Tag: dolore

Mer

11

Nov

2015

Lo sfogo più difficile della mia vita.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Medito questo sfogo da mesi... "Raccontalo a tutti, non lo saprà nessuno!"... Tempo fa, una persona che stimo molto e con cui ho intrapreso un bellissimo rapporto, seppur virtuale, mi ha chiesto: "C'è qualcosa di te che non mi hai mai detto?". Sì, c'è qualcosa di me che non ho mai detto, nè a lui, nè al mio amico più intimo, nè a mia madre, a nessuno. E oggi sono qua per tirare fuori uno dei miei demoni, forse il più grande, un demone che pensavo di poter tenere agilmente a bada... Ho promesso a quella persona che, se un giorno mi fossi resa conto delle reali potenzialità di questo demone sulla mia psiche, ne avrei parlato... E "quel giorno" è arrivato.

Sono un'utente registrata... Sono sicura che chi mi conosce, chi mi ha letto con attenzione qualche volta, non avrà difficoltà a capire chi sono... Ma queste sono quisquilie per me in questo momento... Adesso ho solo bisogno di lasciar fluire i miei pensieri così come la mia mente li rievoca... La questione si snoda su un episodio principale e altri di contorno; i dettagli sono raccapriccianti, ma so che devo tirare fuori tutta la cruda realtà per potermi sentire (forse) finalmente libera... 

Episodio principale. Ho due cugini sposati a cui sono molto legata... Hanno un bel bimbo biondo nato da pochi mesi... Fino a qualche anno fa, c'era un semplice rapporto di parentela, ci si vedeva solo durante le ricorrenze... Dopo il loro matrimonio, però, ho  iniziato a frequentarli più assiduamente anche perchè ero già più grandicella e sono entrata a far parte della loro schiera di amici... Lei, una bellissima ragazza alta, bionda, occhi verdi è la cugina acquisita. Il fulcro della situazione è Lui... mio cugino, figlio della sorella di mia nonna, deceduta a luglio. Mi ha sempre rivolto apprezzamenti sulla mia fisicità molto mediterranea, ma inizialmente non ci vedevo alcunchè di strano... In fondo era mio cugino, sangue del mio sangue. Questi messaggini erano sempre più frequenti e, col tempo, iniziarono a insospettirmi. L'episodio principale si svolse un sabato pomeriggio... E' l'unico che riesco a collegare precisamente nel tempo in ordine cronologico perchè è stato il primo ma di gravità simile a quelli di contorno che non riesco più a collocare nel tempo in ordine...  e attribusco questo a un meccanismo di difesa inconscio... un meccanismo che tenta di proteggerci come può, confondendo, archiviando, eliminando... un meccanismo subdolo, però... che rievoca nei momenti meno opportuni... logorando. Sua moglie era via per motivi familiari e lui mi invitò a vedere un film al cinema... Ovviamente accettai senza esitazioni. Prima però andammo a casa sua... Hanno una grande sala con una grande TV e così ci siamo messi sul divano a chiacchierare del più e del meno... Non eravamo molto vicini... Ad un tratto mi chiese di avvicinarmi e io senza la minima ombra di malizia lo feci e mi accocolai sulla sua spalla... Ad un tratto sentii la sua mano passare sotto la mia maglia e arrivare come un fulmine al reggiseno e poi al seno... Ebbi un brivido di paura... Sono certa che la lesse nei miei occhi e ricordo che mi chiese qualcosa che in questo momento però non ricordo. Mi divincolai. Mi chiese di dargli un bacio... Gli diedi un tenero bacio sulle labbra e mi allontanai... Mi chiese: "E questo sarebbe un bacio?". Sorrisi e mi spostai verso la borsa cercando frettolosamente il cellulare in modo da potermi inventare una chiamata urgente da fare. Credo capì che non volevo... E così dopo pochi minuti eravamo in macchina direzione cinema. Anche qui durante il film tentò di infilare le mani dentro la mia maglia ma io mi spostavo e divincolavo come potevo. Dopo il cinema uscimmo con gli amici sopra menzionati... e la serata si svolse in modo tranquillo... Il mio sguardo nei suoi confronti però era variato.

Un mio mondo interiore era crollato... Quel cugino che credevo perfetto... Generoso, disponibile, un ottimo padre... mi aveva attenzionata in quel modo. Ci pensai intensamente nei giorni successivi... e tutti i pensieri erano avvolti da un mix di sensazioni controverse. Giorno dopo giorno iniziai a stare davvero male... ero ancora incredula e sconvolta dall'accaduto, ma tentavo di non pensarci troppo. Dopo qualche tempo mi arrivò un messaggino più esplicito e qua gli avvenimenti e i ricordi iniziano a confondersi... Non ricordo il contenuto del messaggio, ma ricordo bene di avergli detto di NO. Non avrei mai accettato/ammesso una cosa simile... cioè avere un rapporto sessuale con lui... Non gli dissi però che quella volta fece un gesto dalla gravità immane. 

Gli episodi di contorno sono tali non per minor gravità... ma perchè avvennero molto dopo. Tralasciando i vari commenti sulla mia fisicità via messaggi e la richiesta incessante di mie foto (sempre ovviamente negate), un episodio fu particolarmente raccapricciante. Ah... improvvisamente ho ricordato che quando la prima volta eravamo sul divano mi fece prima bere due shottini di rum liscio... ma forse non si aspettava che reggessi così bene l'alcol... Tornando a noi... Il sabato spesso beve e al ritorno si mette dietro e lascia guidare la moglie. Ero dietro con lui... Improvvisamente la sua mano si infilò sotto la mia maglia e arrivò rapidamente al seno... Ero proprio messa al centro e parlavo con la moglie... Cercai in tutti i modi di non tradirmi con lo sguardo e tra distruggere il castello di mia cugina e distruggere il mio castello ho preferito far distruggere il mio e così mi sono lasciata palpare immobile.

Gli episodi di contorno sono davvero davvero tanti, ma già raccontare questi mi ha permesso di potermi liberare di una grande zavorra... una zavorra subdola che logora la psiche nel tempo... Quando mi capitava di sentire o leggere determinati avvenimenti non riuscivo mai a comprendere in cosa consistesse il senso di colpa e adesso che questi avvenimenti per me non sono rimasti un ascolto o una lettura non riesco ancora a comprenderlo ma so che è lì... ovviamente immotivato. Mi fanno male tante cose... ma quella che mi provoca più dolore è il fatto che ha usato la riservatezza della mia persona... Sono una ragazza socievolissima e solare e tutto questo si evince anche dai miei interventi su questo sito, ma molto diffidente verso il prossimo (a causa di altri avvenimenti, ma bazzecole rispetto a questi), riservata e introversa sulle mie questioni più private... Mi conosce benissimo e, a mio parere, ha puntato su questo... sulla mia riservatezza, sulla vergogna e sulla paura che avrei provato in seguito.

Non ho mai preso in considerazione l'idea di dirlo a qualcuno, nè ho mai pensato alle conseguenze del poterlo rivelare... Per me ad oggi risulta una cosa assolutamente impensabile... E non sono qui in cerca di consigli sul da farsi... Volevo semplicemente alleggerire questo carico essendo consapevole che "determinate cose" arrecano seri danni nel tempo, volevo non venir meno alla mia promessa e ringrazio chi avrà avuto la pazienza di leggere fino a qui. 

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Dom

08

Nov

2015

Dolore e Gioia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Mia sorella gemella mi ha detto di aver scoperto di non poter avere figli lo stesso giorno in cui io ho scoperto di aspettare un bambino. Sono felicissima di diventare mamma ma il mio cuore si spezza per mia sorella. Non so davvero come farò a dirle che sono incinta. So che sarà felice per me ma temo di darle un ulteriore dolore.. 

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Gio

29

Ott

2015

maledette/benedette canzoni

Sfogo di Avatar di acerbisacerbis | Categoria: Invidia

riaffiorano ricordi vivi, taglienti

correva l'anno 2013, ero in casa con un paio di amici, fumato d'erba e brillo di Lagavulin invecchiato q.b.

Sanremo alla tv, Malika Ayane attacca a cantare rapendo subito il mio sguardo ed il mio udito

ero appena stato scaricato e stavo a pezzi, quella canzone mi entrò direttamente in circolo

Niente ... parlo con te sempre ... anche se tu sei assente

(tralasciando il fatto che non passò quella canzone, i gusti si sa sono eterogenei ed i miei sempre all'opposto di quelli della massa)

per i giorni che venirono non feci altro che riascoltare quella struggente melodia

piangevo ed ascoltavo

dimenticai faticosamenste quel periodo, o almeno mi impegnai a farlo, con discreti risultati

oggi sentendola sono stato scaraventato a quel periodo 

con un po' meno fiele ed un cucchiaio di miele

quella stretta alla bocca dello stomaco trasformatasi in pizzicotto

quei ricordi che riaffiorano

ti ho persa

mi sono ritrovato 

... 

 

Gio

29

Ott

2015

Nel nome di Greta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Salve a tutti, è la prima volta che scrivo qui, e spero che affidare all'inchiostro digitale un po' dei miei crucci serva ad allegerirmi un pochetto.

Bene da dove cominciare ... sono incazzata. Incazzatissima.  Mi sentonto tradita e ferita dal sangie del mio sangue. Ora per amor di cronaca (si, mi pento e mi dolgo ma sono pignolina) mi occorre fare un salto nel passato, un gran bel salto...  

Ventuno anni fa, il primo giorno di scuola media, ho conosciuto quella che sarebbe diventata la mia migliore amica, Greta. Ed è proprio da qui che comincia la mia storia. Io, una ragazzina timida, impaccita, secchiona e con ancora una passione viscerale per le Barbie, sono stata investita da questo uragano, da questa innarrestabile fonte di allegria, ottimismo, forza, creatività... da una pazza scatenata lontana dal mio carattere centinaia di migliaia di chilometri, eppure ha funzionato, e siamo diventate amiche. Nel corso degli anni ci siamo sostenute, incoraggiate, abbiamo litigato, riso, pianto, abbiamo fatto pazzie e discorsi filosofeggianti sul senso del nostro essere... Poi un po per caso, e un po' no, Greta mi ha presentato un ragazzo. Oddio quanto ho pensato che avesse toppato nel presentarmi il classico belloccio con la puzza sotto il naso e il quoziente intelletivo di una briciola di pane... e invece quanto sbagliavo, si bello era bello, ma per il resto era lui. Il mio lui. E a sedici anni ecco che la mia migliore amica mi ha fatto conoscere il ragazzo che un giorno sarebbe diventato mio marito. 

Eravamo inseparabili noi tre, nulla ci avrebbe mai divisi, mai. Poi è arrivata una cosa terribile e distruttiva chiamata cancro. A 22 anni a Greta è stato diagnosticato un carcinoma all ovaio sinistro. Ricordo ancora il momento in cui me l ha detto, l ha sparato come se mi stesse dicendo che aveva comprato un paio di scarpe in saldo, come se non fose stata la cosa più devastante del mondo. Io ero terrorizzata, lei era tranquilla. Ho pianto ininterrottamente per giorni al solo pensiero di perdere la mia migliore amica, la sorella che mi ero scelta... sono seguiti anni difficili. Radioterapia, poi la rimozione dell ovaia, poi la chemio... e ancora chemio e tantissime lascrime e bollette del telefono spaventose per chiamate notturne infinite. poi il peggio sembrava essere passato.

Greta ha lentamente e coraggiosamente ripreso a vivere come piaceva a lei, ovvero al massimo. Era avida di vita, ed ha cominicato a viaggiare, a fare le esperienze più assurde, a riempirsi di mondo, come amava dire... e a me e Andrea piaceva seguirla nelle sue follie...

Nel 2008 ero con lei quando il medico le ha detto che il cancro era tornato e che dovevano togliere tutto, l'altra ovaia e anche l utero... ero con lei quando fuori dallo studio mi ha guardata con gli occhi lucidi e mi ha detto che non sapeva come dire a sua madre che non le avrebbe dato dei nipoti. Ho pianto realizzando che non sarebbe mai stata una madre, che la possibilità di avere un figlio suo erano appena scomparse. 

Ricordo che dopo l'intervento mi ha confessato he si sentiva un donna a metà, che era merce avariata... rotta, incompleta... Dio come sbagliava... Ci sono voluti due anni perchè uscisse dalla depressione. Ma era intenzionata a far vedere di che pasta era fatta. voleva dimostrare quanta voglia di lottare aveva ancora, quanto ancora aveva da offrire, quante cose voleva ancora vedere e fare, quanto desiderava innamorarsi di un amore vero, quanto per lei vivere fosse importante. Era di nuovo la nostra SuperGreta.

Poi nel 2012 mi ha chiesto di accompagnarla in un viaggio per lei molto importante. Sentivo che c'era qualcosa che non andava, perchè mi ha espresso il desiderio che fosse un avventura solo io e lei. E mentre guardavamo una stupenda aurora boreale me l ha detto. Ha detto che mi voleva bene, che ero sua sorella, che ero stata una delle persone più importanti della sua vita, e che le sarei mancata tantissimo. Non c'è stato bisogno che mi dicesse che il cancro era tornato, e che questa volta non ci sarebbe stato davvero nulla da fare. Siamo rimaste ore in silenzio a guardare quel cielo meraviglioso... sapendo che sarebbe stato il nostro ultimo viaggio insieme. 

Se ne è andata otto mesi dopo. Era serena. Avevaraggiunto una pace interiore che solo le persone eccezzionali come lei possono trovare nel più disperato dei momenti. E' morta dicendoci quanto incredibilmente grata di aver avuto la possibilità di vivere la sua vita, di quanto ci avesse amati, di quanto fosse stata felice...

Mi manca. Mi manca ogni giorno.

A Settembre del 2014 io e Andrea ci siamo sposati. Io non so descrivere quanto profondamente lo ami e quanto mi senta amata da lui... è stato un bellissimo matrimonio, e durante il ricevimento abbiamo avuto una sorpresa, un video messaggio di Greta. Era certa che ci saremmo sposati prima o poi, e voleva esserci anche lei quel giorno. Abbiamo pianto e riso alle sue parole, ci augurava il meglio che la vit apuò offire, e poi in pratica si prendeva tutto il merito della nostra felicità dato che ci aveva presentati lei, e come minimo ci chiedeva di chiamare il nostro primogenito come lei in segno di gratitudine. Era una battuta. Ma io e Andrea in quel momento abbiamo preso una tacita decisione...

Lo scorso Novembre abbiamo scoperto con gioia di aspettare un bambino, e con acora più entusiasmo abbiamo saputo che si trattava di una femmina. Ero felicissima, e lo ero ancora di più perchè portavo avanti la gravidanza insieme a mia sorella, e questo sembrava averci riavvicinate, dopo anni in cui sembrava non avessimo nulla da dirci.

Questo fino al suo parto. Una bambina anche lei.

Entrata nella sua stanza mi ha guardata e con un sorrisino mi ha detto "Sono stata un po' biricchina, lo so che ti ho fatto un dispetto, ma quel nome mi piaceva troppo, vero che mi perdoni?"

La bastarda maledetta ha chiamata sua figlia Greta. Sapeva benissimo del profondo significato e dell'importanza che per me e Andrea aveva quel nome. Lo sapeva!!! Ho trascorso anni a dire e ridire che se avessi avuto una bambina l'avrei chiamata Greta!! Io e Andrea, quando nostra figlia ci avesse chiesto perchè avessimo scelto quel nome per lei, volevamo raccontarle del valore assoluto dell amicizia, dell amore che trascende la lontanaza, della nostra giovinezza, di come ci siamo innamorati e di Greta. Volevamo dirle di essere fiera del suo nome. 

Sono rimasta sconvolta. Ed ero furiosa, distrutta, annullata. Perchè in quel momento per me era la fine del mondo, e solo una donna che è statsa all ottavo mese di gravidanza può immaginare di cosa sto parlando e di cosa stessi passando.. ormoni e rabbia cieca non sono un buon connubio.

Lei vedendo che ero sconvolta e furiosa ha provato a spiegarsi a giustificarsi, e quando le ho detto che era una stronza senza cuore e che per questa sua cattiveria gratuita non l avrei mai perdonata, ha risposto che siamo sorelle e non potevo non passarci sopra prima o poi. Ma mia sorella è morta di cancro e si chiamava Greta, quella donna di fronte a me non sapevo chi fosse. 

Da allora non voglio avere a che fare con lei. Inaspettatamente mio padre si è schierato dall mia parte. Anche lui ha perso un amico vero. Sa cosa voleva dire per me quel nome. So che tutti gli altri pensano che sono esagerata, ma mi ha spezzato il cuore su una cosa che sapeva essere importantissima per me. L ha fatto per fare una cattiveria, perchè è sempre stata un iperbolica stronza malefica. Ed è sempre stata gelosa del fatto che io abbia creato legami veri e profondi mentre lei non ci è mai riuscita... del resto come poteva essere possibile con quel suo carettere da vipera?!!

Anche Andrea era furioso ma cercava di calmarmi per la salute della nostra piccola. Ormai non potevamo chiamare la bambina con lo stesso nome di sua cugina. Non potevamo trasformare una cosa tanto importante e sentita in una barzelletta... 

 Poi è nata nostra figlia, e il mondo è tornato ad essere un posto meraviglioso. Darla alla luce, guardarla, stringerla... non si può descrivere la sensazione di completezza e gioia assoluta che ho provato in quel momento.  

L'abbiamo chiamata ZOE. Perchè Zoe significa VITA, e lei è questo per noi. 

 E quando un giorno ci chiederà perchè l abbiamo chiamata così, le racconteremo tutto quello che volevamo raccontarle, e le diremo che una donna eccezionale ha insegnato alla sua mamma e al suo papà che il più grande dono che si possa ricevere è la vita.

Grazie per avermi dato la possibiltà di sfogarmi.

E ciao Greta, ci manchi. 

Mar

13

Ott

2015

Sbaglio

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Vorrei andare via con te in un posto lontano ma tu e i tuoi complessi sono la mia tortura, non ho più pazienza dei tuoi sorrisi falsi e delle attenzioni che cerchi e che non posso darti per via del mio lavoro, del cazzo.

Mi accorgo che mi scappi ogni giorno sempre più, ci lasceremo e di noi resterà solo una vecchia foto sorridente e falsa come te. 

Tags: dolore

Dom

11

Ott

2015

La Possibilità Di Dire Addio

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Salve, è la prima volta che scrivo, e non so bene da dove cominciare... direi che sono incazzata con la vita, e penso di averne delle buone ragioni.

A 7 anni ho perso mia madre e mio padre in un incidente stradale. Un ubriaco ha invaso la carreggiata opposta e ha colpito in pieno la nostra auto. Non ricordo niente dell'incidente, solo quando mi sono svegliata mamma e papà non erano accanto a me, e non lo sarebbero mai più stati. No ho avuto nemmeno la possibilità di dire loro addio.  

Mi hanno affidata per un anno a mia nonna, la madre di mio padre, che era depressa per la morte di suo figlio, e non mi vedeva, non mi sentiva. Dopo che ha tentato di suicidarsi i servizi sociali mi hanno presa in custodia perchè non era sicuro per me stare con una persona instabile.Sono rimasta cinque mesi in una casa famiglia, e chiunque vi dica che sono rifugi mente. E' stato il periodo più desolante della mia esistenza. Non parlavo, non mangiavo, non esistevo, e nessuno ha mosso un dito. C'erano altri parenti, ma nessuno volava una bambina rotta, incattivita e affetta da un apparente mutismo selettivo. Non mi voleva nessuno. La mia famiglia, il sangue del mio sangue non mi voleva... ed impazzivo al pensiero che i miei genitori vedesse la vita che stavo vivendo. Allo scadere del quinto mese, mio zio, il fratello di mia madre ha ottenuto la mia custodia. Ha dovuto lottare tanto per averla. Aveva 25 anni, ha lasciato l'università, trovato un lavoro, preso un appartamento minuscolo e dimostrato che poteva prendersi cura di me. Lui voleva prendersi cura di me. Eravamo tutto quello che restava della nostra famiglia. Mio nonno è sparito a metà degli anni ottanta e mia nonna ha avuto un ianaurisma l'anno prima del nostro incidente. Ricordo che quando è venuto a prendermi mi ha detto "Farò un numero infinito di errori con te, ma non smetterò mai di fare tutto il possibile per resnderti di nuovo felice".

E' stato un grande. Mi ha cresciuta come se fossi sua figlia, ha accantonato la sua intera esistenza per me, e mi ha voluto bene come non credevo fosse possile. A 13 anni gli ho chiesto se potevo chiamarlo "papà", perchè lui mi ha insegnato come si fanno le divisioni con la virgola, come usare il computer, come cucinare senza far espldere il micronde; era con me quando avevo gli incubi, quando in certe giornate mamma e papà mi mancavano così tanto da non riuscire nemmeno a respirare, e c'era anche quando ho riso per la prima volta da quando erano morti, si è fatto in quattro, anzi in otto e in sedici, per prendermi un vestito per la comunione (lui lo trovava scialbo e bruttino, ma che giuro che per me era bellissimo) e queste non sono cose che farebbe chiunque, le farebbe un padre. Abbiamo pianto con un oretta buona, poi siamo usciti a prenderci un gelato e ho cominciato a chiamarlo "papà". 

Sono stata una brava studentessa. Sono uscita dallo scientifico con 97 e nessun grillo per la testa. L'amore non è mai stata un'opzione della mia vita. Sono uscita con un compagno di scuola per quasi un anno, ma trovava la mia difficoltà di sorridere, di lasciarmi andare a "scanci romantici come tutte ragazzi normali" molto fastidiosa. Ed io trovao che lui fosse un coglione, quindi la prima storia è finita con un "Vaffanculo" e un applauso di una bidella che aveva ascoltato la mia arringa di chiusura della storia. Un bel momento tutto sommato. Sono andata all'unversità. Papà ci teneva tantissimo. E mi sono applicata al 110% per soddisfare le sue aspettative... nel frattempo mi sono presa un infatuazione per l assistente, giovane e bello, della professoressa di econimia. Siamo usciti insieme per due anni, ma sua madre mi odiava, perchè, a quanto pare non ero all'altezza della loro famiglia. E alla fine non mi amava abbastanza per scegliere me, o per difendermi, o per qualsiasi altra cosa avrebbe potuto dire o fare, e semplicemente è finita così. Io sono uscita dalla sua vita e lui non ha fatto nulla per impedire che accadesse. Ma mi sono laureata comunque, nonostante passassi più tempo a maledire lui che a studiare. Sono diventata dottoressa in economia e commercio con 98. Un punto in più della maturità, ma un risultato apprezzabile. Papà ha pianto quando abbiamo appeso l attestato di laurea in salotto. 

Per il ventesimo anniversario della scomparsa dei miei ho voluto fare un regalo a Papà, sono andata a vivere per conto mio. Avevo un lavoro, potevo mantenermi ed era arrivato il momento di restuirgli la sua vita, anche se non basterebbero mille anni per contraccambiare anche solo la metà di ciò che lui ha fatto per me. Non è stato molto felice all'inizio, ma suggerirgli di chiedere alla sua compgna da tanti anni di andare finalmente a vivere insieme gli è sempbrata una buona idea.

Io ho conoscito una persona, il veterinario del mio micio, e quando ormai credevo che fosse impossibile, mi sono innamorata come non mi era mai successo prima nella vita. E siccome ho imparato sulla mia pella che felicità dura solo un battito di ali, ho afferrato questo amore con tutta me stessa, e in due anni, mi sono sposata e ho avuto una bambina. La mia vita era perfetta.

Ma niente dura per sempre.

Papà e la sua compgna hanno avuto un bambino due mesi prima che io avessi la mia. Papà rideva perchè diveva di essere stato un padre troppo giovane ed ora un padre troppo vecchio. Era felice, e lo ero anche io. Dopo una vita da soli noi due avevamo di nuovo una famiglia che riempisse i nostri giorni. 

Papà è morto due settimane fa. Un infarto. Aveva 52 anni e si chiamava Flavio.

Non mi do pace. E sono di nuovo così immensamente arrabbiata col mondo, con Dio, di cui continuo a dubitare dell'esistenza. Sono così arrabbiata con me stessa perchè io l ho avuto accanto come un padre per tanti anni, e suo figlio crescerà senza di lui. Mi sembra impossibile che non ci sia più.  Di nuovo non ho potuto dire addio a una persona che amavo. Di nuovo la vita mi ha strappato via qualcuno da un secondo all'altro. Mio marito mi aiuta e mi ama tanto, e mia figlia è la luce delle mie giornate, ed io ho così paura di poter perdere anche loro, e anche che loro perdano me. E vorrei piangere, urlare, spaccare tutto, perchè è da quando ho 7 anni che mi chiedo perchè ... perchè si devono perdere coloro che amiamo, che vita è la vita senza di loro?

Grazie per aver accolto il mio sfogo. Spero di non aver intristito nessuno con le mie parole.

Tags: rabbia, dolore

Lun

21

Set

2015

Sono sola

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Salve a tutti, sono una ragazza di 18 anni e sono completamente sola. Il mio ragazzo (o meglio dire, ex) non mi parla da più di una settimana per un suo errore, non ho nessuna amica con cui parlare o uscire, la mia famiglia non si interessa dei miei problemi. Passo le mie giornate a letto a leggere e cose del genere. Piango sempre e non ho nessuno con cui sfogarmi o qualcuno a cui interessa di me. Mi sento inutile e non amata :(

Mer

29

Lug

2015

Affinchè certe cose non tornino più.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Ultimamente le cose sono cambiate, anzi, io sono cambiato in un modo mostruoso. Mi guardo allo specchio della mia anima e non mi riconosco più perchè mi rendo conto che io e quello che ero non corrispondono più. Non so se sia un bene, non so se sia un male so solo che tutto questo mi ricorda un enorme scalata verso una montagna ancor più ripida. Mi fermo a pensare e spesso tornano vecchie voci del passato, situazioni, volti, sgarbatissime sensazioni e quanto sento dentro di me come malefico. Lo so, questa forma di italiano non è delle migliori ma non importa, sto scrivendo a mente libera, così come facevano i pittori dell'ottocento. Vorrei dire a tutti quanti mi hanno conosciuto nella mia infanzia, addio, mi spiace ma non ho più posto per voi. Vorrei dire la stessa cosa a chi mi ha conosciuto nella mia adolescenza, verso i 23 anni o giù di lì. E poi, ancora, ancora ed ancora fino a ieri. Non ce la faccio più, non ce la faccio più a sopportarvi nei miei ricordi. Non vi voglio. Non voglio mio padre con le sue urla da gibbone e la sua violenza da cane feroce. Non voglio mia madre ed i suoi sussulti e lo sguardo acido di chi si è fatto una pera e sta per ucciderti. Fanculo, fanculo. Fanculo. Fanculo mia madre, fanculo mio padre. Vi odio, vi odio, vi odio con tutto me stesso per quello che mi avete fatto. Si, vi voglio anche bene ma questo odio fa così male che devo per forza allontanarmi da voi. Non vi sopporto neanche oggi. Non sopporto il vostro alito, il vostro puzzo, voglio che andiate via, ora, dalla mia vita. Adesso. Voi, con la vostra vita del cazzo, lontani. Ed io, con la mia vita del cazzo. Lontanissimo. Mi chiedono perchè voglio emigrare. Voglio emigrare, andare via per non vedervi mai più. Non voglio più vedervi, siete come carne che scotta tra le mie mani e che voglio sputare via. Non vi sopporto. Vi odio. Vi odio. Vi odio. Vi odio con tutto me stesso. Perchè siete stati i primi ad insegnarmi cosa è l'odio e cosa è l'amore, cosa è il tradimento e quanto ve ne siete sbattuti i coglioni di me. Non so che devo fare. Non so cosa dirvi. Desidero solo starvi lontano. Lontano. Lontano. Addio. Naturalmente non voglio che accada nulla, anzi, che vivano nel modo migliore e senza intoppi. Però, l'unica cosa che so è che devo stare alla larga da loro. Alla larga da loro così come dai miei parenti. Così come da mia zia R. e la sua cazzo di lingua biforcuta del cazzo, sempre a sospirare e lanciare grane agli altri. Ma chi ti conosce? Perchè sei sempre intorno a me e la mia famiglia col tuo giudizio del cazzo e la tua aria da stronza che sa tutto ma che alla fine non sa niente? Vattene via. Non ti voglio più vedere. Vattene. Anzi. Sai che faccio? Me ne vado via io così puoi mandare a fanculo tuo figlio sditalinandoti con tutta la tua foga da madre assassina psicotica del cazzo. Ti odio, ti ho sempre odiata, ti odio, con tutto me stesso. Il tuo sguardo bianco, l'espressione da chi non sa cosa dire e che eppure parla. *****, *****, che donna di merda che sei. Vattene via dalla mia testa, dai miei ricordi. Vattene e non tornare mai più, tra te e me, non c'è niente. Solo un mucchio di tagli di giornale dove tu mi prendi a calci in culo con tuo marito, divertendovi alla grande, sfogandovi su di me e senza mai comprendermi. Abbandonandomi nelle mani del vostro giudizio, che era tutto fuorchè imparaziale. Non sai niente di me, non hai mai saputo niente, hai solo saputo giudicare. Stronza bigotta, che ti crolli la casa sopra la testa e ti permetta di accorgerti di sapere che diavolo è la disperazione che abbiamo passato io, mia madre e mio padre. Dove eri quando mi hanno stuprato, puttana? Dove eri quando i miei divorziarono dopo anni di pestaggi? Quando mi facevano del male? Dove eri? Ah sì, eri lì, in un angolo a dire che era giusto strappare un bambino dalla sua vita e riempirlo di calci sino a farlo scoppiare. Vecchia puttana idrofoba. Vattene via, non voglio più vederti. Anzi, me ne vado via io e non torno più in questa città maledetta. Così non vedo te, tuo marito, la tua puttana che dice sempre sì odiandoti, tua figlia e tuo figlio, che, grazie a Dio è andato ad impiccarsi a Londra per non tornare mai più. Ah, te lo dico chiaramente. Tuo figlio non diverrà mai ricco, ma anzi, sarà un poveraccio morto di fame buono a nulla, che verrà preso a calci in culo da centinaia di persone finchè non tornerà qui in puglia a mani vuote, ad elemosinarti merda che tu non gli saprai dare. E sai perchè? Perchè non sei una buona madre. Ma solo una spilorcia, morta di fame e buona a nulla. Fanculo a mia cugina, col suo sguardo impallato di chi è convinto di essere una rock star, C. mi spiace ma non farai mai successo se non imparerai a fare grossi, grandi, grandissimi ed approfonditi pompini a qualsiasi magante di un industria discrografica, sei una parrucchiera e rimarrai una parrucchiera. Non hai gusto musicale, non hai orecchio. Non hai un cazzo... quindi... dove diavolo vuoi andare? A fare le serenate da 4 soldi che non ti portano a nulla? Ti auguro ogni bene. Ma non vedo niente nel tuo futuro se non quattro chiacchiere ed una vita da squattrinata buona a nulla. E a quelle persone che non vedo più. Dio mio, solo pensarci mi fa vomitare l'idea di aver passato anche 5 secondi della mia vita con voi. Parlo di te, B e la tua aria da frocetto, lo so, lo so, eri solo un bambino ed i bambini non si devono odiare. Ma cristo, non ho mai visto un bambino così ****, così idiota, viziato e morto di fame. Mi ricordo le cose che facevi, le stronzate da puttanella in calore, quando sviolinavi con i professori arrivando ai limiti dell'immaginabile. Ti auguro ora, a 30 anni di farti male, di andartene a fanculo e sparire per sempre dalla mia vita. Non ti voglio più vedere, immaginare e ricordare. Voglio chiudere una porta in faccia a te e la tua famiglia di assassini e ladri. Andatevene a fanculo, figli di puttana morti di fame, voi e la vostra agiatezza di chi ha sempre rubato il pane agli altri. Tuo fratello, poi, non ne parliamo. Devo ricordarti che persona è? Occhi piccoli, aria da bullo ... tipico stronzo che viene sparato e che finisce in una buca perchè convinto di essere più grosso del normale. E tu, A? O E? O S? Testimoni di Geova. Ho detto tutto. Il vostro destino è il classico destino di chi non uscirà mai più da una setta. Non combinerete un cazzo nella vostra vita e, grazie a Dio, non vi vedrò MAI PIU'. Così come non vedrò mai più i bulli, i figli di puttana che mi tormentavano alle elementari. Branco di incapaci che non sapevate nè leggere nè scrivere. Dove cazzo credete di arrivare? Rimarrete sempre alla merce di qualcuno più forte di voi, ed ora, sarete voi a succhiare merda dal culo di qualcuno di più grosso. Come la mettiamo con i vostri figli fatti a dodici anni? E la vostra stupida esistenza? Dio vi ha disegnati per essere cancellati e dimenticati. Discorso a parte per G. Si, ok, avevi tutti i problemi di questo mondo, forse come gli altri e tua madre. Ma dio mio. Sei una carogna. Lo eri e lo sarai per sempre. Oh... ti è venuta la piaga al culo? Peggio ti deve capitare. Così impari che significa soffrire veramente ed è magari, la volta buona che dio ti spazzi via dalla terra. Chi altro manca a questo inno dell'odio? Ah, sì. I famigliari di mio padre. ... Grazie a dio, vivo lontano da voi e non vi vedrò mai più. Siete e sarete sempre delle merde assassine. Non diverrò mai come voi. MAI. Perchè io ho un cervello. Voi NO. Morite rintanati nella vostra isola di disperazione. Imbranati ignoranti. Zio... schiantati con quella tua auto di lusso. Faresti un favore a tutti. Ah.. e non tornare dopo la morte. Perchè alla fine, scopriresti quanto la gente ti odia anche se credi di essere ammirato e rispettato. NESSUNO, ti rispetta. Neanche tua madre nella tomba. Chi manca? Ah, sì. Fanculo ai prof e tutte quelle persone che mi hanno cresciuto. Grazie per i vostri giudizi inutili e la vostra totale mancanza di impegno lavorativo e ben minima conoscenza verso ciò che può essere considerato un individuo in fase di crescita. Non mi avete insegnato nulla. Solo ad odiarvi. E sapete perchè? Perchè un vero insegnante si fa amare con la sua bravura, voi, invece siete riusciti a diventare solo delle larve che ora spalo via dalla mia mente. Me ne libero e a cui poi do fuoco senza tirare fuori neanche un sospiro di pietà. Sparite. Sparite per sempre. Sparite dalla faccia della terra, sparite dalla faccia del mondo, sparite dalla mia mente e dai miei ricordi. Non voglio più vedervi, così non voglio vedere, per ultimo, quel figlio di puttana del mio stupratore. Pedofilo di merda. Che dio ti maledica. Che dio ti spazzi via dalla faccia della terra a fulmini e saette. Devi soffrire, devi essere preso dalla polizia e pestato, pestato e pestato per giorni e nessuno avrà pietà per te. Ah, ti hanno già ucciso e sparato? Bene. Allora cago nella tua tomba e ci piazzo due tonnellate di cemento armato, su, così nessuno ti ricorderà più. Perchè non meriti nulla. Sparisci e lasciati cancellare. Addio.

 

Ne ho approfittato per mandarvi a cagare, tutti quanti perchè io sto andando via. Nuova vita, nuova casa, nuova ragazza. Adios, amigos. Ah... che scemo. Voi non siete mai stati miei amici. Ma solo un ammasso di carne da bruciare.

Pagine che spariranno dal libro della vita.

 

 

 

Ps. Alle mie ex. Non vi odio. Anzi, forse sì. Non meritate una scarica di merda. Ma solo di essere dimenticate nel bianco di un vuoto che mi rende capace di ignorarvi per sempre. Addio stronze. Cosa posso dirvi altro? Ah, sì. Non siete mai state buone a nulla... Fottetevi. Anzi, fatevi fottere da qualche imbecille di passaggio, così mi rimpiangerete per sempre, così come già so che state facendo. Il vostro senso di colpa, vi deve esplodere nel culo, puttane.

Puttane everywhere.

 

Io e la mia nuova ragazza vi diciamo, ciao ciao. Addio. E vi seppelliamo. Nel dimenticatoio.

 

Pps. M, non mi sono dimenticato di te. Anzi, sì, piccola faccetta nera di frociaggine metallara. Cosa posso dirti se non... continua a drogarti, amico mio, così quando morirai con una siringa di eroina nelle vene vedrai quanto sarà bello, per me, pisciare sulla tua tomba! Oh.. ah... ti ho lasciato all'ultimo perchè.. TU, PER ME. NON ESISTI. addio.

Gio

02

Lug

2015

Sentirsi in torto anche quando si ha ragione, e per giunta starci male

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Prologo Non lo so, sarà che son fatto male io, oppure che sto attraversando un periodo da schifo che mi ha reso ipersensibile (piu di quanto non lo sia già di mio), sarà che ormai tutto mi appare ostile, sarà che alla mia ormai veneranda età sto finalmente iniziando un percorso di autocoscienza che altri magari hanno già terminato in fase adolescenziale.

Fatto sta che ho di recente notato un aspetto antipaticissimo del mio carattere, che rende la vita quotidiana molto più complicato di quello che dovrebbe essere.

Il fatto. Una persona che conosco e con la quale sono in confidenza (diciamo pure con la quale ho un rapporto di amicizia - non stretta però) si è rivolta a me in maniera maleducata. Al che le ho fatto notare che poteva anche utilizzare toni  più educati. Mi ha risposto che non intendeva essere scortese (e qui ci siamo) ma ha aggiunto, vistosamente risentita, che data la mia reazione (peraltro pacata) d'ora in avanti avrebbe mantenuto un atteggiamento più formale (in breve ha fatto l'offesa).

Conclusione. Io so di aver ragione, insomma il suo modo di fare è stato oggettivamente maleducato (intendiamoci non che mi abbia insultato o cose simili solo che poteva utilizzare un minimo di gentilezza), so di aver fatto bene ad evidenziare che i modi utilizzati mi hanno infastidito. Ciò nonostante la sua reazione mi ha fatto sentire in colpa. E ci sto male. E tutto questo non ha senso.E questo mi fa stare ancor più male.

 Ora, credo che la situazione si risolverà da se, un po di distanza gli animi si acquietano e poi si torna alla normalità (almeno spero) ma non lo so, non credo sia una reazione "normale" la mia. Forse sarebbe stato meglio avessi taciuto?!

 

Gio

14

Mag

2015

dolore

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sto male, mi sento un mano che mi sta scavando nello stomaco; sono senza forze, sento che devo svenire, sento che devo vomitare, devo piangere, voglio sparire, voglio morire.

Mi hai lasciato così facilmente, senza motivo; come al solito non riesco a capire, quelle belle parole fino a ieri come possono legarsi all'oggi? le mie possono, le tue no!

Un peso, un'altro peso che mi preme il petto, ormai non respiro più. 

E lo dicevo io che mi sento come un fiore che la gente coglie, se lo prende con se, e poi si stanca e lo getta via.

Dicevo io che la gente deve starmi lontano; invece no, non lo fa; capisce, ma non lo fa. 

Meglio l'apatia e la castità, meglio di tutto. 

Non credo più a niente ormai.

Non ne vale la pena continuare e soppravvivere ancora al dolore. 

Basta!