
Lun
21
Mar
2011
Venerdì
Vado ad una festa unicamente perchè c'è Lei.
Ci conosciamo poco (ciao-ciao e due chiacchiere ogni tanto), e vorrei tanto approcciarla.
Come posso fare?
Mi è stato suggerito di chiedere a lei per il regalo della festaggiata (che io a malapena conosco). Solo che non sono in uno stato di confidenza tale da poterlo fare, e non vorrei capisse che vengo solo per lei.
Consigli?
Mar
15
Mar
2011
Basta, basta, basta
Ma perchè??? Perchè porca puttana??
Perchè tutte le ragazze che mi interessano sono impegnate???
E una ci aveva il moroso storico e tira e molla e tira molla e tira e molla con tutti e alla fine me la sono presa nel culo
E l'altra ci ha il moroso lontano e su e già tricche ballacche, ma no non possiamo, anzi si possiamo, cazzo adesso mi sento in colpa, cazzo come farò a guardarmi allo specchio, cazzo cazzo cazzo alla fine è il mio di cazzo ha rimetterci
E poi questa, l'ultima (ma c'è dell'altro in mezzo, eh. solo che ho i coglioni troppo girati e se mi metto a ricordare mi sale il sangue al cervello), "è libera è libera vai vai"...oh, come comincio ad interessarmene io spunta fuori che si sente con uno stronzo di chissà dove. E questa è SFIGA, signori, perchè io a lei neanche mi sono presentato (ancora) e quindi non si può neanche invocare la tecnica del rifiuto preventivo, stavolta.
Sembra quasi che le scelga tutte con il lanterinino, in realtà non lo faccio apposta. succede e basta. Però mi sarei anche rotto le balotas
VAFFANCULO
Lun
14
Mar
2011
L'Uomo Senza Nome
L’Uomo Senza Nome sedeva, solo, al bancone del Titti Twister.
Nessuno si sognava di disturbarlo. Era un duro, Lui.
Una Leggenda.
La Leggenda.
O questo, almeno, era ciò che si raccontava.
Lo raccontava Lui stesso, invero, quando era abbastanza sbronzo da lasciarsi andare a polverosi amarcord della sua straordinaria esistenza.
A vederlo, aveva tutta l’aria di uno che ha passato la vita a fare a cazzotti con il mondo.
“Le poche volte che ci siamo incontrati, io ed il mondo, è finita male per entrambi”.
Non c’erano riferimenti temporali o spaziali, nelle sue storie. Tutto ciò che era accaduto stava accadendo ora per allora, qui per chissà dove.
Mai un nome, una descrizione. “Lui”, “Lei”, “Quella cosa che ha incrociato la mia lama”: questo era il massimo che concedeva alla sua occasionale platea di beoni. Sembrava quasi che i protagonisti delle sue epiche battaglie non fossero altro che ombre; ombre di una vita vissuta ad andamento lento, talvolta in retromarcia, nonostante una dichiarata e perenne lotta contro il tempo.
Ombre che il suo ego aveva bisogno di alimentare, ingigantire, trasfigurare in orribili démoni degni di essere da Lui affrontati e sconfitti. Infondo, ogni cavaliere ha il suo drago da sconfiggere.
Ma Lui non lo faceva per gli altri. Non andava in cerca di applausi, non gli interessava l’ammirazione di nessuno. Lo faceva per se stesso. Aveva bisogno di sentirsi il numero uno, per poter provare ad esserlo davvero. Come lo era stato un giorno (o per un giorno?) di tanto tempo fa.
Talvolta, quando ci dava dentro con il rum (“lascia quella bottiglia sul bancone se non vuoi che ti recida la carotide”), tra un borbottio razzista e l’altro (“Negri! Una volta per 40 cents potevi anche usarli come legna da ardere, adesso ti tocca pure mangiarci assieme” “Gialli! Un’epidemia. Per anni se la sono presa con i negri, i porci. Che diavolo avranno mai fatto i negri, dico io! Ed intanto i gialli si moltiplicavano come cavallette” ), si poteva udire un insolito lamento nel suo biascicare stentato; e le ombre d’un tratto si facevano reali, ed i draghi ed i démoni parevano assumere le sinuose curve di un amore perduto, o forse mai conquistato.
Quindi si alzava, si sistemava il nero cappotto di pelle, tirava fuori dalla tasca interna della giacca il più pregiato tra i sigari che poteva permettersi ed imboccava l’uscita sul retro; un uomo solo, che in quei momenti desiderava essere ancora più solo.
Nessuno hai mai saputo dove andasse. C’è chi giurava di averlo visto scuoiare coyote giù a sud, cinquanta-sessanta miglia lontano dal Twister. Altri se lo figuravano compiere empi rituali di sangue in nome di chissà quale divinità pagana; altri ancora asserivano rincorresse la notte, emissario di e della Morte.
Ovunque andasse, non ci restava per molto: due ore dopo, puntuale come un orologio, lo si vedeva tornare.
Entrava con passo pesante, testa bassa, mano destra sull’elsa della sua inseparabile katana. Senza degnare di uno sguardo nessuno dei presenti, andava a sedersi in un lercio tavolino monoposto che faceva angolo infondo a sinistra.
“Rum”, ordinava stancamente.
La scena era sempre la stessa: l’oste gli portava la bottiglia (pampero e solo pampero) al tavolo, lui faceva un cenno con la mano sinistra, questo si chinava e l’uomo senza nome bisbigliava qualcosa. L’oste annuiva, tornava dietro al bancone, ed attaccava uno di quei lenti da checche che in casi normali avrebbe scatenato l’inferno giù al Titti Twister. Ma era il “suo” lento, e nessuno aveva niente da ridire. Ho cercato a lungo quella melodia, senza successo.
Un malinconico brano senza nome, proprio come lui.
Dom
30
Mag
2010
Londra o non Londra?
Dall'11 al 13 giugno si terrà a Londra un manifestazione in cui sarà presente buona parte del cast del mio show televisivo preferito, tra cui la mia attrice preferita. E' un'occasione irripetibile anche perchè, quasi certamente, il prossimo anno la serie chiuderà i battenti.
Mi piacerebbe molto andarci, ma è complicato. Il costo è sui 500 euro (contando biglietti aerei, stanza, biglietto d'ingresso, cibo ecc)...potrei tirarli fuori, solo non so se ne vale la pena. Oltretutto dovrei partire da solo, tenendo tutti all'oscuro: dei miei amici nessuno mi seguirebbe (mi sfotterebbero pure se sapessero che vado...), figurarsi poi cosa ne penserebbero miei genitori. Il tempo stringe e devo decidermi. Ragionandoci mi sembra una follia senza senso, eppure farmi 3 giorni a Londra "in incognito" mi riempie di adrenalina ed eccitazione.
Voi cosa fareste?
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