Gio

09

Nov

2017

Maldestramente

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Avrei davvero voluto fosse una situazione differente, un altro contesto, lo sfondo di queste parole. Queste parole che ho cercato, che ho escluso, analizzato, legato, cancellato ancora e ancora e che ora lascio andare, anche se non sono pronte, anche se insicure e lontane dall'ideale che sempre rinasce da quella maledetta speranza che la realtà possa essere migliore di com'è, che possa plasmarla a mio piacimento finché non assuma la forma della mia volontà. Mi contraddico -come vedi- sbaglio; e tu me lo faresti notare con quella esattezza che porti attaccata con gran disinvoltura, come fosse qualcosa come un'altra, se soltanto sapessi che sono io, qui, a mettere insieme per te parole goffe che altri -estranei e distanti- leggeranno, ché se questo sentimento non può andare verso di te allora lo indirizzerò tutt'intorno, perché non merita di non essere guardato, anche solo un istante, come quando si noti un particolare con la coda di un occhio. Allora sorrideresti se lo sapessi, proveresti tenerezza per questa immaturità? 

Di questi pochi anni ne ho già buttati via troppi, ci vuole dedizione per risultati di tal genere. Non mi conosci, non lo puoi sapere in quanti posti ho cercato per trovare un motivo da tenere stretto con le dita, da non perdere camminando in un marciapieda di fretta. Quando sono rimasta sola è in me che ho cercato, ma ho avuto paura quando non ho trovato nulla e ho fatto un passo indietro. Continuo a vivere distante da quella volta, ma non stavo cercando qualcosa quando ti ho trovato e ho scoperto che non ti potevo toccare, non potevo e non volevo tenerti stretto con le dita. Però mi sono avvicinata guardandoti da lontano con una lente, non ho badato se fosse scheggiata. Non ero di carne ma di fango e ti avrei sporcato il vestito nuovo con la cravatta e mi avresti pulita via. 

Quanto lavoro e fatica a metà strada tra te e il mio fango per pulirmi il viso, come in una transizione a prepararmi con cura per poter essere presentata e sentire parlare i tuoi occhi "con dei colori così vivaci lei è così pulita, vorrei averla con me a mettere ordine nella mia vita" e guardarti inclinare legermente la testa. Quanto sarei stata fiera di me stessa se tu mi avessi amata. Avrei potuto dimenticare? Non ho potuto fare a meno di chiedermelo "posso costruire anche io, da me, qualcosa di splendido?". Ma se leggessi ora ricorderesti "questa persona io non so chi sia", infatti; non mi sono mai presentata e la ragione è facile,non ci sono riuscita a farmi migliore di come ero e di come sono, non sono presentabile così portata verso il basso e questo è il motivo per cui tu non ti sei innamorato di me come io ti amo.

Ma non riesco più ad essere triste finché ti amo, e vorrei abbraciarti per dire grazie! -solo questo- e non infastidirti più. La sola cosa che mi sembra di aver imparato davvero è che i sentimenti più belli vanno taciuti per proteggerli dalla guerra costante degli altri, così si mantengono. Io non lo so se sono d'accordo. Vorrei che, se pure non ricambiato, questo sentimento fosse almeno condiviso ed usato e che servisse ad accertarmi che tu sappia -come lo so io- quanto bene e quanto valore possiedi, e che proprio da te ha scoperto davvero per la prima "l'esser felice" chi non ci credeva più, perché tu ci sei; chi era stata accusata, fatta scomparire e poi data per scomparsa non è mai stata più presente nella vita come quando ha iniziato ad amarti. 

16 commenti

ché se questo sentimento non può andare verso di te allora lo indirizzerò tutt'intorno, perché non merita di non essere guardato, anche solo un istante, come quando si noti un particolare con la coda di un occhio

Ecco il miracolo di questo sito. Nato, ne sono certo, come cazzeggio, senza particolari ambizioni, che esibisce una grafica e un user experience che potremmo definire... 'vintage'. Insomma una specie di bettola infognata nei bassifondi del web, dove la gente viene a vomitare e scatarrare tutte le proprie frustrazioni e poi....

E poi, senza nessun preavviso, ti trovi di fronte ad una sorta di reincarnazione di Emily Dickinson, la poetessa universalmente riconosciuta come forse la più grande di tutti i tempi... uno spirito vitale che trasudava erotismo e sensualità senza mai essere uscita dalla propria stanza, senza mai aver sfondato quello che lei chiamava il proprio cancello di carne. 

Ed ecco un testo che in modo beffardo viene intitolato Madestramente. Un testo dove ogni singolo lemma ogni proposizione è studiata nei minimi dettagli in un equilibrio funzionale e semantico stupefacente. E tutto questo riguarda solo una ragazzina che si è innamorata di qualcuno senz aaver mai avuto il coraggio di dirlo. E tutto viene fuori ad ogni rilettura. Ogni volta una pennellata di colore un tratto di penna che deifniscono un quadro solo apparentemente confuso e indistinto. Chi sei anonima? Ti prego vieni qui tra noi. Direi che il nick di Emily ti starebbe a meraviglia

Avatar di ColeridgeColeridge alle 19:25 del 10-11-2017

Bella lì... In questo pomeriggio passato, nelle pause tecniche del mio lavoro, a scrivere amenità di vario genere su questo sito, avevo bellamente snobbato questo sfogo... L'incipit, letto così superficialmente, non mi aveva attirato.

Ma grazie al caro Coleridge e al suo commento, mi sono applicato e l'ho letto per benino. 

Che dire?

Nulla più di quanto abbia già scritto Coleridge: pura poesia. 

Avatar di SoldatojokerSoldatojoker alle 19:50 del 10-11-2017
Mi sembra di capire..

che lui non ti abbia apprezzata...forse dovrebbe leggere questo tuo sfogo, sfogo è riduttivo e anche definirlo lettera d'amore sembra stonato..è qualcosa di più, un viaggio all'interno di se stessi, sempre però con gli occhi fissi nei suoi..Sei stata molto brava e il mio cuore un po' tenero si è sciolto. io non sono brava come te, anche se ogni tanto cedo alla tentazione di scrivere poesie..Resta con questi amici se ti va, questo sito è come un animo dai mille volti, una personalità ''multipla'' e c'è tanto bisogno di sognare un po', di volare alti sulle ali di note armoniose, delicate, femminili..E' bello osservare che gli uomini, superficialmente giudicati ''materiali''( io so poi che non lo sono, la maggioranza finge, è una loro difesa..)hanno invece colto questa tua poesia e si sono lasciati catturare dalla magia delle parole..Le parole sono terapeutiche quando scendono in profondità e ci spalancano orizzonti nuovi dove l'amore è semplice nella sua complessità..GRAZIE DA UN'AMICA CHE TI AMMIRA e vorrebbe imparare questa arte sublime che appartiene a pochi e ne fa dei veri maestri/e...Un caro abbraccio e tanta felicità! ( se la felicità può toccare animi sensibili e fragili come il tuo o il mio..speriamo..)

Avatar di AnonimoAnonimo alle 20:39 del 10-11-2017

Intanto ho messo un bel 7 a questo sfogo. Ho riletto ancora e sono stregato dallo sfoggio di stile di questa giovane amica, mi viene voglia di fare un'analisi sintattica e retorica frase per frase. Ci sono chicche ovunque. Già nella sola frase che ho citato, quella delisziosa doppia negazione il sentimento che non merita di non essere guardato, e subito dopo con la coda di un occhio, una lectio difficilior rispetto al banale articolo determinativo che rafforza ulteriormente il senso di fugacità e volatilità dello sguardo... bravissima, veramente bravissima

Avatar di ColeridgeColeridge alle 00:07 del 11-11-2017

Vi ringrazio sinceramente per gli apprezzamenti. Non speravo di riuscire e che lo scritto arrivasse così, vi ho letti con piacere. Mi mancano la pazienza e la costanza per seguire assiduamente un sito, e d'altra parte non scrivo abitualmente. Soprattutto poesie. Anzi, posso dire in tutta onestà di aver collezionato fin'ora solo due piccoli brani, di due o tre righe e, se lo vogliamo contare, questo testo che leggete ora e che è nato accidentalmente da una notte piatta; da un principio di sfogo è divenuto una vera e propria ricerca. Ma scrivere di più non mi spiacerebbe, nonostante le difficoltà, e i vostri commenti mi incoraggiano -ho sempre avuto un certo timore a farmi leggere, come del resto hanno tutti, soprattutto a rileggermi, perdo di motivazione concentrandomi sugli errori e sui punti deboli del brano, che è esattamente il contrario di quel che si fa leggendo passi altrui, esaltandone piuttosto i momenti di maggiore forza. Ho la tentazione di correggerlo ma anche la preoccupazione di sciupare un momento di sentimento immediato con ritocchi e piccoli accorgimenti a posteriori che rischiano di imbellire la forma sacrificandone l'autenticità dei contenuti. È sempre una questione difficile questa, a mio parere. Ma c'è da aggiungere che pecco di pigrizia, forse scriverò ancora tra mesi interi. 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 00:49 del 11-11-2017
amichetta

Anonima che rispondi...se hai bisogno di maestri in letteratura e affini mi propongo. Mi vorrei proporre alla sfogante ma la percepisco già molto imparata( con te mi butto sull' acerbo).se invece tu rosichi un pochino(scusa eh:-) e vuoi partecipare al concorso dello "Sfoghino d oro" fatti sotto ,forza,zero timidezza, rispondi!

Avatar di AnonimoAnonimo alle 13:33 del 11-11-2017
anonima 20.39

Perdona la mia invadenza di prima. Ho cmq l'impressione che tu abbia bisogno di sfogarti e lo fai all'interno di sfoghi che te ne danno la possibilità. Cammina con le tue gambe. Quanti anni hai? 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 13:50 del 11-11-2017
x Anonimo 13.50

guarda lo sfogo è di un'altra, parla con lei. l'età conta e non conta. se ti dico che ho 17 anni cosa mi dici tu? Quanti anni ti dai? ti fai ventenne?

E se invece ti dico che ne ho 50? diventi cinquantenne? Quando avrò bisogno di sfogarmi davvero lo farò, ma tu lasciami in pace , ok? 

PACE! 

Avatar di AnonimoAnonimo alle 18:52 del 12-11-2017
perdo di motivazione concentrandomi sugli errori e sui punti deboli del brano

Cara autrice. Si vede che hai limato moltissimo e il risultato, credimi, è sorprendente.

Se posso darti un consiglio, approfitta della modalità di comunicazione di questo spazio. C'è un divario stilistico imbrazzante tra il tuo sfogo e quello che abitualmente postiamo qui, chi più chi meno. Spesso ci sono addirittura banali errori di ortografia, sintassi pochissimo sorvegliata, ripetizioni, ridondanze. Io ogni volta che mi rileggo trovo degli strafalcioni insopportabili.

Eppure come hai giustamente notato tu, c'è un rovescio positivo della medaglia. Si mantiene spontaneità e si impara a scrivere facendosi guidare più dall'istinto. Per limare c'è sempre tempo. Approfittane e torna a scrivere presto. Non so che formazione tu abbia e quali siano i tuoi obiettivi ma credimi se ti dico che hai stoffa per diventare un'autrice importante. Qui ti sei cimentata in un genere che potremmo definire epistolare. L'approccio e la cura quasi maniacale del linguaggio, la ricerca dell'effetto pittorico sono però un chiaro prestito dal linguaggio poetico. Sembra quindi che il tuo talento sia multiforme. 

Io ti leggerei ancora molto volentieri 

Avatar di ColeridgeColeridge alle 23:45 del 12-11-2017
Avrei davvero voluto fosse una situazione differente, un altro contesto, lo sfondo di queste parole. Queste parole che ho cercato, che ho escluso, analizzato, legato, cancellato ancora e ancora e che ora lascio andare, anche se non sono pronte, anche se i

Mi sono messo in testa di stanare questa fantastica autrice. Sì, stanare. Perché comunque sia questo rimane un sito di sfoghi e lei, di fatto, si è sfogata. Lo ha fatto celando e incapsualndo il suo languore alll'interno di un cofanetto d'avorio finemente intarsiato, volendo dissimularlo, volendo gridare qualcosa al mondo senza che il mondo facesse una piega. E io vorrei provare a disinnescare questo piccole e innocuo ordigino.

L'introduzione è una dichiarazione di intenti. Una metacomunicazione sulla necessità di voler comunicare. Una riflessione sulla propria indole perfezionista che si conclude con una dichiarazione disarmante per la sua carica profetica: l'intento di voler plasmare a picimento la realtà finché 'non assuma la forma della mia volontà'. E' un meccanismo dal quale nessuno può dirsi comopletamente esente. Purtroppo nelle sue declinazioni più parossisitiche si traduce, soprattutto all'interno di un coppia, in una deflagrazione della propria capacità di sintonizzarsi sulla realtà. Sì, era un riferimento alla mia situazione, se non si fosse capito.

Avatar di ColeridgeColeridge alle 00:04 del 15-11-2017

ops l'ha tagliato: lo ripropongo:

Avrei davvero voluto fosse una situazione differente, un altro contesto, lo sfondo di queste parole. Queste parole che ho cercato, che ho escluso, analizzato, legato, cancellato ancora e ancora e che ora lascio andare, anche se non sono pronte, anche se insicure e lontane dall'ideale che sempre rinasce da quella maledetta speranza che la realtà possa essere migliore di com'è, che possa plasmarla a mio piacimento finché non assuma la forma della mia volontà

 

Avatar di ColeridgeColeridge alle 00:06 del 15-11-2017

Mi contraddico -come vedi- sbaglio; e tu me lo faresti notare con quella esattezza che porti attaccata con gran disinvoltura, come fosse qualcosa come un'altra, se soltanto sapessi che sono io, qui, a mettere insieme per te parole goffe che altri -estranei e distanti- leggeranno, ché se questo sentimento non può andare verso di te allora lo indirizzerò tutt'intorno, perché non merita di non essere guardato, anche solo un istante, come quando si noti un particolare con la coda di un occhio. Allora sorrideresti se lo sapessi, proveresti tenerezza per questa immaturità?

Inizia la parte epistolare introdotta da un'ammissione di contraddizione, non così chiara nel testo (forse riferito ad altro non detto). L'oggetto del desiderio, che poi si scoprirà essere la persona amata, viene tratteggiata: "con quella esattezza che porti attaccata con gran disnvoltura" si dice. Un persona colta, precisa, ma non pedante (porti attaccata, scelta stilistica formidabile). come fosse qualcosa come un'altra: una varazione apparentemente sgarmmaticata. Una cosa come un'altra, si dice, ma qui c'è un gioco poetico e musicale incredibile, una sorta di modulazione a tonalità lontana, come fosse qualcosa, iniziava, e poteva prodìseguire com qualcosa di bello, di brutto e invece ecco l'epifania lessicale: come fosse qualcosa come un'altra. 

E poi l'immagine deliziosa che ho già commentato, se questo sentimento non posso manifestartelo lo indirizzerò tutto intorno, cioè a noi, a degli sconosciuti. Perché non merita di non essere guardato. E questo è un acuto stilistico che nemmeno Ritchie Blackmore, per restare nell'ambito rock. Mi inchino con il cappello fino alla punta delle scarpe

Avatar di ColeridgeColeridge alle 00:30 del 15-11-2017

Di questi pochi anni ne ho già buttati via troppi, ci vuole dedizione per risultati di tal genere. Non mi conosci, non lo puoi sapere in quanti posti ho cercato per trovare un motivo da tenere stretto con le dita, da non perdere camminando in un marciapieda di fretta. Quando sono rimasta sola è in me che ho cercato, ma ho avuto paura quando non ho trovato nulla e ho fatto un passo indietro.

Di questi pochi anni ne ho già buttati via troppi, e poi il commento sarcastico.

La parte finale ha una musicalità tale da poter essere esposta in versi

Quando sono rimasta sola
è in te che ho cercato
ma ho avuto paura quando non ho trovato
nulla e ho fatto un passo indietro

Avatar di ColeridgeColeridge alle 00:40 del 15-11-2017

Continuo a vivere distante da quella volta, ma non stavo cercando qualcosa quando ti ho trovato e ho scoperto che non ti potevo toccare, non potevo e non volevo tenerti stretto con le dita. Però mi sono avvicinata guardandoti da lontano con una lente, non ho badato se fosse scheggiata. Non ero di carne ma di fango e ti avrei sporcato il vestito nuovo con la cravatta e mi avresti pulita via.

E questo è il tema centrale. Il momento dell'incontro, della folgorazione: non stavo cercando qualcosa, dice, e ho scoperto che non ti potevo toccare. Sono incredulo: come può sapere tutto dell'amore una giovane donna che ancora non sa niente dell'amore?

E poi il momento più Dickinsoniano, di un erotismo maturo e adolescenziale allo stesso tempo, autenticamente viscerale che canta così:

What if I say I shall not wait?
What if I burst the fleshy gate
and pass, escaped, to thee?

E se dicessi che non aspetto più?
Se sfondassi il cancello di carne
ed evasa mi rifugiassi da te?

Non ero di carne ma di fango e ti avrei sporcato il vestito nuovo.

L'imporovviso sentirsi inadeguata, scoperta, indifesa, piccola e quasi sporca, per l'imporvvisa vergogna di sentrisi scoperta nel prorio desiderio. Ma anche una sorta di voluttà nel desiderio erotico profondo: divento fango rispetto a te

Avatar di ColeridgeColeridge alle 00:53 del 15-11-2017

Quanto lavoro e fatica a metà strada tra te e il mio fango per pulirmi il viso, come in una transizione a prepararmi con cura per poter essere presentata e sentire parlare i tuoi occhi "con dei colori così vivaci lei è così pulita, vorrei averla con me a mettere ordine nella mia vita" e guardarti inclinare legermente la testa. Quanto sarei stata fiera di me stessa se tu mi avessi amata. Avrei potuto dimenticare? Non ho potuto fare a meno di chiedermelo "posso costruire anche io, da me, qualcosa di splendido?". Ma se leggessi ora ricorderesti "questa persona io non so chi sia", infatti; non mi sono mai presentata e la ragione è facile,non ci sono riuscita a farmi migliore di come ero e di come sono, non sono presentabile così portata verso il basso e questo è il motivo per cui tu non ti sei innamorato di me come io ti amo.

E poi, come in un contesto onirico, le cose cambiano natura, da essere diventata fango torna ad essere donna che dal fango è solo toccata ma che faticosamente deve esser pulito per potersi nuovamente acconciare e presentarsi al cospetto della persona tanto desiderata in modo da poter suscutare dei desideri casti di amore duraturo che quasi fanno da contrato con il desiderio animalesco provato un attimo prima. E poi bruscamente la rinuncia a tutti sogni con un mesto rammarico "Quanto sarei stata fiera se mi avessi amata" una rinuncia nei confronti di una persona che non ha ma i detto di non amare e  che non sa di essere amato.

Faccio una parentesi mia cara amica poetessa. Nel mio lungo tragitto da casa e lavoro incontro sempre più o meno le stesse persone e ne incrocio gli sguardi avevndo talvolta la percezione che in un momento ci si sta reciprocamente domandando cosa potrei essere per questo sconosciuto. Se mai dovessi scoprire che qualcuna nascondesse per me un universo tanto ricco potrei restarne sopraffatto.

Non ci sono riuscita a farmi migliore di come ero. Farmi migliore, altra chicca, altro capolavoro. Ma tu non puoi saperlo, adesso parlo alla donna, non alla poetessa.

FIno alla rinuncia non sono presentabile così portata verso il basso e questo è il motivo per cui tu non ti sei innamorato di me come io ti amo.

Non sono presentabile così portata verso il basso. Quale basso? Bassa di statura? bassa moralmente? indegna? o semplicemente non all'altezza. fino all'inevitabile asimmetria di una persona che ama e che si sarebbe 'accontentata' di essere ricambiata con un banale innamoramento.

Avatar di ColeridgeColeridge alle 01:14 del 15-11-2017

Ma non riesco più ad essere triste finché ti amo, e vorrei abbraciarti per dire grazie! -solo questo- e non infastidirti più. La sola cosa che mi sembra di aver imparato davvero è che i sentimenti più belli vanno taciuti per proteggerli dalla guerra costante degli altri, così si mantengono. Io non lo so se sono d'accordo. Vorrei che, se pure non ricambiato, questo sentimento fosse almeno condiviso ed usato e che servisse ad accertarmi che tu sappia -come lo so io- quanto bene e quanto valore possiedi, e che proprio da te ha scoperto davvero per la prima "l'esser felice" chi non ci credeva più, perché tu ci sei; chi era stata accusata, fatta scomparire e poi data per scomparsa non è mai stata più presente nella vita come quando ha iniziato ad amarti.

E infine il rammarico di non essere ricambiata viene sostituito dalla felicità di provare una sensazione così esaltante. Una sensazione così bella da dover essere protetta e salvaguardata dalla sua manifestazione e forse finanche dalla sua realizzazione.

E' la più tipica delle consolazioni, mia cara poetessa. Benedetta la tua infelice felicitò se ti fa scrivere così bene. Ma la vita è bella anche da vivere, non solo da immaginare.

Beh ho tirato tardi, ma è stao più forte di me.

Buona notte 

Avatar di ColeridgeColeridge alle 01:20 del 15-11-2017

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