stiamo bene e che stiamo insieme, infatti sono 3 anni che siamo fidanzati. Qual è il problema? Mia mamma. Le sue frasi assurde tipo: “Ma il tuo ragazzo non può portarti a fare un giro in un posto di mare?” “Perché non ti porta a mangiare in quel ristorante?” “Stasera se viene da te andate a mangiare fuori perché se mangia qua devo pulire il doppio!”. Cioè. Mi vergogno. Poi un’altra cosa che odio.. io adoro le borse, le scarpe, i vestiti. Ero in un negozio con mia mamma, avevo visto una borsa che costava quasi €1000. E mia mamma mi fa “Eh al posto di farvi i regali a sorpresa, puoi dire al tuo fidanzato di regalarti questa al tuo compleanno o così, tanto i soldi li tiene!” Quanto l’ho odiata quel giorno. Si, è vero, il mio fidanzato sta bene economicamente, ma non mi sognerei mai di chiedere una cosa del genere. È anche per questo che mi ama lui, e anche la sua famiglia mi vuole bene, perché sono una ragazza che capisce e non mi approfitto di niente e di nessuno. Come è possibile che ho una mamma così?

Sab

05

Mag

2018

Tradizionalismo nel rapporto uomo-donna

Sfogo di Avatar di Tamara95Tamara95 | Categoria: Invidia

Eccomi tornata con un nuovo sfogo! Ne ho tantissimi. Appena posso andrò da una psicologa ahahahah.

Sono una ragazza che crede nell'uguaglianza di genere e per questo devo dire che provo un leggero fastidio in tutte le creature femminili che si approfittano di quel tradizionalismo che è rimasto per spennare il proprio ragazzo. Inizio col dire che il mio non ha tanti soldi, ogni tanto mi offre il caffè o una merenda... Niente di più. Ma a parte questo, in generale, non mi approfitterei di una persona, solrattutto se si tratta del mio fidanzato. Certo è che un po' ci rimango male se mi dice di andare a mangiare fuori, perché io essendo più "squattrinata" di lui fatico a pagarmi una pizza fuori. Ah, premetto che non lavoro e non posso farlo perché sto finendo di laurearmi.

Ma ritorno allo sfogo principale: le donne che si approfittano dei maschi per farsi pagare tutto. Mamma mia che palle, non le sopporto!!! Non so se la mia è invidia, anzi sicuramente un po' lo è, ma NON perché vorrei la loro "furbizia" nel non uscire il portafogli, non per questo... Ma perché io proprio ho pochi soldi ahahahah sinceramente sarei disposta a pagare pure al mio ragazzo se potessi. Quindi quando vedo coppie che vanno spesso a mangiare fuori la pizza, o il classico  panino gourmet, o altro mi viene un po' di invidia... Anche se so che se una persona sente il bisogno di "pubblicare" continuamente cosa fa col suo ragazzo vuol dire che ha bisogno di approvazione.. ma questo è un altro argomento.

Finisco col dire: ma sono io un po' ingenuotta nell'aspirare alla partita di genere, o stronze (nel senso buono di furbizia) le altre a "entrare" nel portafogli del loro frequentante/ fidanzato / marito? 

Mar

17

Apr

2018

invidia indesiderata

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Sono sempre andata bene a scuola, però purtroppo, ormai da qualche tempo, non riesco più praticamente in nulla. Non so in quale penoso baratro io mi sia adagiata, fatto sta che le cose non vanno più. E sono al quinto anno. E in realtà non mi importa davvero dei voti... Ma vedo le mie amiche, e sono tutte così normali, tutte così prese e focalizzate su qualcosa, e talvolta un po' le invidio. Le invidio perché non avrei nulla da invidiare loro tecnicamente, ma non so affrontare le cose come dovrei, come vorrei. Loro sono più normali, forse, e allora si pongono nei confronti del mondo con un atteggiamento diverso, più giusto, mentre io non so fare altro che logorarmi in quello che in inglese si chiama "overthinking", e che non fa altro che spingermi più giù. Sono le mie amiche e sono fantastiche, le adoro, ma a volte mi trovo lì, accanto a loro, e non riesco a non provare un po' d'invidia, che tento di mandar giù con tutte le mie forze, ma che soprattutto negli ultimi giorni, imperterrita, si ripresenta.

Gio

15

Mar

2018

Sentirmi troppo fortunata mi devasta mentalmente.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

A volte sentirmi fortunata la considero come una sfortuna, credo che sia dato dal fatto che sin da quando conosco una mia amica, ella non è stata mai felice per le mie fortune, e me lo faceva pesare, considerandosi sempre sfortunata in tutto. Ho sempre cercato di farle dei regali belli, ma questi venivano casuali, e cosa capitavano? Cose non belle, non quelle che lei voleva. Ogni volta mi sento sprofondare in questo sentimento e non so più come gestirlo.